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Art. 157 Codice Penale — Anno 2024

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648 provvedimenti

Altri anni per Art. 157 Codice Penale

Raddoppio dei termini: limiti e applicabilità
Una società di lavanderia industriale e i suoi soci impugnavano avvisi di accertamento per IVA, IRAP e imposte sui redditi basati su operazioni inesistenti. L'accertamento era stato notificato oltre i termini ordinari, applicando il cosiddetto 'raddoppio dei termini' previsto in caso di reati tributari. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 571/2024, ha confermato che il raddoppio è legittimo in presenza del solo presupposto astratto di un reato (indipendentemente dall'azione penale), ma ha accolto il ricorso del contribuente limitatamente all'IRAP. La Corte ha stabilito che, non essendo previste sanzioni penali per le violazioni in materia di IRAP, a tale imposta non può applicarsi la disciplina del raddoppio dei termini.
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Recidiva e prescrizione: il calcolo del termine
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 463/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che sosteneva l'avvenuta prescrizione del suo reato. L'imputato argomentava che la recidiva, essendo stata giudicata meno grave delle attenuanti (subvalente), non dovesse influenzare il calcolo del termine di prescrizione. La Corte ha ribadito un principio consolidato: ai fini della prescrizione, la recidiva è sempre rilevante e allunga i termini, indipendentemente dal giudizio di bilanciamento con le attenuanti, come espressamente previsto dall'art. 157 del codice penale.
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Inammissibilità del ricorso: Cassazione chiarisce
La Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso per tre imputati condannati per ricettazione ed estorsione. La sentenza sottolinea come i motivi d'appello non possano consistere in una mera riproposizione delle argomentazioni di merito o in una richiesta di rivalutazione dei fatti, ma debbano criticare specificamente la decisione impugnata secondo i canoni di legittimità.
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Peculato e confisca: quando è illecito il profitto?
L'amministratore di una società di riscossione è stato condannato per peculato per non aver riversato i tributi riscossi ai comuni. La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato la sentenza, stabilendo una prescrizione per le condotte più risalenti e, soprattutto, chiarendo che il profitto da peculato soggetto a confisca deve essere calcolato al netto dei compensi legittimamente spettanti alla società. La Corte ha quindi rinviato il caso per un nuovo calcolo della confisca e della pena.
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Prescrizione ricettazione: no al reato autonomo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso volto a ottenere la declaratoria di estinzione del reato di ricettazione per prescrizione. Viene ribadito che la ricettazione di particolare tenuità è una circostanza attenuante e non un reato autonomo. Di conseguenza, il calcolo per la prescrizione ricettazione si basa sulla pena massima del reato base, non risultando ancora decorso il termine.
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Ricettazione e prescrizione: la tenuità non abbrevia
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso basato sulla prescrizione del reato di ricettazione. La Corte ribadisce che la 'ricettazione di particolare tenuità' è un'attenuante e non un reato autonomo, pertanto il calcolo della prescrizione si basa sulla pena massima del reato base, rendendo il ricorso infondato.
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Reato di prescrizione: le attenuanti non contano
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per reati legati alla contraffazione. La Corte ha stabilito che le circostanze attenuanti, anche quelle ad effetto speciale, non influiscono sul calcolo del termine per il reato di prescrizione, che deve essere basato sulla pena massima prevista per l'ipotesi base del delitto. Affrontata e respinta anche la questione sulla grossolanità del falso.
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Prescrizione e recidiva: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione. L'ordinanza chiarisce principi fondamentali su prescrizione e recidiva, stabilendo che la recidiva va sempre considerata ai fini del calcolo dei termini di prescrizione, anche se bilanciata con le attenuanti. Inoltre, ha ribadito che una giustificazione implausibile sulla provenienza dei beni costituisce prova del reato.
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Prescrizione reato: annullamento senza rinvio
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna per ricettazione di un imputato a causa dell'intervenuta prescrizione reato. La Corte ha specificato che, se i motivi di ricorso non sono palesemente inammissibili, si deve dichiarare l'estinzione del reato. Nello stesso procedimento, è stato invece rigettato il ricorso di un altro imputato, condannato per riciclaggio, le cui censure sono state ritenute infondate e relative a questioni di fatto non riesaminabili in sede di legittimità.
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Recidiva e prescrizione: quando si allungano i tempi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per estorsione, stabilendo un principio chiave in materia di recidiva e prescrizione. La Corte ha confermato che la recidiva reiterata, in quanto circostanza aggravante a effetto speciale, estende sempre il termine di prescrizione del reato, anche quando, nel calcolo della pena, viene considerata subvalente rispetto alle attenuanti concesse.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo rigetta
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per rapina. La decisione si fonda sulla genericità e sulla natura ripetitiva dei motivi di appello, che si limitavano a riproporre questioni di fatto già esaminate e respinte. La Corte sottolinea inoltre come la richiesta di prescrizione sia infondata a causa della recidiva reiterata dell'imputato, che estende i termini legali. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricettazione e prescrizione: la speciale tenuità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia di ricettazione, stabilendo che la circostanza attenuante del fatto di speciale tenuità non riduce i termini di prescrizione del reato. L'analisi del rapporto tra ricettazione e prescrizione conferma che il calcolo va effettuato sulla pena massima dell'ipotesi base del reato, il quale è inoltre procedibile d'ufficio.
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Ricorso inammissibile per ricettazione e prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per ricettazione di una targa. I motivi del ricorso, incentrati sulla presunta insussistenza del reato presupposto (il furto) e sulla maturata prescrizione, sono stati rigettati. La Corte ha ritenuto il primo motivo una mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello e il secondo manifestamente infondato, confermando la condanna e aggiungendo il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Prescrizione del reato: Cassazione annulla condanna
Un individuo, condannato per calunnia nei confronti di un carabiniere, ha visto la sua sentenza annullata dalla Corte di Cassazione. Il motivo è la prescrizione del reato, sopraggiunta prima della sentenza d'appello. La Corte ha chiarito che la recidiva, sebbene contestata, non estende i termini di prescrizione se non viene effettivamente utilizzata per aumentare la pena, confermando un importante principio delle Sezioni Unite.
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Travisamento della prova: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso basato sul vizio di travisamento della prova in un caso di abbandono di animali. L'imputato sosteneva una lettura errata delle testimonianze riguardo la sua identificazione e l'intenzionalità del gesto. La Corte ha stabilito che le censure proposte non integravano un reale travisamento della prova, ma un tentativo inammissibile di ottenere un nuovo giudizio sui fatti, confermando la condanna del tribunale di merito.
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Calcolo pena: la discrezionalità del giudice e limiti
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in tema di furto aggravato. La sentenza chiarisce che il calcolo pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito e non è sindacabile se la motivazione è logica. Viene inoltre affermato che, una volta divenuta irrevocabile la dichiarazione di responsabilità, non può più essere sollevata la questione della prescrizione del reato.
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Estorsione ambientale: la Cassazione conferma condanna
Un gruppo criminale imponeva servizi di vigilanza a costruttori tramite un clima di paura, configurando il reato di estorsione ambientale. La Cassazione ha esaminato i ricorsi di tre imputati, dichiarandone due inammissibili e annullando parzialmente la condanna del terzo per prescrizione del reato associativo. La sentenza chiarisce i criteri dell'estorsione ambientale e gli effetti della recidiva sulla prescrizione.
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Processo in assenza: quando è valido? La Cassazione
Un uomo viene condannato per furto aggravato. Il suo avvocato sostiene che il processo in assenza sia nullo perché l'imputato non è mai stato correttamente informato, dato che le notifiche sono state inviate a un precedente legale che aveva rinunciato al mandato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando la validità delle notifiche in quanto il legale non aveva rifiutato la domiciliazione eletta presso il suo studio. La Corte ha inoltre rigettato l'eccezione di prescrizione del reato.
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Recidiva e prescrizione: come si allunga il termine
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso basato sulla prescrizione. Il caso chiarisce il meccanismo di interazione tra recidiva e prescrizione, spiegando come la condizione di recidivo reiterato, insieme a periodi di sospensione processuale, prolunghi significativamente i termini per l'estinzione dei reati di lesioni e danneggiamento.
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Inammissibilità ricorso: ecco quando blocca la prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per omissione di soccorso. Secondo la Corte, la manifesta infondatezza dei motivi di appello impedisce la formazione di un valido rapporto processuale e, di conseguenza, preclude la possibilità di dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione, anche se maturata prima del giudizio di legittimità. L'inammissibilità del ricorso ha quindi prevalso sulla prescrizione.
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