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Art. 152 Codice di Procedura Civile — Anno 2023

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56 provvedimenti

Altri anni per Art. 152 Codice di Procedura Civile

Termine note scritte: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine per il deposito delle note di trattazione scritta, previsto dalla normativa emergenziale Covid, è da considerarsi ordinatorio e non perentorio. Di conseguenza, il deposito delle note effettuato in ritardo, ma comunque entro la data dell'udienza, non può essere equiparato alla mancata comparizione e non comporta l'estinzione del giudizio. La sentenza impugnata, che aveva dichiarato estinto il processo per questo motivo, è stata annullata con rinvio.
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Consegna bene legato: obblighi erede e calcolo frutti
In una complessa vicenda successoria, la Corte di Cassazione ha stabilito principi fondamentali sulla consegna bene legato. La sentenza chiarisce che l'azione per ottenere il bene va intentata solo contro l'erede che ne ha la materiale disponibilità. Inoltre, ha censurato la liquidazione forfettaria del danno da mancato godimento, imponendo un calcolo analitico dei frutti civili, rivalutati e maggiorati degli interessi legali. Infine, ha operato una distinzione cruciale per il debito maturato: esso si divide tra i coeredi per il periodo anteriore al decesso del loro dante causa, mentre diventa un'obbligazione solidale per il periodo successivo.
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Decadenza aggiudicazione: termine perentorio per il saldo
La Corte di Cassazione conferma la decadenza dall'aggiudicazione di un'azienda per mancato versamento del saldo prezzo. Si stabilisce che il termine per il pagamento, se calcolabile dall'ordinanza di vendita, è perentorio e deve essere rispettato anche in assenza di una specifica comunicazione della data del rogito da parte del curatore. La società aggiudicataria ha quindi perso la cauzione versata.
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Responsabilità condominio: l’appalto non esonera
Una recente ordinanza della Cassazione ha chiarito che la responsabilità del condominio per danni da infiltrazioni provenienti dal lastrico solare non viene meno per il solo fatto di aver affidato i lavori di riparazione a un'impresa. Il condominio, in qualità di custode, rimane responsabile a meno che non provi che il danno sia stato causato da un evento imprevedibile e inevitabile (caso fortuito) riconducibile alla condotta dell'appaltatore. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva esonerato il condominio, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Giurisdizione controversie lavoro: il caso NATO
Un cittadino bosniaco, assunto localmente dal contingente militare italiano in Bosnia, ha promosso una causa per differenze retributive. La Corte di Cassazione ha confermato il difetto di giurisdizione dei tribunali italiani, stabilendo che per le controversie di lavoro di civili impiegati da forze NATO, la competenza spetta ai giudici dello Stato ospitante (Bosnia), in applicazione della Convenzione di Londra. Si tratta di un'importante pronuncia sulla giurisdizione nelle controversie di lavoro connesse a missioni internazionali.
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Indennità disoccupazione agricola: quando va restituita?
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione che obbliga un lavoratore alla restituzione dell'indennità di disoccupazione agricola. Il beneficio era stato erogato sulla base di un rapporto di lavoro con l'azienda della madre, ritenuto fittizio in quanto il lavoratore ne era il gestore di fatto. La Corte ha rigettato il ricorso, specificando di non poter riesaminare nel merito le prove e che una precedente sentenza favorevole per un'annualità diversa non costituisce giudicato.
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Indennizzo danni da trasfusione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28711/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino che chiedeva l'indennizzo per danni da trasfusione. La Corte ha stabilito che l'indennizzo non è dovuto se la malattia, pur presente, si trova in uno stato di quiescenza e non causa pregiudizi funzionali attuali che incidano sulla capacità di produzione di reddito. È stato ribadito che la mera diagnosi non è sufficiente per ottenere il beneficio.
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Mancata comunicazione provvedimento: la nullità della sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza del Tribunale di Roma a causa di un grave vizio procedurale. La mancata comunicazione a una delle parti del provvedimento che fissava l'udienza finale ha comportato una violazione del diritto di difesa, rendendo nullo l'intero giudizio. La Corte ha ribadito che la comunicazione degli atti emessi fuori udienza è un requisito essenziale per garantire un giusto processo. Il caso è stato rinviato al Tribunale per una nuova decisione.
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Esenzione spese legali: l’errore materiale si corregge
Una cittadina, precedentemente condannata al pagamento delle spese legali a favore di un ente previdenziale, ha ottenuto la correzione di un'ordinanza. La Corte di Cassazione ha riconosciuto di aver commesso un errore materiale, non considerando la dichiarazione per l'esenzione spese legali basata sui limiti di reddito. Di conseguenza, la Corte ha modificato la decisione precedente, esonerando la ricorrente dal pagamento delle spese.
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Spese di lite telematiche: quando non spetta l’aumento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21365/2023, ha stabilito un principio importante in materia di spese di lite telematiche. Un cittadino aveva richiesto l'aumento del 30% sui compensi legali, sostenendo che l'utilizzo del processo telematico fosse sufficiente. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che tale aumento è giustificato solo quando gli atti processuali sono redatti con specifiche tecniche informatiche, come indici e link ipertestuali, che ne agevolano la consultazione. La semplice trasmissione telematica degli atti non dà diritto all'aumento.
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Efficacia del giudicato: limiti a nuove azioni legali
Un lavoratore ha richiesto la rideterminazione della propria rendita previdenziale, ma la sua domanda è stata respinta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, applicando il principio dell'efficacia del giudicato. Poiché la questione era già stata decisa in due precedenti cause definitive, la Corte ha stabilito che non fosse possibile riaprire il caso presentando semplicemente nuovi conteggi, in quanto l'oggetto del contendere e le ragioni giuridiche erano sostanzialmente identiche. L'ordinanza chiarisce l'ampia portata del giudicato, che preclude il riesame non solo del dispositivo ma anche dei presupposti logico-giuridici della decisione passata.
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Assunzione senza concorso: licenziamento legittimo?
Un dipendente pubblico, assunto tramite chiamata diretta e non tramite concorso, ha impugnato il suo licenziamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che un'assunzione senza concorso pubblico è nulla. Di conseguenza, il licenziamento non è solo legittimo ma costituisce un atto dovuto da parte dell'amministrazione per ripristinare la legalità violata. La sentenza chiarisce anche importanti aspetti procedurali legati all'applicazione del Rito Fornero nel pubblico impiego.
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Salario contrattuale agricoltura: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4209/2023, ha stabilito che per i lavoratori agricoli a tempo determinato l'indennità di disoccupazione deve essere calcolata sulla base del salario contrattuale e non del salario medio convenzionale. Una lavoratrice aveva richiesto il ricalcolo della sua indennità per l'anno 2014, ma la sua domanda è stata respinta in tutti i gradi di giudizio. La Suprema Corte ha confermato che la normativa, a partire dal d.l. n. 2 del 2006, ha definitivamente sostituito il vecchio sistema del salario 'virtuale' con quello del salario 'reale' previsto dai contratti collettivi. Ha inoltre chiarito che il 'terzo elemento' della retribuzione è già ricompreso nella paga giornaliera e non deve essere aggiunto separatamente.
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Neutralizzazione contributi: quando è inapplicabile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2800/2023, ha stabilito che il principio di neutralizzazione contributi non si applica quando i contributi in questione sono necessari per integrare il requisito minimo per l'accesso alla pensione. Nel caso specifico, un pensionato con una pensione di anzianità basata unicamente su 39 anni di contributi si è visto negare la richiesta di escludere alcuni periodi dal calcolo, poiché ciò avrebbe fatto venir meno il diritto stesso alla prestazione pensionistica.
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Indennità disoccupazione agricola: come si calcola
Un lavoratore agricolo a tempo determinato ha contestato il metodo di calcolo della sua indennità di disoccupazione agricola, chiedendo l'applicazione del "salario medio convenzionale" o un aumento per il "terzo elemento". La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il parametro corretto è la retribuzione prevista dai contratti collettivi. La Corte ha inoltre ritenuto che il salario del contratto provinciale fosse già comprensivo di tutte le voci accessorie.
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Ricorso inammissibile: i termini per impugnare
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché presentato contro una sentenza di primo grado ben oltre i termini di legge. La parte ricorrente aveva precedentemente esperito un appello, anch'esso dichiarato inammissibile, consolidando la definitività della prima decisione. Questo caso sottolinea l'importanza cruciale del rispetto dei termini perentori nel processo civile.
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