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Art. 152 Codice Penale

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497 provvedimenti

Remissione di querela: addio alla condanna ma restano le spese
L'Imputato era stato condannato in appello per reati contro il patrimonio. Successivamente, la Persona Offesa ha formalizzato la remissione di querela, accettata dall'Imputato. La Corte di Cassazione ha rilevato che, in assenza di elementi per un proscioglimento nel merito, la sopravvenuta remissione di querela estingue il reato. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, revocando le statuizioni civili e condannando il ricorrente al pagamento delle sole spese processuali.
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Remissione di querela: l’accordo cancella la multa penale
Un uomo era stato condannato per diffamazione a causa di alcuni messaggi SMS. Durante il terzo grado di giudizio davanti alla Corte di Cassazione, la persona offesa ha deciso di ritirare la denuncia. L'imputato ha formalmente accettato questo passo. La Suprema Corte ha preso atto di questo accordo e ha dichiarato l'estinzione del reato per intervenuta remissione di querela. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la precedente sentenza di condanna, ponendo fine alla vicenda penale. L'imputato evita così la multa e la condanna penale, anche se restano da regolare le spese del procedimento in base agli accordi o alle regole generali.
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Furto in negozio: la remissione tacita di querela salva l’imputato
Il Tribunale di Fermo ha dichiarato il non luogo a procedere nei confronti di un uomo accusato di furto aggravato ai danni di un locale commerciale. La decisione è scaturita dalla mancata comparizione in udienza della persona offesa, regolarmente citata con l'avvertimento che l'assenza sarebbe stata interpretata come remissione tacita di querela. Il Procuratore della Repubblica ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo erroneamente che si trattasse di furto in abitazione, reato procedibile d'ufficio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il furto in un esercizio commerciale, a seguito della Riforma Cartabia, è procedibile a querela. Di conseguenza, l'assenza ingiustificata della vittima configura una valida remissione tacita di querela, determinando l'estinzione del reato e la vittoria definitiva dell'imputato.
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Remissione tacita di querela: il silenzio della vittima salva il ladro
Il Ricorrente era stato condannato per il furto di concime ai danni di un consorzio di bonifica. Nel frattempo, in un processo separato contro un complice, la vittima non si era presentata a testimoniare, determinando una remissione tacita di querela. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'imputato, stabilendo che la remissione tacita di querela si estende automaticamente a tutti i coimputati che non l'abbiano espressamente rifiutata. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la condanna, dichiarando il reato estinto. L'imputato ottiene così la cancellazione della condanna, pur dovendo pagare le spese del procedimento come previsto dalla legge in caso di remissione.
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Condanna per furto azzerata dalla remissione di querela
Tre imputati, condannati nei precedenti gradi di giudizio per furto aggravato, hanno proposto ricorso per Cassazione contestando la regolarità delle notifiche. Prima dell'udienza, il loro difensore ha depositato gli atti con cui le persone offese hanno manifestato la volontà di revocare la denuncia. La Suprema Corte ha preso atto di questa decisione, dichiarando l'estinzione dei reati per remissione di querela. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna della Corte d'appello, ponendo le spese del procedimento a carico degli imputati stessi, come previsto dalla legge in caso di accettazione della revoca.
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Remissione di querela: la pace social cancella la condanna
L'Imputata era stata condannata nei precedenti gradi di giudizio per il reato di diffamazione aggravata, commesso tramite messaggi pubblicati su un social network ai danni della Persona Offesa. Durante il giudizio davanti alla Corte di Cassazione, la Persona Offesa ha formalizzato la remissione di querela, accettata dal difensore dell'Imputata. La Suprema Corte ha stabilito che la remissione di querela estingue il reato e cancella anche le statuizioni civili di risarcimento del danno. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, ponendo le spese processuali a carico dell'Imputata, in mancanza di un accordo diverso tra le parti.
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Furto in abitazione: condanna certa anche senza querela
L'Imputato, accusato di aver sottratto una bicicletta da un parcheggio condominiale, ha proposto ricorso sostenendo che la mancata comparizione della vittima integrasse una remissione tacita della querela, con conseguente obbligo di proscioglimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la condanna per furto in abitazione. I giudici hanno chiarito che la mancata presenza della persona offesa non impedisce al Pubblico Ministero o al giudice di riqualificare correttamente il fatto. Poiché il furto di un bene in un'area condominiale configura il reato di furto in abitazione, che è procedibile d'ufficio, il processo può proseguire legittimamente anche senza la querela della vittima.
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Condanna cancellata: la remissione di querela salva l’imputato
L'Imputato era stato condannato nei primi due gradi di giudizio per il reato di lesioni personali. Successivamente alla sentenza d'appello, ma prima della scadenza dei termini per ricorrere in Cassazione, la Persona Offesa ha formalizzato la remissione di querela, accettata dall'Imputato. La Corte di Cassazione ha stabilito che il ricorso è ammissibile anche se proposto al solo fine di far valere la sopravvenuta remissione di querela. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando il reato estinto per intervenuta remissione di querela. Le spese del procedimento sono state poste a carico dell'Imputato.
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Condanna cancellata: la remissione di querela spegne il processo
Un cittadino viene condannato per i reati di ingiuria e minaccia. Durante il ricorso in Cassazione, la vittima decide di ritirare la denuncia. L'imputato accetta questa decisione. La Suprema Corte stabilisce che la remissione di querela, se accettata, estingue definitivamente i reati contestati. Di conseguenza, i giudici annullano la condanna precedente senza disporre un nuovo processo, ponendo le spese del procedimento a carico dell'imputato.
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Remissione tacita di querela: l’assenza in aula cancella il reato
Il Procuratore Generale ha impugnato la decisione del Giudice di Pace che dichiarava estinto il reato per remissione tacita di querela. Il querelante non si era presentato all'udienza nonostante l'espresso avvertimento del giudice: l'assenza ingiustificata sarebbe stata interpretata come volontà di abbandonare la causa. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore. I giudici hanno confermato che la mancata comparizione della persona offesa, se preventivamente avvisata delle conseguenze, costituisce a tutti gli effetti una remissione tacita di querela, determinando l'estinzione del procedimento penale.
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Remissione della querela: la condanna per lesioni viene cancellata
Il Tribunale di Modena aveva condannato L'Imputato per il reato di lesioni personali ai danni de La Persona Offesa. Successivamente alla condanna, La Persona Offesa si è presentata spontaneamente presso i Carabinieri per effettuare la remissione della querela. L'Imputato, per il tramite del proprio procuratore speciale, ha formalmente accettato tale revoca. La Corte di Cassazione ha quindi annullato la sentenza impugnata, dichiarando l'estinzione del reato per intervenuta remissione della querela e ponendo le spese del procedimento a carico del querelato, come previsto dalla legge in assenza di diverso accordo tra le parti.
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Prescrizione del reato: minaccia con coltello ma niente condanna
L'Imputato era stato condannato per il reato di minaccia aggravata dall'uso di un coltello. Contro la sentenza d'appello, la difesa ha proposto ricorso in Cassazione lamentando, tra i vari motivi, il mancato riconoscimento dell'attenuante della provocazione. La Suprema Corte ha ritenuto il ricorso ammissibile e non manifestamente infondato. Di conseguenza, i giudici hanno potuto rilevare l'avvenuto decorso del tempo utile a estinguere l'illecito. Calcolando i periodi di sospensione dovuti all'astensione degli avvocati dalle udienze, la Corte ha accertato la prescrizione del reato, maturata prima della decisione di legittimità. La Cassazione ha quindi annullato senza rinvio la sentenza impugnata.
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Remissione di querela: la condanna per minaccia viene annullata
L'Imputato era stato condannato nei gradi precedenti per il reato di minaccia ai danni della Persona Offesa. Successivamente, le parti hanno raggiunto un accordo che ha portato alla formale remissione di querela, accettata dall'Imputato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Imputato, annullando senza rinvio la sentenza di condanna. Il processo si conclude così con l'estinzione del reato per intervenuta remissione di querela, ponendo fine alla vicenda penale, fermo restando l'obbligo di pagamento delle spese processuali.
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Remissione di querela: la pace cancella la condanna penale
Due imputati erano stati condannati per il reato di lesioni personali in concorso. Successivamente alla condanna in appello, la persona offesa ha formalizzato la remissione di querela, accettata dagli imputati. La Corte di Cassazione ha quindi accolto il ricorso, annullando senza rinvio la sentenza impugnata. Il reato è stato dichiarato estinto, ponendo le spese del procedimento a carico degli imputati.
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Remissione di querela: salvo per le lesioni ma non per la violenza
Due imputati sono stati condannati in appello per i reati di tentata violenza privata e lesioni personali ai danni di una donna. Gli imputati hanno proposto ricorso per Cassazione. Nel corso del giudizio di legittimità, l'unico erede della vittima ha presentato la remissione di querela, regolarmente accettata dai ricorrenti. La Suprema Corte ha stabilito che la remissione di querela estingue il reato di lesioni personali, trattandosi di un reato procedibile a querela di parte. Al contrario, il reato di tentata violenza privata, essendo procedibile d'ufficio, non risente dell'estinzione. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna per lesioni personali e ha annullato con rinvio alla Corte d'appello di Napoli la decisione limitatamente alla rideterminazione della pena per la tentata violenza privata, dichiarando inammissibili i ricorsi nel resto.
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Remissione di querela: annullata la condanna dell’automobilista
Un automobilista era stato condannato per insolvenza fraudolenta continuata per non aver pagato ripetutamente il pedaggio autostradale. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, la società autostradale ha formalizzato la remissione di querela, ritualmente accettata dall'imputato. La Corte di Cassazione ha quindi annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando l'estinzione dei reati.
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Remissione della querela: niente carcere ma paga le spese
L'Imputato era stato condannato in appello a sei mesi di reclusione e trecento euro di multa per il reato di appropriazione indebita aggravata. Durante il giudizio di Cassazione, la difesa ha presentato il verbale di remissione della querela e la relativa accettazione. La Suprema Corte ha rilevato che, a seguito delle riforme legislative, l'appropriazione indebita è diventata procedibile solo a querela di parte. Di conseguenza, la sopravvenuta remissione della querela estingue il reato. La Cassazione ha quindi annullato senza rinvio la sentenza di condanna, ponendo le spese del procedimento a carico dell'imputato in mancanza di un accordo diverso tra le parti.
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Remissione di querela: addio alla condanna per lesioni
Un'imputata, condannata in precedenza per il reato di lesioni personali colpose, ha proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione. Nel corso del procedimento, il procuratore speciale della persona offesa ha presentato la formale remissione di querela, che l'imputata ha accettato tacitamente. La Suprema Corte ha preso atto del venir meno della condizione di procedibilità e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Il reato è stato dichiarato estinto e sono state revocate tutte le statuizioni civili relative al risarcimento del danno, ponendo le spese del procedimento a carico dell'imputata.
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Remissione della querela: la truffa si estingue pur con la recidiva
Un uomo, accusato di truffa aggravata dalla recidiva per fatti commessi nel 2013, era stato condannato nei primi due gradi di giudizio. Durante il ricorso in Cassazione, la vittima ha presentato la remissione della querela, accettata dall'imputato. La Suprema Corte ha dovuto stabilire se applicare la legge del 2019, che rende la truffa aggravata procedibile d'ufficio, o la legge precedente, più favorevole, che richiedeva la querela. I giudici hanno stabilito che si applica la norma previgente perché più favorevole al reo. Di conseguenza, la remissione della querela ha estinto il reato. La Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna, ponendo fine al processo.
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Remissione di querela: la condanna per furto viene cancellata
L'Imputato era stato condannato nei precedenti gradi di giudizio per il reato di furto non aggravato. Il suo difensore ha proposto ricorso per Cassazione ma, nelle more del giudizio, la persona offesa ha formalizzato la remissione di querela. Nonostante il ricorso presentasse profili di inammissibilit per motivi di fatto, la Suprema Corte ha rilevato che il reato contestato procedibile solo a querela di parte. Di conseguenza, i giudici hanno disposto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata, dichiarando l'estinzione del reato per intervenuta remissione di querela. Le spese del procedimento sono state poste a carico dell'imputato.
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