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Art. 152 Codice Penale

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497 provvedimenti

Remissione di querela: il perdono cancella la condanna per furto
L'Imputato era stato condannato per tentato furto aggravato di un bene esposto alla pubblica fede. Successivamente, la vittima ha deciso di ritirare la denuncia. Grazie alle novità introdotte dalla Riforma Cartabia, questo tipo di reato è diventato procedibile solo su richiesta della persona offesa e non più d'ufficio. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso e ha dichiarato l'estinzione del reato per sopravvenuta remissione di querela. La Suprema Corte ha quindi annullato senza rinvio la sentenza di condanna precedente, ponendo le spese del procedimento a carico dell'imputato che ha beneficiato del ritiro della querela.
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Insolvenza fraudolenta: la pace tra le parti cancella la condanna
Il caso riguarda un uomo condannato nei precedenti gradi di giudizio alla pena di tre mesi di reclusione per il reato di insolvenza fraudolenta. L'imputato aveva proposto ricorso per Cassazione contestando la sussistenza del dolo e l'emissione di un assegno privo di copertura. Tuttavia, prima dell'udienza di legittimità, la persona offesa ha formalmente rimesso la querela e l'imputato ha accettato tale revoca. La Corte di Cassazione, non riscontrando elementi per un proscioglimento nel merito, ha preso atto dell'accordo tra le parti. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando l'estinzione del reato per intervenuta remissione della querela e condannando il ricorrente al solo pagamento delle spese processuali.
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Truffa contrattuale o affare fallito? La Cassazione decide
Un uomo, fingendosi venditore online, ha incassato un cospicuo acconto per poi rendersi immediatamente irreperibile senza consegnare il bene. Condannato nei primi due gradi di giudizio, ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che si trattasse di un semplice inadempimento civile e non di una truffa contrattuale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che incassare un acconto sul web e sparire nel nulla costituisce una vera e propria macchinazione preordinata all'inganno. Inoltre, la mancata comparizione della vittima in udienza non equivale a una rinuncia tacita alla querela, a meno che non vi sia stato un esplicito avvertimento legale sulle conseguenze della sua assenza. L'imputato è stato condannato anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Remissione tacita di querela: il ritardo non cancella il processo
Il Giudice di Pace dichiarava estinto il reato a carico dell'Imputato per remissione tacita di querela, ritenendo che la mancata comparizione della Persona Offesa all'udienza equivalesse alla volontà di ritirare la denuncia. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del Procuratore Generale. La Persona Offesa si era trasferita prima della notifica (avvenuta per compiuta giacenza), l'avviso in citazione era ambiguo e, soprattutto, la vittima e il suo avvocato si erano presentati in udienza, seppur in ritardo, prima della chiusura del verbale. La Suprema Corte annulla la sentenza senza rinvio e ordina la trasmissione degli atti al Giudice di Pace per la celebrazione del processo.
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Condanna per furto cancellata: vince la remissione di querela
L'Imputato era stato condannato per furto di merce ai danni di un Esercizio Commerciale. Successivamente, il Legale Rappresentante della società vittima ha presentato la remissione di querela. Poiché l'Imputato non ha rifiutato tale revoca, la Cassazione ha dichiarato l'estinzione del reato. La Suprema Corte ha quindi annullato senza rinvio la sentenza di condanna, ponendo le spese del procedimento a carico del querelato, come previsto dalla legge in mancanza di accordi diversi.
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Remissione di querela: la condanna si cancella ma le spese restano
Un cittadino, condannato in appello per diffamazione ai danni di un altro soggetto, ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente alla sentenza di secondo grado, ma prima della scadenza dei termini per impugnarla, la persona offesa ha formalizzato la remissione di querela, accettata dall'imputato. La Suprema Corte ha dichiarato ammissibile il ricorso presentato al solo fine di far valere tale circostanza. Non essendovi prove evidenti dell'innocenza dell'imputato che avrebbero imposto un'assoluzione nel merito, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Il reato è stato dichiarato estinto per sopravvenuta remissione di querela, con spese processuali a carico dell'imputato in assenza di accordi diversi.
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Remissione di querela: la pace familiare batte l’accusa
Il Tribunale dichiarava non doversi procedere nei confronti di un'imputata per i reati di minaccia e lesioni personali, ritenendoli estinti per intervenuta remissione di querela. Il Procuratore Generale proponeva ricorso in Cassazione, sostenendo che l'uso di una pietra qualificasse il fatto come lesione aggravata da arma impropria, rendendo il reato procedibile d'ufficio e quindi non estinguibile. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno stabilito che il Tribunale ha implicitamente escluso l'aggravante dell'arma impropria sulla base degli elementi emersi nel dibattimento. Di conseguenza, il reato è rimasto procedibile a querela di parte. Inoltre, il ricorso del Procuratore Generale è risultato prematuro rispetto ai termini di impugnazione spettanti al Procuratore della Repubblica.
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Remissione di querela: si cancella la condanna per appropriazione
Un cittadino, precedentemente condannato per appropriazione indebita, ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente alla sentenza d'appello, la persona offesa ha presentato una formale remissione di querela, accettata dal ricorrente con l'accordo che le spese processuali fossero a suo carico. La Corte di Cassazione, rilevata la validità della remissione di querela, ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando l'estinzione del reato e ponendo le spese a carico del ricorrente.
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Remissione tacita di querela: l’assenza giustificata non cancella il reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per invasione di edifici nei confronti di un gruppo di occupanti abusivi di un immobile. I ricorrenti sostenevano che la mancata comparizione in udienza della comproprietaria dell'immobile costituisse una remissione tacita di querela, dato che era stata avvertita che l'assenza sarebbe stata interpretata in tal senso. Tuttavia, la Suprema Corte ha rigettato il ricorso, rilevando che la persona offesa aveva giustificato per due volte la propria assenza, prima per uno sciopero aereo e poi per un infortunio. Tali giustificazioni dimostrano la chiara volontà di insistere nell'azione penale e non di rinunciarvi. Di conseguenza, non si è verificata alcuna remissione tacita di querela e la condanna a carico degli occupanti è diventata definitiva.
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Remissione di querela: evita la condanna ma paga le spese
Un conducente alla guida di un mezzo agricolo effettuava una retromarcia imprudente su una strada interpoderale, tamponando un furgone e causando lesioni personali al conducente. Condannato nei primi gradi di giudizio per lesioni colpose, l'imputato e la sua compagnia assicurativa proponevano ricorso in Cassazione. Prima della decisione, la persona offesa presentava formale rinuncia alla denuncia, accettata dall'imputato. La Corte di Cassazione ha quindi disposto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata, dichiarando l'estinzione del reato per intervenuta remissione di querela e revocando le statuizioni civili, ponendo le spese a carico dell'imputato.
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Remissione di querela: stop alla condanna per farsi giustizia da sé
Un cittadino veniva condannato per il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, la persona offesa presentava formale remissione di querela, regolarmente accettata dall'imputato. La Suprema Corte ha applicato il principio secondo cui la remissione di querela estingue il reato anche durante il giudizio di legittimità, prevalendo sulle altre questioni. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando l'estinzione del reato e ponendo le spese processuali a carico dell'imputato, come concordato tra le parti.
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Remissione di querela: cancella la condanna in Cassazione
Un cittadino, condannato per il reato di appropriazione indebita non aggravata, ha proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione. Durante la pendenza del procedimento, le parti hanno raggiunto un accordo che ha portato alla formale remissione di querela da parte della persona offesa e alla relativa accettazione da parte dell'imputato, formalizzata davanti ai Carabinieri. La Suprema Corte, preso atto del verbale, ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna impugnata. Il reato si è infatti estinto grazie alla remissione di querela, che fa venire meno la condizione di procedibilità. L'imputato è stato comunque condannato al pagamento delle sole spese del procedimento.
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Condanna per truffa cancellata dalla remissione di querela
Un cittadino, condannato nei precedenti gradi di giudizio per il reato di truffa, ha proposto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del ricorso, la persona offesa ha formalizzato la remissione di querela, accettata dall'imputato nella stessa data. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la remissione di querela, se accettata, estingue il reato e prevale anche su eventuali motivi di inammissibilità del ricorso, purché quest'ultimo sia stato presentato nei termini di legge. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando il reato estinto e ponendo le spese del processo a carico dell'imputato.
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Remissione di querela: la pace cancella la condanna penale
Il Tribunale di Verona aveva confermato la condanna dell'Imputato per il reato di lesioni personali. L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione per contestare la decisione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la Persona Offesa ha deciso di ritirare la denuncia. L'Imputato ha accettato questa revoca. La Suprema Corte ha rilevato la validità di questo accordo. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del reato per intervenuta remissione di querela. La Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna precedente, ponendo le spese del procedimento a carico dell'Imputato, in mancanza di un accordo differente tra le parti.
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Condanna per percosse annullata: vince la remissione di querela
L'Imputato era stato condannato per il reato di percosse. Durante il giudizio di Cassazione, la Persona Offesa ha deciso di ritirare la denuncia. L'Imputato ha accettato questa decisione, formalizzando la remissione di querela. La Corte di Cassazione ha stabilito che la remissione di querela, intervenuta e accettata durante il ricorso, estingue il reato. Di conseguenza, i giudici hanno annullato la sentenza di condanna senza rinvio, dichiarando il reato estinto e ponendo le spese processuali a carico dell'Imputato.
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Remissione di querela: la pace cancella la condanna penale
Un uomo, condannato nei precedenti gradi di giudizio per il reato di lesioni personali, ha proposto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la vittima ha effettuato la remissione di querela, formalmente accettata dall'imputato. La Corte di Cassazione ha stabilito che la remissione di querela, intervenuta prima della decisione definitiva e ritualmente accettata, estingue il reato. Tale causa di estinzione prevale su eventuali profili di inammissibilità del ricorso, purché quest'ultimo sia stato presentato nei termini di legge. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando l'estinzione del reato e ponendo le spese processuali a carico dell'imputato in assenza di accordi contrari.
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Remissione di querela: il perdono cancella la condanna
Due imputati hanno proposto ricorso in Cassazione contro una condanna della Corte d'Appello. Durante la pendenza del ricorso, la persona offesa ha presentato la remissione di querela, formalmente accettata dagli imputati. La Corte di Cassazione ha stabilito che la remissione di querela, se ritualmente accettata, estingue il reato anche durante il giudizio di legittimità, prevalendo sulle cause di inammissibilità del ricorso, purché questo sia stato presentato nei termini. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando estinto il reato e ponendo le spese processuali a carico degli imputati in assenza di un accordo diverso.
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Remissione di querela: addio condanna per truffa in Cassazione
Un uomo, condannato in appello per truffa a sei mesi di reclusione, ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente alla sentenza di secondo grado, ma prima della scadenza dei termini per impugnare, la vittima ha formalizzato la remissione di querela davanti ai Carabinieri, accettata dal difensore dell'imputato. La Corte di Cassazione ha dichiarato ammissibile il ricorso presentato al fine di far valere la remissione di querela sopravvenuta. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando l'estinzione del reato. Le spese del procedimento sono state poste a carico dell'imputato, in mancanza di un accordo diverso tra le parti.
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Remissione di querela: il reato si estingue ma le spese restano
Il Procuratore generale ha proposto ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte di Appello di Bologna riguardante L'Imputato. Durante la pendenza del ricorso, la persona offesa ha presentato la remissione di querela, formalmente accettata dall'Imputato. La Corte di Cassazione ha stabilito che la remissione di querela, intervenuta in pendenza del ricorso e ritualmente accettata, determina l'estinzione del reato. Questo effetto estintivo prevale anche su eventuali cause di inammissibilità del ricorso, purché quest'ultimo sia stato presentato tempestivamente. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando il reato estinto e condannando L'Imputato al pagamento delle spese processuali in mancanza di un accordo diverso tra le parti.
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Remissione di querela: come cancella la condanna per truffa
L'Imputato, condannato nei precedenti gradi di giudizio per il reato di truffa, ha proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la Persona Offesa ha depositato formalmente la remissione di querela. La Suprema Corte ha preso atto di questa volontà e ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando l'estinzione del reato. La remissione di querela ha infatti l'effetto di bloccare definitivamente l'azione penale per i reati perseguibili a querela di parte, come la truffa semplice. L'Imputato è stato comunque condannato al pagamento delle sole spese processuali.
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