LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1495 Codice Civile

Pagina 12 di 13

258 provvedimenti

Vendita su campione: decadenza e aliud pro alio
La Corte di Cassazione chiarisce i confini tra vizio e 'aliud pro alio' in una vendita su campione. Un'impresa edile aveva contestato la fornitura di infissi non conformi al campione, ma lo aveva fatto oltre il termine di 8 giorni. La Corte ha stabilito che, trattandosi di un bene dello stesso genere (infissi in legno) seppur difforme, non si configurava un 'aliud pro alio' ma un vizio soggetto al termine di decadenza. Di conseguenza, la denuncia tardiva ha fatto perdere all'acquirente il diritto di far valere la garanzia.
Continua »
Garanzia gravi difetti: turbina eolica è immobile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1252/2025, ha stabilito che un impianto eolico, essendo ancorato al suolo e destinato a lunga durata, rientra nella categoria degli immobili ai fini della garanzia gravi difetti ex art. 1669 c.c. Il crollo della navicella, causato da un errore di assemblaggio, è stato qualificato come grave difetto, ma l'azione di risarcimento è stata respinta per prescrizione, in quanto avviata oltre un anno dalla denuncia.
Continua »
Prescrizione appalto: la lettera interrompe i termini
Un acquirente cita in giudizio un costruttore per gravi difetti edilizi. La Corte d'Appello dichiara l'azione prescritta, ma la Cassazione ribalta la decisione. La Suprema Corte chiarisce che una lettera di reclamo, qualificabile come atto di messa in mora, è sufficiente a interrompere il termine annuale di prescrizione appalto previsto dall'art. 1669 c.c. e che tale interruzione può essere rilevata d'ufficio dal giudice.
Continua »
Vendita aliud pro alio: quando il ricorso è inammissibile
Un'acquirente contesta la conformità urbanistica di un immobile, invocando la vendita aliud pro alio per superare i termini di prescrizione brevi. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che la qualificazione del vizio come 'aliud pro alio' è un accertamento di fatto insindacabile in sede di legittimità, specialmente in caso di 'doppia conforme'.
Continua »
Vizi di costruzione: danni e tutele per l’acquirente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3011/2025, ha chiarito importanti principi in materia di vizi di costruzione. La Corte ha stabilito che il giudice ha il potere di riqualificare la domanda dell'acquirente, trasformando una richiesta di riduzione del prezzo in una di risarcimento del danno, se i fatti dimostrano la presenza di gravi difetti ai sensi dell'art. 1669 c.c. È stato inoltre confermato che il singolo condomino può agire per i danni derivanti da vizi sulle parti comuni che incidono sulla sua proprietà esclusiva.
Continua »
Errore di fatto revocatorio: quando è inammissibile
Un collezionista chiede la revocazione di una sentenza d'appello per un presunto errore di fatto revocatorio. La Corte dichiara la domanda inammissibile, chiarendo che una errata valutazione delle prove costituisce un errore di giudizio, non un errore di fatto, e non può essere motivo di revocazione.
Continua »
Denuncia vizi immobile: il termine parte da certezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3020/2025, affronta il tema della denuncia vizi immobile in una compravendita. La Corte ha stabilito che il termine di decadenza di otto giorni per la denuncia non decorre dal semplice sospetto, ma dal momento in cui l'acquirente acquisisce una 'certezza obiettiva e completa' del difetto, che in casi complessi può coincidere con il deposito di una perizia tecnica. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio su un motivo procedurale relativo alla mancata ammissione di prove, mentre sono stati respinti i motivi sulla tempestività della denuncia.
Continua »
Denuncia vizi: la Cassazione sulla tempestività
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3526/2025, ha rigettato il ricorso di un'azienda acquirente che aveva interrotto la raccolta di uva a causa di presunti difetti. Il punto centrale della decisione è la tempestività della denuncia vizi: la Corte ha stabilito che il termine per la contestazione decorre dalla piena conoscenza del difetto, non dalla data di una perizia tecnica. Di conseguenza, avendo l'acquirente denunciato i vizi tardivamente, è stato ritenuto inadempiente e condannato al risarcimento del danno, qualificato come debito di valore e quindi soggetto a rivalutazione monetaria.
Continua »
Appello inammissibile: quando la specificità è chiave
Una società acquistava macchinari industriali tramite leasing, lamentandone poi la non conformità alle norme di sicurezza e la presenza di vizi. Dopo la sconfitta in primo grado, la società proponeva appello, che veniva però dichiarato inammissibile per genericità dei motivi. La Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, rigettando il ricorso finale. Il caso sottolinea l'importanza cruciale di formulare un appello inammissibile in modo specifico, contestando punto per punto le argomentazioni della sentenza impugnata, pena la bocciatura per ragioni procedurali, senza neppure entrare nel merito della questione.
Continua »
Prescrizione vendita internazionale: la Cassazione decide
Una società straniera ha citato in giudizio un fornitore italiano per un macchinario difettoso, chiedendo la risoluzione del contratto. Il caso si è incentrato sulla prescrizione nella vendita internazionale. La Corte di Cassazione ha confermato l'applicazione del termine di prescrizione annuale previsto dal codice civile italiano, stabilendo che il riconoscimento del vizio da parte del venditore ha solo effetto interruttivo e non trasforma il termine in decennale. Di conseguenza, l'azione dell'acquirente è stata respinta perché tardiva.
Continua »
Aliud pro alio: macchinari non conformi e vendita
Un'azienda agricola acquista un impianto oleario che si rivela non conforme alle normative di sicurezza alimentare, in quanto non realizzato con i materiali prescritti (acciaio inox). La Corte di Cassazione ha stabilito che tale difformità non costituisce un semplice vizio, ma può integrare la fattispecie di vendita di 'aliud pro alio', ovvero la consegna di un bene completamente diverso da quello pattuito. Questa qualificazione è cruciale perché il bene è risultato del tutto inidoneo ad assolvere alla sua funzione economico-sociale, legittimando così la richiesta di risoluzione del contratto senza sottostare ai brevi termini di prescrizione previsti per la garanzia per vizi.
Continua »
Vizio occulto: quando inizia a decorrere il termine?
Un'azienda produttrice di etichette ha citato in giudizio il proprio fornitore di tessuto per un difetto chimico non rilevabile a un primo esame. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna del fornitore, stabilendo che in caso di vizio occulto, il termine di otto giorni per la denuncia decorre dal momento dell'effettiva scoperta e non dalla consegna della merce. La Corte ha inoltre precisato che l'acquirente non è tenuto a svolgere complesse analisi di laboratorio per verificare la conformità del prodotto.
Continua »
Decadenza Garanzia Vizi: la denuncia tardiva è fatale
Un acquirente ha citato in giudizio il venditore per difetti in un impianto di autolavaggio. Il venditore ha eccepito la decadenza garanzia vizi, sostenendo che i difetti non fossero stati denunciati entro 8 giorni dalla scoperta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, respingendo le pretese dell'acquirente. Ha stabilito che né un verbale di riunione non firmato né gli interventi di manutenzione ordinaria costituiscono un 'riconoscimento dei vizi' da parte del venditore, atto necessario per evitare la decadenza. La Corte ha inoltre chiarito che, una volta intervenuta la decadenza, la questione della prescrizione diventa irrilevante, poiché il diritto stesso si è estinto.
Continua »
Vizi occulti immobile: da quando decorre la garanzia?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la garanzia per vizi occulti immobile, come l'inadeguato isolamento acustico, decorre dal momento della scoperta effettiva del difetto e non dalla consegna dell'immobile. Annullata la decisione d'appello che aveva dichiarato prescritta l'azione degli acquirenti contro la società costruttrice, rinviando il caso per un nuovo esame.
Continua »
Azioni edilizie alternative: la scelta è irrevocabile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23819/2025, ha ribadito il principio secondo cui le azioni edilizie alternative, ovvero la risoluzione del contratto e la riduzione del prezzo per vizi della cosa venduta, sono tra loro incompatibili. Una volta che l'acquirente ha scelto una via tramite domanda giudiziale, tale scelta diventa irrevocabile e non può essere modificata in un successivo giudizio. Nel caso di specie, un'acquirente che aveva già ottenuto una riduzione del prezzo in un primo procedimento, non ha potuto successivamente chiedere la risoluzione del contratto per gli stessi vizi.
Continua »
Garanzia per vizi: la parola del venditore conta
In una compravendita immobiliare, la Corte di Cassazione ha stabilito che la dichiarazione verbale del venditore sull'assenza di difetti rende operativa la garanzia per vizi, anche se questi erano facilmente riconoscibili. La Corte ha confermato la condanna del venditore alla riduzione del prezzo, chiarendo che la clausola di vendita "nello stato in cui si trova" è una mera clausola di stile e che una lettera di messa in mora è sufficiente a interrompere la prescrizione annuale dell'azione.
Continua »
Garanzia vizi immobile: la parola del venditore conta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17080/2025, ha confermato la condanna dell'erede del venditore a risarcire gli acquirenti per abusi edilizi non dichiarati. Il caso riguarda l'acquisto di un immobile con un piano sopraelevato abusivo, nonostante nel rogito fosse garantita la piena conformità alla licenza edilizia. La Corte ha ribadito che la garanzia vizi immobile prevale quando l'acquirente fa affidamento sulle dichiarazioni del venditore, a meno che non sia provata la sua conoscenza effettiva del difetto. La semplice disponibilità del bene prima dell'acquisto non è sufficiente a dimostrare tale conoscenza.
Continua »
Riconoscimento vizi: prescrizione da annuale a decennale
Una recente ordinanza della Cassazione stabilisce che il riconoscimento vizi da parte del venditore, anche tramite un comportamento concludente come l'inizio di una riparazione, modifica la prescrizione dell'azione di garanzia. Il termine non è più quello breve di un anno dalla consegna, ma l'ordinario termine decennale. La Corte ha anche chiarito che la responsabilità del produttore per prodotto difettoso non viene meno con un semplice avviso al venditore, ma richiede un'azione efficace verso il consumatore finale.
Continua »
Vizi immobile e prescrizione: la qualificazione del vizio
Un acquirente cita in giudizio la società venditrice a causa di gravi vizi di umidità che rendono inabitabile l'immobile acquistato. La Corte d'Appello dichiara l'azione prescritta, applicando il termine di un anno dalla consegna. La Corte di Cassazione, tuttavia, annulla la decisione, stabilendo che il giudice deve prima qualificare la natura del difetto. A seconda che si tratti di un semplice vizio o di un grave inadempimento contrattuale, cambiano i termini di prescrizione applicabili. La corretta analisi dei vizi immobile e prescrizione è quindi cruciale.
Continua »
Vizio redibitorio: qualità promesse e onere prova
Un'azienda agricola ha citato in giudizio i suoi fornitori per averle venduto piantine di pomodoro risultate non resistenti a un virus, contrariamente a quanto promesso. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato la responsabilità dei venditori e del produttore delle sementi. La decisione chiarisce aspetti fondamentali sul vizio redibitorio, sulla distinzione tra qualità promesse e tolleranza a difetti, e sulle modalità di riproposizione delle domande in appello. La Corte ha rigettato sia il ricorso principale del produttore che quello incidentale dell'azienda agricola, confermando la condanna al risarcimento dei danni per lucro cessante.
Continua »