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Art. 1490 Codice Civile

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268 provvedimenti

Aliud pro alio: limiti nelle vendite forzate
Una società di navigazione acquistava una nave in una procedura concorsuale, scoprendo poi che la sua capacità di carico era inferiore a quella descritta. La società ha tentato di ottenere un risarcimento sostenendo che si trattasse di una vendita "aliud pro alio" (una cosa per un'altra), unica eccezione alla regola che esclude la garanzia per vizi nelle vendite forzate. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che si ha "aliud pro alio" solo quando il bene è radicalmente diverso o totalmente inidoneo all'uso. Una minore capacità, non alterando la funzione principale della nave, non rientra in questa casistica.
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Vendita a catena: la rivalsa del rivenditore
In un caso di vendita a catena, un'officina acquista un macchinario difettoso da un rivenditore, che a sua volta lo aveva comprato dal produttore. La Cassazione ha confermato il diritto del rivenditore di agire in rivalsa contro il produttore per i vizi del bene. La Corte ha stabilito che la responsabilità del produttore deriva dal contratto di vendita con il rivenditore e non dalle norme sulla responsabilità del produttore. Inoltre, il produttore, perdendo l'appello, è stato condannato a pagare le spese legali di tutte le parti, inclusa l'officina, in base al principio di causalità.
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Obbligazione di facere: la promessa del venditore
La Corte di Cassazione chiarisce che quando un venditore riconosce i vizi di un bene e si impegna a eliminarli, sorge una nuova e autonoma obbligazione di facere. Questa non è soggetta ai brevi termini della garanzia per vizi, ma alla disciplina ordinaria. Di conseguenza, in caso di contestazione, spetta al venditore (debitore) provare di aver eseguito le riparazioni a regola d'arte, e non all'acquirente (creditore) dimostrare l'inesatto adempimento. La Corte ha applicato questo principio in un caso relativo a difetti di una lussuosa imbarcazione.
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Vizi occulti: no aliud pro alio, costruttore non paga
La Corte di Cassazione ha stabilito che gravi difetti strutturali in un immobile venduto non configurano automaticamente un'ipotesi di 'aliud pro alio', ma rientrano nella garanzia per vizi occulti, soggetta a prescrizione annuale. La Corte ha inoltre escluso la responsabilità dell'impresa costruttrice per i difetti derivanti da un progetto errato, a meno che gli errori non siano palesemente riconoscibili, confermando invece la responsabilità del progettista.
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Motivazione contraddittoria: Cassazione cassa sentenza
Una società fornitrice si oppone a un decreto ingiuntivo per fatture non pagate, eccependo i vizi della merce fornita. La Corte d'Appello, pur riconoscendo i difetti e la produzione di fatture di riparazione, rigetta l'opposizione per indeterminatezza del danno. La Cassazione rileva una motivazione contraddittoria in questa decisione, poiché il giudice di merito ha ignorato le prove documentali che lui stesso aveva citato. La sentenza viene cassata con rinvio per una nuova valutazione.
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Risarcimento danni appalto: limiti e onere prova
In un caso di subappalto con fornitura difettosa, la Cassazione ha confermato la risoluzione del contratto ma ha annullato la condanna al risarcimento dei danni. La Corte ha stabilito che il giudice non può liquidare un danno superiore a quanto richiesto (vizio di ultra petita) e che il cessionario di un credito non risponde degli inadempimenti contrattuali del cedente. La sentenza chiarisce i principi fondamentali sul risarcimento danni appalto, nesso di causalità e onere della prova.
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Impugnazione penali contrattuali: limiti in Cassazione
Un'impresa fornitrice di prodotti alimentari a scuole ha contestato le penali applicate da un ente pubblico per presunte non conformità. La società ha impugnato la decisione, mettendo in discussione l'interpretazione del contratto e le modalità di verifica. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso principale inammissibile, ribadendo che non può rivalutare i fatti né l'interpretazione contrattuale del giudice di merito. La decisione chiarisce i rigidi limiti dell'impugnazione penali contrattuali in sede di legittimità.
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Mancanza qualità promesse: la Cassazione sui vizi
Una società acquista macchinari industriali che si rivelano privi di una funzione chiave. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte di Cassazione nega la risoluzione del contratto, qualificando il difetto come una mancanza qualità promesse di non grave entità, che giustifica solo una riduzione del prezzo e il risarcimento. La sentenza stabilisce anche un importante principio sulla ripartizione delle spese legali: l'acquirente, parzialmente vittorioso, non deve pagare le spese dei terzi chiamati in causa dal venditore.
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Vizi della cosa venduta: la Cassazione fa chiarezza
Una società di logistica ha citato in giudizio un venditore di semirimorchi per difetti nel coefficiente di isolamento termico. La richiesta è stata respinta nei gradi di merito per tardiva denuncia del vizio (decadenza). La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che le contestazioni sui vizi della cosa venduta devono rispettare termini perentori e che non è compito della Corte rivalutare i fatti già accertati. È stato inoltre chiarito che non si trattava di 'aliud pro alio', poiché i beni erano idonei all'uso specifico indicato nel contratto.
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Denuncia vizi immobile: quando scatta il termine?
La Corte di Cassazione chiarisce i termini per la denuncia vizi immobile. In un caso di gravi difetti costruttivi, il ricorso di un acquirente è stato respinto perché la denuncia è stata presentata oltre un anno dalla scoperta. La Corte ha stabilito che il termine decorre dal momento in cui si ha una conoscenza apprezzabile della gravità dei vizi, che può coincidere con la consegna dell'immobile se i problemi sono evidenti, senza necessità di attendere una perizia tecnica.
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Vizi di costruzione: danni e tutele per l’acquirente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3011/2025, ha chiarito importanti principi in materia di vizi di costruzione. La Corte ha stabilito che il giudice ha il potere di riqualificare la domanda dell'acquirente, trasformando una richiesta di riduzione del prezzo in una di risarcimento del danno, se i fatti dimostrano la presenza di gravi difetti ai sensi dell'art. 1669 c.c. È stato inoltre confermato che il singolo condomino può agire per i danni derivanti da vizi sulle parti comuni che incidono sulla sua proprietà esclusiva.
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Denuncia vizi immobile: il termine parte da certezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3020/2025, affronta il tema della denuncia vizi immobile in una compravendita. La Corte ha stabilito che il termine di decadenza di otto giorni per la denuncia non decorre dal semplice sospetto, ma dal momento in cui l'acquirente acquisisce una 'certezza obiettiva e completa' del difetto, che in casi complessi può coincidere con il deposito di una perizia tecnica. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio su un motivo procedurale relativo alla mancata ammissione di prove, mentre sono stati respinti i motivi sulla tempestività della denuncia.
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Denuncia vizi: la Cassazione sulla tempestività
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3526/2025, ha rigettato il ricorso di un'azienda acquirente che aveva interrotto la raccolta di uva a causa di presunti difetti. Il punto centrale della decisione è la tempestività della denuncia vizi: la Corte ha stabilito che il termine per la contestazione decorre dalla piena conoscenza del difetto, non dalla data di una perizia tecnica. Di conseguenza, avendo l'acquirente denunciato i vizi tardivamente, è stato ritenuto inadempiente e condannato al risarcimento del danno, qualificato come debito di valore e quindi soggetto a rivalutazione monetaria.
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Vendita forzata concordato: garanzia vizi esclusa
Una società acquirente ha citato in giudizio il fallimento di una società cedente dopo aver riscontrato gravi difetti in un complesso aziendale acquistato tramite una procedura competitiva in fase di concordato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la vendita forzata in concordato preventivo, essendo una procedura giudiziale volta a soddisfare i creditori, esclude l'applicazione della garanzia per vizi e difetti del bene venduto, secondo l'articolo 2922 del codice civile. La Corte ha chiarito che tale principio si applica anche alle vendite effettuate prima dell'omologa del concordato.
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Distanze tra costruzioni: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in una causa per violazione delle distanze tra costruzioni, il giudice deve applicare d'ufficio tutte le normative pertinenti, inclusi i regolamenti locali e il D.M. 1444/1968, senza che la parte debba formulare domande distinte. La nozione di 'costruzione' del Codice Civile, che include i balconi non meramente ornamentali, prevale su eventuali definizioni più restrittive dei regolamenti comunali. Il caso riguardava dei balconi costruiti a distanza irregolare.
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Gravi difetti costruzione: quando risponde il venditore
Una società immobiliare viene citata in giudizio dagli acquirenti per gravi difetti di costruzione, quali infiltrazioni, e per la mancata consegna del certificato di agibilità. La Corte di Cassazione conferma la condanna della società, ribadendo che le infiltrazioni costituiscono un grave difetto e che l'eccezione di decadenza dalla garanzia, sollevata tardivamente, è inammissibile. La sentenza sottolinea l'applicabilità dell'art. 1669 c.c. anche al venditore-costruttore.
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Aliud pro alio: macchinari non conformi e vendita
Un'azienda agricola acquista un impianto oleario che si rivela non conforme alle normative di sicurezza alimentare, in quanto non realizzato con i materiali prescritti (acciaio inox). La Corte di Cassazione ha stabilito che tale difformità non costituisce un semplice vizio, ma può integrare la fattispecie di vendita di 'aliud pro alio', ovvero la consegna di un bene completamente diverso da quello pattuito. Questa qualificazione è cruciale perché il bene è risultato del tutto inidoneo ad assolvere alla sua funzione economico-sociale, legittimando così la richiesta di risoluzione del contratto senza sottostare ai brevi termini di prescrizione previsti per la garanzia per vizi.
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Gravità dell’inadempimento: valutazione del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che aveva dichiarato la risoluzione di un contratto preliminare di compravendita immobiliare. Il motivo è la mancata esplicita valutazione della gravità dell'inadempimento, un requisito fondamentale secondo l'art. 1455 c.c. La Corte ha stabilito che il giudice non può desumere implicitamente la gravità dall'accoglimento di una domanda, ma deve motivare specificamente perché l'inadempimento non è di scarsa importanza, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Abusi edilizi: tutele per chi compra un immobile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24008/2025, ha esaminato il caso di un acquirente che scopriva abusi edilizi su un immobile dopo la compravendita. La Corte ha chiarito che la dichiarazione generica del venditore sull'epoca di costruzione non lo esonera da responsabilità per ampliamenti abusivi successivi. La vicenda, qualificata non come 'aliud pro alio' ma come vendita di cosa gravata da oneri, ha portato a una riduzione del prezzo e a un risarcimento parziale del danno, cassando con rinvio la sentenza d'appello per una nuova valutazione di alcuni aspetti del risarcimento.
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Garanzia per vizi: la parola del venditore conta
In una compravendita immobiliare, la Corte di Cassazione ha stabilito che la dichiarazione verbale del venditore sull'assenza di difetti rende operativa la garanzia per vizi, anche se questi erano facilmente riconoscibili. La Corte ha confermato la condanna del venditore alla riduzione del prezzo, chiarendo che la clausola di vendita "nello stato in cui si trova" è una mera clausola di stile e che una lettera di messa in mora è sufficiente a interrompere la prescrizione annuale dell'azione.
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