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Art. 1455 Codice Civile — Anno 2025

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136 provvedimenti

Altri anni per Art. 1455 Codice Civile

Qualità promesse: quando il contratto non si risolve
Un acquirente acquista una cavalla, credendo che appartenga a una specifica razza pregiata come garantito verbalmente. Nonostante la mancanza delle qualità promesse, la Cassazione nega la risoluzione del contratto. La decisione si fonda sulla mancata prova da parte dell'acquirente che quella specifica qualità fosse determinante per l'acquisto, conclusione supportata anche dal prezzo di vendita eccezionalmente basso.
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Sfratto Covid: la Cassazione sui canoni non pagati
Un locatore ha richiesto lo sfratto per morosità a causa di canoni non pagati tra aprile e settembre 2020. La Corte d'Appello aveva ritenuto l'inadempimento non grave, giustificandolo con la crisi pandemica. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, specificando che la giustificazione per il mancato pagamento legata alla normativa emergenziale sullo sfratto Covid è presunta solo per il periodo di lockdown effettivo (fino al 18 maggio 2020). Per i mesi successivi, il conduttore ha l'onere di provare il nesso causale tra la crisi e la propria impossibilità di pagare, e il giudice deve sempre bilanciare gli interessi di entrambe le parti.
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Modifica domanda giudiziale: da riduzione a risoluzione
In una controversia su un contratto d'appalto per la fornitura di scafi, una società committente ha inizialmente chiesto la riduzione del prezzo per vizi dell'opera. Successivamente, ha tentato di modificare la sua richiesta in risoluzione del contratto. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni dei gradi inferiori, ha stabilito che la modifica domanda giudiziale in questo senso è ammissibile. La Corte ha chiarito che non si tratta di una domanda nuova, ma di una modifica della domanda originaria basata sulla stessa causa (l'inadempimento del fornitore), consentendo così una maggiore flessibilità processuale.
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Aliud pro alio: vendita immobile senza agibilità
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione di un contratto di compravendita immobiliare per la consegna di un bene 'aliud pro alio'. Il caso riguarda un'autorimessa venduta senza certificato di agibilità a causa di difetti insanabili che ne impedivano il rilascio. La Corte ha stabilito che la consegna di un immobile privo dei requisiti essenziali per ottenere l'agibilità integra una grave inadempienza del venditore, giustificando la risoluzione del contratto, anche se l'acquirente era a conoscenza della mancanza del documento al momento dell'acquisto. La semplice promessa di ottenere il certificato non esonera il venditore dalla responsabilità se il bene è intrinsecamente inidoneo all'uso.
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Pericolo di evizione nel preliminare: guida completa
Un promissario acquirente recedeva da un contratto preliminare a causa di una disputa sui confini che creava un rischio di evizione parziale. La Corte d'Appello aveva convalidato il recesso. La Corte di Cassazione, invece, ha annullato la decisione, specificando che il pericolo di evizione consente principalmente la sospensione del pagamento (art. 1481 c.c.), ma non il recesso automatico. Per recedere, è necessario dimostrare un inadempimento grave e colpevole del venditore (art. 1455 c.c.), valutazione che la corte territoriale non aveva effettuato. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Imposta di registro preliminare: quando si paga?
Un contribuente ha contestato l'applicazione dell'imposta di registro in misura proporzionale su una sentenza che disponeva il trasferimento di un immobile, sostenendo che dovesse essere fissa poiché subordinata al pagamento del prezzo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la condizione del pagamento del prezzo dipende dalla mera volontà dell'acquirente (condizione meramente potestativa) e, pertanto, ai fini fiscali, l'atto deve essere tassato immediatamente con l'imposta proporzionale, come se non fosse condizionato. Questa decisione consolida un principio fondamentale sull'imposta di registro preliminare.
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Prezzo IVA esclusa: la Cassazione chiarisce l’obbligo
Una controversia su un contratto preliminare di compravendita immobiliare tra due società. La questione centrale riguarda il pagamento dell'IVA non menzionata nel contratto. La Corte di Cassazione, riformando la decisione d'appello, ha stabilito che, in assenza di un patto esplicito e inequivocabile, il prezzo si intende al netto dell'imposta (prezzo IVA esclusa). Di conseguenza, l'acquirente è tenuto a corrispondere l'IVA oltre al prezzo pattuito. La mancata corresponsione dell'IVA può costituire un inadempimento contrattuale, richiedendo una nuova valutazione del comportamento delle parti.
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Certificato di agibilità: legittimo rifiuto al rogito
La Cassazione chiarisce che la mancanza del certificato di agibilità costituisce un inadempimento grave del venditore, legittimando il rifiuto del compratore di stipulare il contratto definitivo. Inoltre, la domanda giudiziale di trasferimento coattivo dell'immobile (ex art. 2932 c.c.) implica l'offerta di pagamento del saldo prezzo, non essendo necessaria un'offerta formale separata quando il versamento è previsto al rogito.
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Frazionamento ipoteca: obblighi del notaio chiarisce la Cassazione
La Corte di Cassazione interviene su un complesso caso di permuta immobiliare, in cui un costruttore non ha cancellato un'ipoteca su unità immobiliari cedute a un privato. La sentenza analizza la responsabilità del costruttore per inadempimento, la quantificazione del danno e, soprattutto, gli obblighi del notaio rogante. Viene affermato il principio che la tutela prevista dal D.Lgs. 122/2005, che impone il frazionamento dell'ipoteca prima del rogito, si applica anche ai contratti di permuta aventi ad oggetto immobili ancora da costruire, annullando la decisione precedente e chiarendo la portata della responsabilità professionale notarile.
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Eccezione di inadempimento: onere della prova
Una società committente si opponeva al pagamento per l'installazione di un'insegna, sollevando un'eccezione di inadempimento per ritardi e vizi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che una volta che l'appaltatore prova di aver eseguito la prestazione, spetta al committente dimostrare la gravità dell'inadempimento. La Corte ha inoltre confermato che la ricezione dell'opera senza riserve può configurare un'accettazione tacita, anche in assenza di una verifica formale.
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Contratto preliminare: risoluzione per inadempimento
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione di un contratto preliminare immobiliare per grave inadempimento dei promissari acquirenti. L'analisi si concentra sull'interpretazione delle clausole contrattuali, la natura delle obbligazioni alternative e la mancata corresponsione delle rate di mutuo pattuite, ritenuta giusta causa per la risoluzione.
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Licenziamento disciplinare: quando va annullato?
Un lavoratore, licenziato per aver reso una testimonianza in tribunale ritenuta contrastante con precedenti dichiarazioni, ha visto la sua causa arrivare in Cassazione. La Suprema Corte ha annullato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che il giudice di merito ha l'obbligo di verificare se il contratto collettivo applicabile preveda sanzioni conservative per la condotta contestata. La mancata valutazione della proporzionalità della sanzione rende illegittimo il licenziamento disciplinare.
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Licenziamento disciplinare: minacce al collega?
Un caso di licenziamento disciplinare in cui un lavoratore è stato licenziato per aver minacciato un collega più giovane, incitandolo a ridurre la produttività. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del recesso, chiarendo che tale condotta lede il vincolo fiduciario e interferisce con l'organizzazione aziendale, anche se non esplicitamente prevista come causa di licenziamento dal contratto collettivo. La sentenza sottolinea l'ampia discrezionalità del giudice nel valutare la gravità dei fatti.
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Obbligo di fedeltà del lavoratore: i limiti del divieto
Un lavoratore è stato licenziato per giusta causa per aver svolto attività per altre società. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del licenziamento, ritenendo la sanzione sproporzionata. La Corte ha chiarito i confini dell'obbligo di fedeltà del lavoratore, affermando che la condotta, sebbene disciplinarmente rilevante, non era così grave da giustificare la risoluzione del rapporto, soprattutto in assenza di un danno effettivo per il datore di lavoro e considerato il tempo trascorso dai fatti.
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Morosità locazione Covid: quando è inadempimento grave?
Un inquilino non paga l'affitto per mesi invocando la pandemia. La Corte di Cassazione ha stabilito che la morosità locazione Covid non è sempre giustificata. La crisi economica generale post-lockdown non basta a escludere la gravità dell'inadempimento senza una prova specifica del nesso causale tra pandemia e difficoltà economiche dell'inquilino. La valutazione deve considerare primariamente l'interesse del proprietario.
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Contratto di vitalizio: recesso escluso per breve stop
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto di vitalizio non può essere risolto per una breve interruzione dell'assistenza, se questa è giustificata da un evento eccezionale come il decesso del vitaliziante. Nel caso esaminato, un'interruzione di tre giorni non è stata ritenuta un inadempimento grave. Inoltre, la Corte ha confermato che l'approvazione della gestione di somme, come una pensione, può essere tacita e desunta dal comportamento prolungato del beneficiario.
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