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Art. 1427 Codice Civile

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181 provvedimenti

Credito d’imposta: se non lo dichiari lo perdi
Una società perde un credito d'imposta per incentivi al cinema perché non lo ha indicato nella dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la mancata indicazione comporta la decadenza definitiva dal beneficio. La Corte ha stabilito che la scelta di usufruire di un credito d'imposta è un atto di volontà (negoziale) e non un semplice errore formale, rendendo la dichiarazione non modificabile su quel punto una volta scaduti i termini specifici.
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Lesione quota di legittima: la Cassazione decide
Un erede ha citato in giudizio la sorella e la madre, lamentando una lesione della quota di legittima a causa di quattro testamenti redatti dal padre defunto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. Basandosi sulla consulenza tecnica d'ufficio (CTU), la Corte ha stabilito che non vi era stata alcuna lesione della quota di legittima spettante al ricorrente. L'ordinanza ha inoltre affrontato importanti questioni procedurali, come l'ultrattività del mandato dell'avvocato in caso di morte della parte e i criteri per la sospensione del processo in pendenza di un'altra causa.
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Cessione del credito: limiti e poteri del cessionario
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del cessionario di un credito. In un caso relativo a un contratto preliminare di compravendita di quote societarie, la Corte ha stabilito che la cessione del credito alla restituzione della caparra non conferisce al cessionario la legittimazione a chiedere la risoluzione del contratto per inadempimento. Tale azione rimane di competenza esclusiva del cedente, titolare della posizione contrattuale. La sentenza ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso del cessionario su questo punto, distinguendo nettamente tra cessione del credito e cessione del contratto.
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Appalto Pubblico: il Certificato Senza Approvazione
In una controversia relativa a un appalto pubblico, un'impresa edile ha visto il suo ricorso dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione. La Corte ha confermato che il certificato di regolare esecuzione dei lavori, se privo della definitiva approvazione da parte dell'ente committente, non costituisce un'automatica ricognizione di debito. La decisione sottolinea il valore fondamentale dell'atto di approvazione per il perfezionamento del diritto al compenso dell'appaltatore.
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Nullità contratti swap: la Cassazione decide
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha stabilito la nullità dei contratti swap quando l'intermediario omette di indicare elementi essenziali come il valore iniziale (mark to market), i costi impliciti e gli scenari probabilistici. Nel caso esaminato, una società alberghiera aveva stipulato un contratto derivato con un istituto di credito. La Suprema Corte, riformando la decisione di merito che aveva concesso solo un risarcimento, ha dichiarato la nullità strutturale del contratto per indeterminatezza dell'oggetto, sottolineando che la trasparenza su tutti i costi e i rischi è un requisito di validità e non solo un obbligo informativo.
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Dimissioni per violenza privata: annullabilità
Un lavoratore, costretto a dimettersi sotto minaccia, ha chiesto l'ammissione al passivo fallimentare per le retribuzioni non percepite, sostenendo la nullità delle dimissioni. La Corte di Cassazione ha stabilito che le dimissioni per violenza privata configurano un "reato in contratto", rendendo l'atto annullabile e non nullo. Poiché l'azione di annullamento era prescritta, la Corte ha respinto la richiesta di retribuzioni, confermando il solo diritto al risarcimento del danno.
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Dolo contrattuale: vendita di opere d’arte a prezzo gonfiato
Un acquirente ha comprato un dipinto per €6.900, convinto dalle false dichiarazioni del venditore sul suo valore (certificato per €8.900) e sulla sua convenienza come investimento. Il valore reale era nettamente inferiore. I tribunali di merito hanno annullato il contratto per dolo contrattuale, decisione confermata dalla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha stabilito che creare una falsa rappresentazione della realtà per indurre al consenso, specialmente riguardo al valore di un bene presentato come investimento, supera la normale esaltazione commerciale (*dolus bonus*) e costituisce causa di annullamento.
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Domanda giudiziale: rinuncia e modifica in corso causa
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6459/2024, ha stabilito che la modifica di una domanda giudiziale da adempimento coattivo a recesso contrattuale rientra nei poteri del difensore e costituisce una scelta processuale definitiva. Il caso riguardava un contratto preliminare di compravendita immobiliare la cui stipula era impedita da un abuso edilizio. La parte acquirente, dopo aver inizialmente agito per il trasferimento del bene, ha modificato la propria domanda chiedendo il recesso e il doppio della caparra. La Suprema Corte ha confermato la legittimità di tale mutamento, rigettando il ricorso della parte che sosteneva di non aver mai voluto rinunciare alla domanda originaria.
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Risoluzione anticipata rapporto: rinvio a pubblica udienza
Un ex direttore di un ente di edilizia residenziale ha impugnato la risoluzione anticipata del suo rapporto di lavoro, avvenuta per effetto di una legge regionale. La Corte d'Appello ha respinto il suo ricorso, condannandolo anche a restituire ingenti somme. La Corte di Cassazione, vista la complessità delle questioni sollevate, tra cui dubbi di costituzionalità e la natura giuridica della cessazione del rapporto, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando il caso a una pubblica udienza per una discussione più approfondita.
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Riproposizione eccezioni appello: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione cassa una sentenza d'appello per non aver esaminato un'eccezione di annullabilità del contratto. Il caso sottolinea l'importanza della corretta riproposizione eccezioni appello, stabilendo che la sua omissione da parte del giudice costituisce un errore procedurale che impone un nuovo esame del merito.
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Datio in solutum: validità del contratto e onere prova
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un contratto di 'datio in solutum' con cui due genitori avevano trasferito un immobile per estinguere un debito del proprio figlio. La Corte ha chiarito che tale operazione, che combina l'adempimento del terzo con la dazione in pagamento, ha una causa lecita e valida. Inoltre, in presenza di un riconoscimento del debito nell'atto notarile, spetta a chi contesta il contratto dimostrare l'inesistenza del debito originario. Il ricorso dei genitori è stato integralmente rigettato.
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Applicazione CCNL: quale contratto in azienda multiservizi?
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito un principio fondamentale sull'applicazione del CCNL nelle aziende multiservizi. Il caso riguardava alcuni lavoratori del settore igiene ambientale ai quali veniva applicato il CCNL del settore gas-acqua. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dei lavoratori, affermando che il datore di lavoro, se opera in diversi settori ed è iscritto alle rispettive associazioni di categoria, ha l'obbligo di applicare a ciascun dipendente il contratto collettivo coerente con l'attività effettivamente svolta. Questa decisione limita la libertà di scelta nel contratto individuale e riafferma la centralità del criterio dell'attività economica per garantire trattamenti equi e non arbitrari.
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Cessione contratto di locazione: non è automatica
La Corte di Cassazione ha stabilito che la cessione contratto di locazione non è una conseguenza automatica della vendita di un ramo d'azienda. Nel caso esaminato, una società acquirente lamentava l'esclusione del contratto di locazione dalla cessione, ma i giudici hanno confermato che tale trasferimento deve essere espressamente pattuito. La Corte ha ritenuto irrilevante la questione di un'alterazione del contratto, dato che il subentro nella locazione non poteva essere presunto e l'acquirente era consapevole della precedente risoluzione del rapporto locativo.
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Decadenza garanzia consumatore: il caso fotovoltaico
Un acquirente cita in giudizio il fornitore di un impianto fotovoltaico e la relativa società finanziaria, lamentando un rendimento inferiore a quello promesso e insufficiente a coprire le rate del finanziamento. La Corte d'Appello conferma la sentenza di primo grado, rigettando la domanda. La motivazione principale si fonda sulla decadenza della garanzia del consumatore: l'acquirente ha denunciato i vizi oltre il termine di due mesi dalla scoperta, perdendo così il diritto alla tutela legale. La sentenza chiarisce che una garanzia commerciale di lunga durata non esonera da questo onere.
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Violenza morale: quando un contratto è annullabile?
Un promissario acquirente ha costretto i promittenti venditori a firmare un contratto immobiliare sfavorevole, minacciando di incassare un assegno dato in garanzia. La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento del contratto per violenza morale, stabilendo che la minaccia di far valere un diritto, se finalizzata a ottenere un vantaggio ingiusto, vizia il consenso e rende l'accordo invalido.
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Vizi cessione d’azienda: quando non si ha diritto
La Corte di Cassazione ha stabilito che non tutti i difetti in una cessione d'azienda costituiscono un vizio che dà diritto alla riduzione del prezzo. Nel caso specifico, riguardante l'acquisto di un ramo d'azienda con case di riposo, la Corte ha rigettato le richieste dell'acquirente. È stato chiarito che la minor valutazione dell'avviamento, la mancanza di crediti promessi e i difetti strutturali facilmente riconoscibili non rientrano nella nozione di "vizio della cosa venduta" (art. 1490 c.c.), ma afferiscono ad altri rimedi legali, come la risoluzione per inadempimento o l'annullamento del contratto, che la parte non aveva richiesto. La sentenza sottolinea l'importanza di inquadrare correttamente l'azione legale in base alla natura dei vizi nella cessione d'azienda.
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Ricorso per cassazione: i requisiti formali essenziali
Una società commerciale ha presentato un ricorso per cassazione contro un ente pubblico di edilizia residenziale in una disputa su un contratto preliminare di locazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di un requisito formale essenziale: la mancata esposizione sommaria dei fatti di causa, come richiesto dall'art. 366 c.p.c. Questa omissione ha impedito alla Corte di comprendere la vicenda processuale senza dover consultare altri atti, violando il principio di autosufficienza del ricorso per cassazione.
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Dichiarazione integrativa: i limiti per i crediti
Una società ha tentato di correggere la propria dichiarazione dei redditi dopo cinque anni per includere un credito d'imposta per il settore cinematografico. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34639/2024, ha respinto tale possibilità. La Corte ha stabilito che la richiesta di tali benefici fiscali non è una mera correzione di un errore (dichiarazione di scienza), ma una scelta vincolante (atto negoziale). Pertanto, la dichiarazione integrativa non è ammissibile oltre i termini previsti, a pena di decadenza.
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Dichiarazione integrativa: si può modificare sempre
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34550/2024, ha stabilito che la dichiarazione dei redditi è sempre emendabile tramite dichiarazione integrativa per correggere errori e fruire di benefici fiscali non richiesti, anche in sede contenziosa. La Corte ha chiarito che la scelta di un'agevolazione non è un'opzione irrevocabile, ma una mera manifestazione di scienza, modificabile se la mancata richiesta iniziale era dovuta a incertezze normative. Il ricorso di una società contro il diniego dell'Agenzia delle Entrate a un'agevolazione ambientale è stato quindi accolto su questo punto.
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Dichiarazione IMU errata: perdi l’esenzione?
Una società di costruzioni ha perso il diritto all'esenzione IMU per immobili invenduti a causa di un errore di compilazione nella dichiarazione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la dichiarazione IMU per ottenere benefici fiscali è una 'dichiarazione di volontà' e non una 'dichiarazione di scienza', pertanto l'errore non è emendabile e comporta la decadenza dal beneficio.
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