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Art. 1419 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

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80 provvedimenti

Altri anni per Art. 1419 Codice Civile

Patto di quota lite: validità e limiti di compenso
Un cliente ha contestato la parcella dei suoi avvocati, basata su un patto di quota lite che fissava il compenso al 50% del risarcimento ottenuto. Sebbene stipulato in un periodo in cui tali accordi erano legali, la Corte di Cassazione ha stabilito che il tribunale di merito ha errato non verificando la proporzionalità e la ragionevolezza del compenso. La Corte ha cassato la decisione, affermando che un patto di quota lite può essere dichiarato nullo se il compenso è eccessivamente sproporzionato, e ha rinviato il caso per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Prezzo massimo di cessione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione chiarisce gli effetti della domanda di affrancazione dal vincolo del prezzo massimo di cessione su un immobile di edilizia convenzionata. La Corte stabilisce che, in pendenza di una causa per la restituzione della somma pagata in eccesso dall'acquirente, la richiesta di affrancazione da parte del venditore non rende il giudizio improcedibile, ma ne determina la sospensione. La sentenza annulla la decisione della Corte d'Appello, che aveva erroneamente dichiarato l'improseguibilità dell'azione, e rinvia la causa per una nuova valutazione alla luce di questo principio.
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Affrancazione prezzo massimo: estingue il rimborso?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il completamento della procedura di affrancazione del prezzo massimo di cessione, anche se avvenuto durante il processo, estingue il diritto dell'acquirente di ottenere il rimborso della somma pagata in eccesso. La Corte ha dichiarato la cessazione della materia del contendere a causa di questo fatto sopravvenuto, ma ha condannato i venditori a pagare le spese legali basandosi sul principio della soccombenza virtuale, poiché l'acquirente avrebbe vinto la causa in assenza dell'affrancazione.
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Obbligo acquirente immobile: pagare i lavori condominiali
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo dell'acquirente di un immobile di farsi carico dei costi di ristrutturazione, previsto in una scrittura privata, persiste anche se l'impresa appaltatrice cambia. La decisione si fonda sull'interpretazione della volontà delle parti, che mirava a porre a carico dell'acquirente il costo oggettivo dei lavori, a fronte di un prezzo di acquisto vantaggioso. Viene così confermato l'obbligo acquirente immobile di rimborsare al venditore le somme anticipate al nuovo appaltatore.
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Prezzo massimo edilizia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito in un caso di compravendita immobiliare in edilizia convenzionata. Un costruttore aveva pattuito un prezzo superiore al limite legale. La Corte ha ribadito che il prezzo massimo edilizia convenzionata, stabilito da una convenzione con il Comune, si sostituisce automaticamente a quello più alto previsto nel contratto. Di conseguenza, l'acquirente ha diritto sia al trasferimento dell'immobile sia alla restituzione della somma pagata in eccesso.
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Prezzo massimo cessione: la clausola è inderogabile
La Corte di Cassazione ha confermato che il prezzo massimo di cessione per gli immobili in edilizia convenzionata è una norma imperativa. Qualsiasi clausola in un contratto preliminare che stabilisca un prezzo superiore è parzialmente nulla e viene automaticamente sostituita dal prezzo legale. Nel caso di specie, un costruttore è stato condannato a trasferire l'immobile al prezzo imposto dalla convenzione comunale e a restituire all'acquirente la somma versata in eccedenza, consolidando la tutela per gli acquirenti in questo settore.
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Nullità relativa urbanistica: chi può invocarla?
La Corte di Cassazione analizza un contratto di vendita immobiliare del 1982, relativo a un'area apparentemente edificabile ma su cui sorgevano immobili abusivi. La Corte ha stabilito che la nullità prevista dalla L. 10/1977 è una nullità relativa urbanistica. Pertanto, può essere fatta valere solo dall'acquirente ignaro dell'abuso e non può essere rilevata d'ufficio dal giudice a danno dello stesso. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Legittimazione ad agire del socio e giudicato
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un soggetto che aveva agito in giudizio qualificandosi come socio unico di una Srl per contestare la vendita di alcuni immobili. La sua domanda è stata respinta in tutti i gradi di giudizio per carenza di legittimazione ad agire, poiché numerose sentenze precedenti, passate in giudicato, avevano già accertato che egli non possedeva la qualità di socio. La Corte ha ribadito che il giudicato fa stato tra le parti e impedisce di rimettere in discussione quanto già deciso definitivamente, rendendo inammissibili le doglianze del ricorrente.
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Equo compenso avvocati: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema dell'equo compenso avvocati in relazione a convenzioni quadro stipulate prima dell'entrata in vigore della normativa (art. 13-bis L. 247/2012). La Corte ha stabilito un principio fondamentale: sebbene la convenzione quadro sia anteriore, la disciplina sull'equo compenso si applica a tutti i singoli incarichi professionali conferiti dopo l'entrata in vigore della legge, in quanto è il singolo contratto di patrocinio a generare il diritto al compenso. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Collegamento negoziale: la nullità si estende?
Una società sanitaria ha venduto un complesso ospedaliero a un ente pubblico, sostenendo in seguito che la vendita fosse legata a un accordo nullo per il trasferimento simulato di personale. La società ha quindi richiesto l'annullamento della vendita a causa del collegamento negoziale tra i due atti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, sottolineando che il presupposto fondamentale, ovvero l'esistenza stessa della simulazione e del collegamento negoziale, non era mai stato provato nei gradi di merito, rendendo irrilevanti tutte le successive argomentazioni sulla nullità.
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Accordo di divisione nullo senza beni specificati
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8675/2024, ha dichiarato la nullità di un accordo di divisione ereditaria tra due fratelli perché i beni immobili oggetto della divisione non erano stati sufficientemente individuati e determinati nella scrittura privata. Di conseguenza, è stata annullata la sentenza di merito che aveva disposto la divisione sulla base di tale accordo invalido, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Prezzo massimo di cessione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello relativa a una controversia sul prezzo massimo di cessione di un immobile in edilizia convenzionata. La Corte ha stabilito che i giudici di merito hanno errato nel non applicare una nuova legge (ius superveniens) che consente al venditore di rimuovere il vincolo di prezzo tramite la procedura di 'affrancazione', la quale sospende la richiesta di rimborso dell'acquirente. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Abuso di foglio in bianco: quando serve la querela
La Corte di Cassazione chiarisce la distinzione tra riempimento di un documento 'contra pacta' (in violazione di accordi) e 'absque pactis' (senza accordi). In un caso riguardante la vendita di automezzi legata a una cessione di quote societarie, la Corte ha stabilito che l'abuso di foglio in bianco in violazione di un mandato preesistente non richiede la querela di falso, ma un'azione ordinaria per far valere l'inadempimento. Il ricorso è stato rigettato per l'errata scelta processuale e per la mancata specifica censura della ricostruzione dei fatti operata dalla corte di merito.
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Clausola risolutiva: quando è valida e opera?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di risoluzione di un contratto preliminare di compravendita immobiliare. La sentenza chiarisce che, in presenza di una clausola risolutiva espressa, la risoluzione del contratto avviene automaticamente a seguito dell'inadempimento e della dichiarazione della parte di volersene avvalere, senza che il giudice possa valutare la gravità dell'inadempimento stesso. La Corte ha inoltre respinto le accuse di usura relative all'aumento del prezzo e ha dichiarato inammissibili le censure relative a una decisione non definitiva del giudice d'appello.
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Responsabilità amministratori senza impegno di spesa
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità personale di sindaco e vicesindaco per aver approvato un incarico professionale senza un formale e capiente impegno di spesa. La Corte ha chiarito che la partecipazione alla delibera autorizzativa, senza garantire la copertura finanziaria, configura il 'consenso' che fa sorgere l'obbligazione direttamente in capo agli amministratori. Viene inoltre negata la copertura assicurativa in quanto il rischio si era già manifestato prima della stipula della polizza.
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Firma mancante contratto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2558/2024, ha stabilito che un contratto preliminare può essere valido anche in caso di firma mancante di una delle parti sull'ultima pagina. La validità sussiste se le pagine precedenti, regolarmente sottoscritte, contengono gli elementi essenziali dell'accordo e se il consenso della parte inadempiente emerge da altri elementi, come il suo comportamento successivo alla stipula. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva dichiarato la nullità del contratto con un approccio eccessivamente formalistico, senza valutare la reale volontà delle parti.
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Fideiussione immobili da costruire: nullità contratto
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un contratto preliminare di permuta per la mancata consegna della fideiussione immobili da costruire. La Suprema Corte ha chiarito che l'obbligo di garanzia, previsto dal D.Lgs. 122/2005, sussiste anche quando il corrispettivo non è una somma di denaro ma il trasferimento di un bene, come un terreno. La tutela per l'acquirente è inderogabile e la sua assenza rende il contratto nullo.
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Disapplicazione Atto Amministrativo: Distanze Legali
Una società edilizia ha costruito un immobile a una distanza inferiore a quella legale rispetto a un'altra proprietà, basandosi su un piano urbanistico comunale. La Corte di Cassazione, confermando le sentenze precedenti, ha stabilito il potere del giudice civile di disapplicazione atto amministrativo quando questo viola norme superiori, come quelle sulle distanze tra edifici. La Corte ha chiarito che tali norme tutelano interessi pubblici (igiene e sicurezza) e non possono essere derogate da un atto amministrativo locale che non persegua un'effettiva finalità di riassetto urbanistico di un'area estesa.
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Azione revocatoria fondo patrimoniale: la decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due garanti che avevano costituito un fondo patrimoniale per sottrarre i loro beni alla garanzia patrimoniale generica. L'ordinanza conferma la legittimità dell'azione revocatoria del fondo patrimoniale promossa da un istituto di credito, ritenendo sussistenti sia il pregiudizio per il creditore (eventus damni) sia la consapevolezza del danno da parte dei debitori (scientia damni). La Corte ha inoltre respinto le eccezioni sulla nullità del contratto di garanzia e sul difetto di legittimazione della società cessionaria del credito.
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Contratto verbale: la firma sulla privacy lo conferma
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto verbale per un incarico professionale è pienamente valido e vincolante se i suoi termini essenziali, come il compenso, sono riportati in un documento scritto successivamente firmato dai committenti, anche qualora tale documento sia una semplice informativa sulla privacy. Nel caso di specie, i clienti erano stati condannati a pagare oltre 114.000 euro a un professionista per la progettazione di un immobile. Essi sostenevano che l'accordo verbale prevedesse il pagamento a carico di terzi, ma la loro firma su un documento che riportava il compenso è stata ritenuta una conferma del loro obbligo diretto. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito.
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