LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1418 Codice Civile — Sezione Prima Civile

Pagina 28 di 32

622 provvedimenti

Altri anni per Art. 1418 Codice Civile

Ammortamento francese: la Cassazione ne conferma la validità
Una società ha contestato un contratto di mutuo con piano di ammortamento francese, sostenendo la sua nullità per un presunto anatocismo e un collegamento illecito con un debito precedente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'ammortamento francese è legittimo, non genera interessi su interessi e la sua mancata esplicitazione nel contratto non ne causa la nullità.
Continua »
Rinuncia all’azione: chi paga le spese processuali?
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce che la rinuncia all'azione equivale a una sconfitta nel merito. Di conseguenza, la parte che rinuncia è tenuta a pagare tutte le spese legali dell'intero giudizio, applicando il principio della soccombenza complessiva. Nel caso di specie, un istituto di credito, dopo aver rinunciato all'azione in fase di rinvio, è stato condannato a rimborsare le spese legali alle controparti, nonostante avesse ottenuto decisioni favorevoli nei gradi precedenti.
Continua »
Assistenza finanziaria banche: Cassazione e nullità
La Corte di Cassazione ha stabilito che il divieto di assistenza finanziaria per l'acquisto di azioni proprie, previsto dall'art. 2358 c.c. per le società per azioni, si applica anche alle banche popolari. In un caso riguardante un finanziamento concesso da una banca a una società, poi fallita, i cui fondi erano stati utilizzati per sottoscrivere azioni della stessa banca, la Corte ha confermato la nullità del contratto di mutuo. La violazione di questa norma, posta a tutela dell'integrità del capitale sociale e dei creditori, rende l'intera operazione invalida, impedendo alla banca di insinuare il proprio credito nel passivo fallimentare.
Continua »
Cessione del credito: prova e termini per contestarla
Una società ha impugnato in Cassazione la decisione della Corte d'Appello che aveva respinto le sue domande relative a un contratto di mutuo, incluse contestazioni sul superamento del tasso soglia e sulla legittimazione della società cessionaria del credito. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che la contestazione sulla cessione del credito era stata sollevata tardivamente (solo in comparsa conclusionale) e che gli altri motivi erano proceduralmente viziati o infondati.
Continua »
Onere di specificità: ricorso in Cassazione respinto
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un cliente contro una banca, confermando la decisione della Corte d'Appello. Il caso riguardava contratti di mutuo, un interest rate swap e accuse di usura. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile o infondato su tutti i fronti principalmente per la violazione dell'onere di specificità, in quanto i motivi di appello erano generici e non criticavano puntualmente le ragioni della sentenza impugnata.
Continua »
Concorso di colpa: assegno spedito con posta ordinaria
Una società assicurativa ha citato in giudizio un operatore postale per aver pagato un assegno non trasferibile a una persona non autorizzata. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che attribuiva un concorso di colpa al 50% alla società mittente per aver utilizzato la posta ordinaria, un metodo non sicuro. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i motivi proposti non rispettavano i requisiti formali e miravano a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
Continua »
Prove nuove in appello: no a nuovi documenti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 416/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di prove nuove in appello. Un garante aveva ottenuto in secondo grado la dichiarazione di nullità di una fideiussione per violazione della normativa antitrust, producendo per la prima volta in appello un provvedimento della Banca d'Italia. La Suprema Corte ha cassato la sentenza, affermando che il divieto di ammettere nuovi mezzi di prova in appello, sancito dall'art. 345 c.p.c., è inderogabile. Anche se la nullità è rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado, i fatti su cui si fonda devono essere stati provati nel rispetto delle preclusioni processuali del primo grado. Non è consentito introdurre nuovi documenti in appello per dimostrare una nullità non eccepita in precedenza.
Continua »
Accollo del mutuo: valido anche senza frazionamento
Un acquirente interrompeva il pagamento delle rate di un mutuo, sostenendo la nullità dell'accordo di accollo del mutuo a causa del mancato frazionamento da parte della società venditrice. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'accordo di accollo del mutuo tra le parti è valido ed efficace indipendentemente dal frazionamento del finanziamento originario, che non ne costituisce una condizione di validità.
Continua »
Nullità swap: la Cassazione conferma l’invalidità
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per un contratto di interest rate swap. La Corte di Cassazione ha confermato le sentenze dei gradi inferiori, dichiarando il contratto nullo a causa della mancata indicazione del valore 'Mark to Market', degli scenari probabilistici e dei costi impliciti. Questa omissione informativa, secondo la Corte, costituisce un vizio strutturale che porta alla nullità swap del contratto, rendendolo invalido fin dall'origine.
Continua »
Oneri consortili: quando scatta l’obbligo di paga
Una società immobiliare ha contestato l'obbligo di pagare gli oneri consortili per un'area di sua proprietà, sostenendo di non aver mai aderito formalmente al consorzio. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'acquisto di un immobile all'interno del perimetro di un consorzio di urbanizzazione costituisce un'adesione contrattuale implicita. Di conseguenza, l'obbligo di contribuire alle spese sorge automaticamente con l'atto di compravendita, rendendo irrilevante la mancanza di una successiva e separata manifestazione di volontà.
Continua »
Ricorso inammissibile: il principio di autosufficienza
Una società immobiliare ha presentato ricorso contro un istituto di credito per la nullità di alcune clausole bancarie. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, applicando il principio di autosufficienza. La società non ha specificato dove e come avesse sollevato la questione in appello, rendendo la decisione di primo grado definitiva su quel punto. La decisione sottolinea l'importanza di redigere i ricorsi in modo completo e specifico.
Continua »
Transazione pro quota: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1203/2025, interviene su un complesso caso di garanzie solidali. Una banca aveva concluso una transazione con uno dei garanti di un cospicuo finanziamento. Un altro garante, una compagnia assicurativa in liquidazione, pretendeva di estendere a sé i benefici di tale accordo per ridurre il proprio debito. La Corte ha stabilito che, data la chiara formulazione del contratto, si trattava di una transazione pro quota, destinata a liberare solo il debitore che l'aveva stipulata. La sentenza del giudice di merito, che aveva erroneamente interpretato l'accordo come esteso all'intero debito, è stata cassata con rinvio, ribadendo la centralità dell'interpretazione letterale e logica del contratto.
Continua »
Limite di finanziabilità: la Cassazione fa chiarezza
Una società finanziaria contesta il declassamento di un suo credito da privilegiato a chirografario in una procedura fallimentare. Il tribunale di merito aveva dichiarato nullo il contratto di mutuo fondiario per superamento del limite di finanziabilità. La Corte di Cassazione, aderendo a una pronuncia delle Sezioni Unite, ha annullato tale decisione, stabilendo che il superamento di detto limite non comporta la nullità del contratto, poiché la relativa norma ha natura di regola di condotta e non di validità. Il caso è stato rinviato al tribunale per un nuovo esame.
Continua »
Mutuo in franchi svizzeri: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un mutuo in franchi svizzeri, le cui clausole erano state giudicate poco trasparenti dall'AGCM. La Corte ha stabilito che la mancanza di trasparenza di una clausola non ne determina automaticamente la nullità. Per essere nulla, la clausola deve creare un significativo squilibrio a danno del consumatore. Inoltre, la sentenza ha chiarito che le decisioni dell'AGCM non creano una presunzione legale vincolante per il giudice civile, il quale mantiene la propria autonomia di valutazione.
Continua »
Inammissibilità ricorso cassazione: motivi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di alcuni garanti contro un istituto di credito. I motivi principali dell'inammissibilità ricorso cassazione risiedono nella genericità delle censure e nel mancato rispetto dei requisiti procedurali. La Corte ha stabilito che un'eccezione di pagamento non contestata in appello forma giudicato interno e che la nullità di una fideiussione per intesa anticoncorrenziale deve essere provata specificamente, non solo asserita genericamente.
Continua »
Rappresentante Azionisti: ruolo e poteri post-fusione
Una società di telecomunicazioni impugna una delibera dell'assemblea degli azionisti di risparmio di una società media, poi incorporata. La Corte di Cassazione chiarisce che il rappresentante azionisti della società incorporata mantiene il suo ruolo e la legittimazione processuale per le azioni sorte prima della fusione, in virtù del principio di "prorogatio", per garantire la tutela dei diritti della categoria. La sua funzione non si trasferisce all'omologo della società incorporante.
Continua »
Mandato senza rappresentanza: diritti del mandante
Una società mandante, agendo tramite una fiduciaria in un mandato senza rappresentanza, finanzia un'impresa farmaceutica tramite un contratto di associazione in partecipazione. Al mancato pagamento, la mandante agisce direttamente contro l'impresa. La Cassazione conferma la sua legittimazione ad agire per la restituzione del capitale e degli utili, definendoli diritti di credito derivanti dall'esecuzione del mandato ai sensi dell'art. 1705 c.c. Viene inoltre ribadito che l'eccezione di arbitrato irrituale deve essere sollevata tempestivamente, a pena di decadenza.
Continua »
Nullità fideiussione: i limiti del rilievo d’ufficio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni garanti che contestavano la validità del loro impegno. L'ordinanza sottolinea che il giudice può rilevare d'ufficio la nullità fideiussione solo se gli elementi emergono chiaramente dagli atti di causa, senza poter svolgere indagini autonome. Inoltre, viene ribadito il rigore della regola della "doppia conforme", che limita la possibilità di ricorso quando due sentenze di merito giungono alla stessa conclusione sui fatti.
Continua »
Clausola floor: la Cassazione esclude il derivato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1942/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due clienti contro una banca, confermando la legittimità della clausola floor inserita in un contratto di mutuo. I giudici hanno stabilito che tale clausola non costituisce un derivato implicito, ma una lecita pattuizione che definisce l'oggetto del contratto, regolando la misura minima del tasso di interesse. La Corte ha escluso la nullità per indeterminatezza, la violazione della normativa sui servizi di investimento e la natura vessatoria della clausola, in quanto chiara e comprensibile.
Continua »
Nullità selettiva: l’abuso del diritto dell’investitore
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di alcuni investitori che, dopo un decennio di operazioni finanziarie, avevano richiesto la nullità dei soli investimenti risultati in perdita. La Corte ha stabilito che tale azione di nullità selettiva costituisce un abuso del diritto e una violazione del principio di buona fede, in quanto gli investitori avevano tratto cospicui profitti dal rapporto complessivo con l'intermediario finanziario. La decisione conferma che non si possono 'selezionare' solo gli ordini svantaggiosi per chiederne il rimborso, ignorando i guadagni ottenuti.
Continua »