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Art. 1418 Codice Civile — Sezione Prima Civile

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Altri anni per Art. 1418 Codice Civile

Fideiussione ABI: nullità parziale confermata
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un fideiussore che chiedeva la nullità totale di una garanzia basata sul modello ABI. La Corte ha confermato il suo orientamento consolidato: la nullità derivante dalla violazione della normativa antitrust è solo parziale e riguarda le singole clausole illecite, non l'intero contratto. Sono stati respinti anche i motivi relativi all'errata indicazione del TAEG, ritenuto un mero indicatore informativo, e alla prova della cessione del credito.
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Mutuo solutorio: la Cassazione ne conferma la validità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 185/2026, ha cassato la sentenza della Corte d'Appello che aveva dichiarato nullo un contratto di mutuo solutorio. Quest'ultimo era stato stipulato per ripianare un'esposizione debitoria pregressa del cliente verso lo stesso istituto di credito. In linea con un recente pronunciamento delle Sezioni Unite, la Suprema Corte ha stabilito che il contratto è valido e si perfeziona nel momento in cui la somma viene messa a disposizione giuridica del mutuatario, ad esempio tramite accredito su conto corrente, anche se poi viene immediatamente utilizzata per estinguere il debito precedente.
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Mutuo solutorio: quando è valido? La Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di alcuni debitori che contestavano la validità di un contratto di mutuo utilizzato per estinguere un debito precedente con la stessa banca. La Corte ha confermato la piena legittimità del cosiddetto mutuo solutorio, stabilendo che il contratto è valido nel momento in cui la somma viene messa a disposizione giuridica del cliente, anche se poi immediatamente utilizzata per sanare esposizioni pregresse. Inoltre, ha ribadito che, ai fini del calcolo dell'usura, gli interessi di mora non si sommano a quelli corrispettivi, ma li sostituiscono.
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Ricorso inammissibile per difetto di autosufficienza
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso presentato da due garanti. La decisione si fonda principalmente sul difetto di autosufficienza del ricorso, poiché gli appellanti non hanno specificato adeguatamente i motivi d'appello originari. La Corte ha inoltre ribadito la piena validità del cosiddetto "mutuo solutorio", chiarendo che non è nullo e che l'accredito su conto corrente costituisce una valida dazione di denaro.
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Giudicato interno: appello e limiti del giudice
Una società finanziaria ricorre in Cassazione contro una sentenza d'appello che aveva annullato delle fideiussioni per violazione della normativa antitrust. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che la Corte d'Appello non poteva pronunciarsi sulla validità delle fideiussioni. La condanna dei fideiussori in primo grado non era stata appellata, formando così un giudicato interno che precludeva ogni ulteriore esame sulla questione, in virtù dell'effetto devolutivo dell'appello.
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Cessione del credito PA: quando serve l’assenso scritto
Una società di factoring ha agito contro un'ASL per il pagamento di crediti sanitari ceduti da una casa di cura. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la cessione del credito PA è inefficace se il contratto originario richiede l'accettazione scritta dell'ente pubblico. Anche se le norme sulla contabilità di Stato non si applicano direttamente alle ASL, le parti possono volontariamente richiamarle nel contratto, rendendo la forma scritta un requisito di validità (ad substantiam) per l'assenso.
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Interesse ad agire: quando si può impugnare una delibera
La Corte di Cassazione ha chiarito che l'interesse ad agire per l'impugnazione di una delibera associativa non viene meno con la messa in liquidazione dell'ente. Se l'annullamento della delibera può influenzare la devoluzione del patrimonio residuo, l'interesse rimane concreto e attuale. La Corte ha esaminato un caso complesso riguardante una disputa tra un istituto religioso e una sua associazione operativa, confermando la decisione della Corte d'Appello e respingendo i ricorsi di entrambe le parti per diverse ragioni procedurali e di merito.
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Annullamento atti amministrativi e contratto: le regole
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale nel rapporto tra procedimento amministrativo e contratto. A seguito dell'annullamento degli atti amministrativi che hanno portato all'affidamento di un servizio pubblico, il contratto stipulato a valle non è automaticamente nullo. La vicenda riguardava una concessione per il servizio idrico, dove le delibere iniziali erano state annullate dal giudice amministrativo. Le corti di merito avevano dichiarato nullo il contratto per un presunto automatismo. La Cassazione ha cassato la decisione, affermando che il giudice civile deve valutare in concreto la gravità della violazione e le sue conseguenze sul contratto, senza applicare una regola di caducazione automatica. Viene quindi respinta la tesi dell'automatismo tra invalidità dell'atto e nullità del contratto.
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Mutuo solutorio: titolo esecutivo valido? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34001/2025, ha stabilito che il contratto di mutuo solutorio costituisce un titolo esecutivo valido. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente qualificato tale contratto come un 'pactum de non petendo', negandone l'efficacia esecutiva. Secondo i giudici, è sufficiente che la somma mutuata sia posta nella disponibilità giuridica del mutuatario, anche se destinata a estinguere un debito preesistente con la stessa banca, perché il contratto si perfezioni e possa fondare un'azione esecutiva.
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Nullità contratti finanziari: quando è tardiva la domanda
Due risparmiatori hanno agito contro una banca per operazioni finanziarie non autorizzate. In corso di causa, hanno sollevato la questione della nullità dei contratti di investimento, ma troppo tardi. La Corte di Cassazione ha confermato che, anche per la nullità contratti finanziari che può essere rilevata d'ufficio, i fatti a suo fondamento devono essere allegati dalle parti entro le scadenze processuali. L'introduzione tardiva dei fatti rende la domanda inammissibile, ribadendo l'importanza del rispetto delle preclusioni istruttorie.
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Contratto autonomo di garanzia: eccezioni opponibili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito i limiti delle eccezioni sollevabili dal garante in un contratto autonomo di garanzia. In particolare, è stato stabilito che il garante non può opporre al creditore la nullità della clausola sugli interessi ultralegali del contratto principale, quando tale nullità deriva dalla sola mancanza della forma scritta. Questa invalidità, infatti, non rientra tra le eccezioni opponibili, come l'illiceità della causa o la contrarietà a norme imperative, che permetterebbero al garante di rifiutare il pagamento.
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Estratti conto incompleti: il saldo si può ricalcolare
Un correntista ha contestato addebiti illegittimi sul proprio conto corrente. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda a causa della mancanza di alcuni documenti. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che, anche in caso di estratti conto incompleti, il giudice può e deve tentare di ricostruire il saldo utilizzando altri elementi di prova disponibili, come i riassunti scalari. Inoltre, ha chiarito che l'azione per rettificare il conto da addebiti nulli non è soggetta a prescrizione.
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Validità transazione: la Cassazione chiarisce i requisiti
Una società contesta la validità di una transazione siglata con una banca per chiudere una disputa su contratti derivati. La Corte di Cassazione ha confermato la validità dell'accordo, stabilendo che per definire l'oggetto della lite ('res dubia') è sufficiente l'elenco dei contratti contestati, senza necessità di dettagliare ogni specifica doglianza. La Corte ha inoltre precisato che la mancata firma di una parte può essere sanata dal suo comportamento successivo, che dimostri la volontà di avvalersi dell'accordo. Entrambi i ricorsi sono stati respinti.
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Adesione a cooperativa: quando è valida?
Una lavoratrice ha impugnato la sua adesione a una cooperativa, sostenendo di essere stata costretta per mantenere il posto di lavoro. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la validità del vincolo associativo. La decisione chiarisce che la prova della coartazione deve essere solida e che la valutazione delle prove da parte del giudice di merito è ampiamente discrezionale. Inoltre, la Corte ha stabilito che la mancata specificazione delle rate di pagamento della quota sociale non rende nullo l'obbligo, se l'importo totale è chiaro.
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Capitalizzazione trimestrale: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cliente contro una società finanziaria, confermando la legittimità della clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi. La decisione si basa sul fatto che il contratto, stipulato dopo la delibera CICR del 2000, prevedeva la stessa periodicità per gli interessi debitori e creditori. Secondo la Corte, questa reciprocità formale è sufficiente a rendere valida la clausola, anche se la possibilità di maturare interessi a credito era solo teorica e non pratica nel tipo di finanziamento concesso.
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Legittimazione processuale mandante: opposizione valida
Un debitore ha opposto un decreto ingiuntivo notificandolo alla banca mandante anziché alla società mandataria che aveva avviato la procedura. I tribunali di merito hanno dichiarato l'opposizione inammissibile. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che la legittimazione processuale mandante persiste, poiché questi è la parte sostanziale del rapporto. Di conseguenza, l'opposizione è stata ritenuta valida.
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Pegno irregolare: validità e requisiti secondo Cassazione
Una garante contesta la validità di un pegno irregolare su titoli finanziari, escusso da una banca a copertura del debito di una società terza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. I motivi di ricorso sono stati dichiarati inammissibili per carenza di specificità e per non aver colto la 'ratio decidendi' della sentenza d'appello, ribadendo così la legittimità dell'escussione della garanzia da parte dell'istituto di credito.
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Onere della prova banca: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 854/2026, si è pronunciata su un complesso caso di diritto bancario. La Corte ha chiarito l'onere della prova a carico della banca nella richiesta di pagamento di un saldo debitore, specialmente in presenza di conti accessori come i 'conti anticipi'. È stato ribadito che la banca deve produrre tutti gli estratti conto sin dall'inizio del rapporto per giustificare la propria pretesa, senza poter addossare al cliente la prova della formazione del debito. La sentenza affronta anche temi cruciali come l'anatocismo, l'usura e la prescrizione delle rimesse bancarie.
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Fideiussione omnibus: ricorso inammissibile e tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società e dei suoi fideiussori contro un istituto di credito. Il caso riguardava un'opposizione a un decreto ingiuntivo per un debito su conto corrente. La Suprema Corte ha respinto tutte le censure, inclusa quella sulla nullità della fideiussione omnibus, a causa di motivi procedurali come la tardività delle eccezioni, la genericità delle contestazioni e la mancata allegazione di prove decisive nei tempi corretti.
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Esdebitazione: quando il pagamento è sufficiente?
La Corte di Cassazione ha analizzato il concetto di pagamento 'irrisorio' ai fini della concessione dell'esdebitazione. Un imprenditore si era visto negare il beneficio perché aveva soddisfatto i creditori solo per il 3,53% del totale. La Suprema Corte ha annullato la decisione, stabilendo che una tale percentuale, sebbene bassa, non può essere definita 'affatto irrisoria' e quindi non osta alla liberazione dai debiti residui, promuovendo un'interpretazione a favore del debitore.
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