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Art. 140 Codice di Procedura Civile — Sezione Terza Civile

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104 provvedimenti

Altri anni per Art. 140 Codice di Procedura Civile

Ricorso per cassazione: quando è inammissibile
Una contribuente ha presentato ricorso per cassazione contro una sentenza che riteneva valida la notifica di una cartella di pagamento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per vizi formali, in quanto l'atto non riportava né riassumeva la relata di notifica contestata e mancava di una chiara esposizione dei fatti, violando il principio di autosufficienza del ricorso.
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Nullità della citazione: l’appello sana il vizio?
La Corte di Cassazione chiarisce che la proposizione dell'appello sana la nullità della citazione del primo grado. In un caso di azione revocatoria, i convenuti, dichiarati contumaci per un vizio sui termini a comparire, avevano appellato la sentenza. La Suprema Corte ha confermato che il giudice d'appello, pur dichiarando la nullità del primo giudizio, deve decidere la causa nel merito e non rimetterla al primo giudice, esercitando un potere discrezionale sulla rinnovazione degli atti istruttori.
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Opposizione atti esecutivi: inammissibile se tardiva
Un debitore presenta opposizione atti esecutivi oltre il termine di 20 giorni, sostenendo la nullità della notifica. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per difetto di autosufficienza, non potendo verificare la tempestività dell'azione originaria.
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Nullità della notifica: le conseguenze nel processo
A seguito di un incidente stradale, un ciclista cita in giudizio un Comune e una Città Metropolitana. Nel giudizio di appello, la notifica dell'atto alla Città Metropolitana risulta difettosa. La Corte di Cassazione, investita della questione, stabilisce che la nullità della notifica a un litisconsorte necessario processuale determina la nullità dell'intero procedimento d'appello. La Corte chiarisce inoltre la distinzione fondamentale tra errore di fatto, valido per la revocazione, ed errore di diritto, contestabile solo in Cassazione.
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Notificazione del ricorso: la Cassazione ordina rinnovo
Una società in liquidazione, ex sostituto d'imposta, viene citata in giudizio dai suoi ex dipendenti per la restituzione di ritenute fiscali indebitamente versate e successivamente rimborsate dall'erario alla società stessa. La società ricorre in Cassazione eccependo, tra l'altro, la prescrizione del diritto. La Suprema Corte, prima di decidere nel merito, rileva d'ufficio alcuni vizi nella notifica dell'atto di appello a diverse parti del processo. Con ordinanza interlocutoria, sospende il giudizio e ordina alla società ricorrente di procedere a una nuova e corretta notificazione del ricorso entro il termine perentorio di sessanta giorni.
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Ricorso inammissibile: i requisiti di forma
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in una procedura esecutiva immobiliare, evidenziando gravi carenze formali. Il ricorso, lungo e confuso, non rispettava i requisiti di chiarezza e sinteticità richiesti dalla legge. La Corte ha ribadito che l'incompatibilità di un giudice deve essere eccepita con un'istanza di ricusazione, non in sede di appello. A causa della manifesta infondatezza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese legali e a sanzioni per lite temeraria.
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Revocatoria locazione ultranovennale e fallimento: la scelta
La Cassazione chiarisce che il curatore fallimentare può agire con azione revocatoria ordinaria contro un contratto di locazione ultranovennale stipulato dal fallito, anche a vita, se pregiudizievole per i creditori. Questa azione non è preclusa dalla facoltà di recesso prevista dalla legge fallimentare. La Corte ha inoltre ribadito che, ai fini della prescrizione, gli effetti della notifica si scindono, interrompendo il termine per l'attore al momento della consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario.
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Querela di falso: quando è inammissibile in appello
Un contribuente ha presentato una querela di falso, sostenendo che le firme su avvisi di accertamento non fossero sue. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando l'inammissibilità della domanda. La decisione si fonda sul principio che non è possibile modificare l'oggetto della contestazione tra il primo grado (falsità della firma) e l'appello (falsità dell'intera attestazione di notifica), configurando un inammissibile mutamento della domanda.
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Liberazione fideiussore: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione respinge il ricorso di una società di gestione crediti, confermando la decisione della Corte d'Appello. Quest'ultima aveva ritenuto tempestiva un'opposizione a decreto ingiuntivo, nonostante un ritardo nella notifica, e aveva accolto la tesi della liberazione del fideiussore. La Banca, concedendo nuovo credito a una società debitrice pur consapevole del suo peggioramento finanziario e senza informare la garante (ex coniuge dell'amministratore), ha violato l'art. 1956 c.c., liberandola dall'obbligazione.
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Notifica PEC: prova e termini per l’impugnazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2776/2025, ha stabilito che per la validità di una notifica PEC non è sufficiente la sola relazione di notificazione. È indispensabile produrre la ricevuta di avvenuta consegna, che attesta il perfezionamento dell'atto. Nel caso di specie, un appello era stato dichiarato tardivo sulla base di una notifica PEC non provata correttamente. La Corte ha cassato la decisione, riaffermando che l'onere della prova spetta a chi si avvale della notifica e che la mancanza della ricevuta di consegna rende la prova della notificazione inesistente, impedendo la decorrenza del termine breve per impugnare.
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Opposizione atti esecutivi: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'opposizione a una cartella esattoriale basata su vizi formali, come la mancata notifica degli atti precedenti, si qualifica come opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.). Di conseguenza, la sentenza di primo grado non è appellabile, ma può essere impugnata solo con ricorso per cassazione. La Corte ha quindi annullato la sentenza d'appello, dichiarando il gravame inammissibile e confermando la decisione del primo giudice.
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Notifica cartella esattoriale: quando è nulla?
Un contribuente ha contestato un'azione di riscossione, sostenendo che la notifica della cartella esattoriale fosse invalida perché consegnata a parenti non conviventi nello stesso edificio. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione d'appello. L'errore cruciale riscontrato è stato che il giudice di secondo grado ha fondato la sua decisione sulla natura tributaria del debito basandosi su un documento non regolarmente depositato nel processo. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Inammissibilità del ricorso: requisiti e sanzioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un privato contro una società creditizia, a causa della grave carenza strutturale dell'atto. Il ricorso è stato giudicato aspecifico, meramente ripetitivo delle difese già respinte nei gradi di merito e privo di una critica puntuale alla sentenza impugnata. Questa decisione sull'inammissibilità del ricorso ha comportato l'applicazione di pesanti sanzioni pecuniarie a carico del ricorrente.
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Azione revocatoria: notifica e prescrizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17514/2025, ha stabilito che nell'ambito di un'azione revocatoria, la prescrizione si interrompe con la consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario. Anche una notifica affetta da nullità, ma non inesistente, produce questo effetto sostanziale se viene successivamente sanata, con efficacia retroattiva (ex tunc). La Corte ha rigettato il ricorso di un debitore che, dopo aver venduto i propri immobili, sosteneva l'avvenuta prescrizione dell'azione a causa di un vizio nella notifica iniziale.
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Notifica per irreperibilità: quando è nulla la cartella
La Corte di Cassazione ha annullato una intimazione di pagamento, stabilendo che la notifica per irreperibilità delle cartelle presupposte era illegittima. L'ufficiale giudiziario non aveva condotto ricerche effettive, limitandosi a verificare l'assenza del nome su citofono e cassetta postale. Questa negligenza rende la notifica nulla, con conseguente prescrizione del credito.
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Notifica nulla e ricorso in Cassazione inammissibile
Un debitore, rimasto assente nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando una notifica nulla sia dell'atto di citazione iniziale sia dell'atto di appello. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione principale risiede nel fatto che il ricorrente non ha prodotto in giudizio gli atti di notifica contestati, violando il principio di autosufficienza del ricorso, che impone di fornire alla Corte tutti gli elementi per decidere, senza che questa debba cercarli autonomamente negli atti di causa.
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Notifica inesistente: quando non giustifica l’appello
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso di un avvocato che aveva proposto un appello tardivo sostenendo la notifica inesistente dell'atto di citazione di primo grado. La Corte ha chiarito la distinzione tra nullità e inesistenza della notificazione, affermando che solo la totale assenza di collegamento tra l'atto e il destinatario configura l'inesistenza. In caso di vizi meno gravi, si parla di nullità e spetta alla parte che si dichiara 'contumace involontaria' fornire la prova rigorosa del vizio e della mancata conoscenza del processo, prova che nel caso di specie non è stata raggiunta.
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Rinnovo notifica: Cassazione ordina nuova notifica
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria che dispone il rinnovo notifica di un ricorso al proprietario di un veicolo, considerato litisconsorte necessario in una causa per risarcimento danni da sinistro stradale. La decisione è stata presa a causa della mancanza in atti dell'avviso di ricevimento della raccomandata, prova indispensabile del perfezionamento della notifica, imponendo un termine di 60 giorni per sanare il vizio.
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Estratto di ruolo: quando l’opposizione è inammissibile
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento di cui è venuto a conoscenza tramite un estratto di ruolo, lamentando l'omessa notifica e la prescrizione del credito. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'azione inammissibile per carenza di interesse ad agire, stabilendo che, in assenza di un atto di minaccia concreto da parte dell'agente della riscossione, la semplice conoscenza dell'iscrizione a ruolo tramite estratto non è sufficiente a giustificare un'azione legale.
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Notifica PEC Cassazione: la prova in .eml è decisiva
Una società propone ricorso in Cassazione ma non fornisce la prova della notifica PEC Cassazione nei formati richiesti (.eml/.msg). La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che la copia cartacea non basta e che il vizio non è sanabile, impedendo la prosecuzione del giudizio.
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