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Art. 140 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

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755 provvedimenti

Altri anni per Art. 140 Codice di Procedura Civile

Notifica cartella esattoriale: validità PEC e PDF
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un contribuente relativo alla notifica cartella esattoriale e alla successiva intimazione di pagamento. Il ricorrente contestava la regolarità delle notifiche effettuate via PEC e la prescrizione dei crediti. La Suprema Corte ha chiarito che la notifica digitale è valida anche se il file è in formato PDF anziché P7M e se l'indirizzo del mittente non compare nei pubblici registri, purché l'atto sia giunto a destinazione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per difetto di specificità, non avendo il contribuente trascritto le relate di notifica contestate.
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Autotutela: stop alla causa tributaria in Cassazione
Due contribuenti hanno impugnato una cartella esattoriale relativa a debiti IRPEF ereditati, contestando la regolarità della notifica dell'atto presupposto. Dopo una sentenza favorevole in primo grado e una contraria in appello, la controversia è giunta in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, l'Amministrazione Finanziaria ha esercitato il potere di Autotutela, annullando integralmente l'avviso di accertamento e disponendo lo sgravio delle somme. La Suprema Corte ha dunque dichiarato la cessazione della materia del contendere, cassando senza rinvio la sentenza impugnata e disponendo la compensazione delle spese legali.
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Notifica cartella esattoriale: quando è nulla
La Corte di Cassazione ha annullato la notifica cartella esattoriale in un caso in cui il messo notificatore aveva qualificato l'indirizzo come insufficiente. I giudici hanno stabilito che non si può presumere l'assenza del destinatario presso un indirizzo incompleto senza prima aver effettuato ricerche diligenti, rendendo così invalido il deposito dell'atto presso la casa comunale.
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Notifica atti tributari estero: criteri di validità
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della notifica atti tributari estero effettuata presso l'ultimo domicilio italiano se il contribuente non è regolarmente iscritto all'AIRE. Nel caso analizzato, l'irreperibilità assoluta del destinatario ha reso valida la procedura semplificata presso il comune italiano, impedendo l'annullamento degli accertamenti fiscali per difetto di notifica.
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Prescrizione crediti erariali: la durata decennale
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione crediti erariali per imposte come IVA, IRPEF e IRAP segue il termine decennale ordinario, non quello quinquennale. La decisione chiarisce che tali tributi non sono prestazioni periodiche, mentre sanzioni e interessi mantengono una prescrizione breve di cinque anni.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla la sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di una commissione tributaria regionale a causa di una motivazione apparente. L'agente della riscossione aveva impugnato la decisione di merito, ma la Corte Suprema ha ritenuto che le ragioni fornite dal giudice di secondo grado fossero generiche, incomprensibili e decontestualizzate, rendendo impossibile ricostruire il percorso logico-giuridico della decisione. Di conseguenza, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese compensate
Un contribuente, dopo aver impugnato un avviso di liquidazione fiscale, ha presentato una rinuncia al ricorso in Cassazione. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio e la compensazione integrale delle spese legali, data l'adesione della controparte. L'ordinanza chiarisce che la rinuncia al ricorso non comporta il pagamento del raddoppio del contributo unificato, previsto solo in caso di rigetto o inammissibilità.
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Difetto di interesse: ricorso inammissibile se c’è sgravio
Un contribuente impugna avvisi di accertamento ICI per vizi di notifica. Durante il giudizio in Cassazione, ottiene uno sgravio parziale e paga il residuo. La Corte dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse, poiché la pretesa tributaria è stata integralmente soddisfatta, rendendo irrilevante la questione procedurale iniziale.
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Notifica avviso di accertamento: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33378/2023, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che la notifica dell'avviso di accertamento è nulla se, in caso di irreperibilità solo temporanea del contribuente, non viene provato l'invio della raccomandata informativa previsto dall'art. 140 c.p.c. La Corte ha distinto nettamente tra irreperibilità 'relativa', che richiede tale adempimento, e quella 'assoluta', che segue una procedura diversa.
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Notifica cartella di pagamento: quando è valida?
Un agente della riscossione ha impugnato una sentenza che annullava la notifica di una cartella di pagamento. La corte d'appello aveva ritenuto la notifica nulla perché, dopo la consegna a una dipendente, non era stata inviata la raccomandata informativa alla società. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la procedura speciale di notifica cartella di pagamento a mezzo posta, prevista dalla legge, si perfeziona con la sola consegna del plico al domicilio del destinatario, senza necessità di ulteriori adempimenti.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo sostenendo la mancata notifica della cartella di pagamento originaria. La Corte di Cassazione, applicando una recente modifica normativa, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La sentenza chiarisce che l'impugnazione estratto di ruolo è permessa solo in casi tassativi, qualora il contribuente dimostri un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da gare d'appalto. In assenza di tale prova, l'atto non è autonomamente impugnabile.
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Motivazione apparente: sentenza fiscale nulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per motivazione apparente. Il giudice del rinvio non aveva adeguatamente esaminato le eccezioni di un contribuente riguardo ai vizi di notifica di atti di riscossione che avevano portato al pignoramento di beni. La Corte ha stabilito che una motivazione generica, che non analizza specificamente le censure sollevate, rende la sentenza nulla per violazione del "minimo costituzionale", rinviando la causa per un nuovo e approfondito esame.
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Querela di falso: sospensione del processo tributario
Un contribuente ha impugnato un fermo amministrativo, sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle esattoriali sottostanti e presentando una querela di falso contro le firme sulle ricevute di notifica. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31708/2023, ha stabilito che il giudice tributario avrebbe dovuto sospendere il processo in attesa della decisione sulla querela di falso. La conoscenza delle cartelle non può essere desunta dalla sola impugnazione del fermo, poiché i dettagli del debito sono contenuti anche in quest'ultimo atto. La Corte ha quindi cassato la sentenza e rinviato la causa al giudice di secondo grado.
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Notifica cartella esattoriale: valida con giacenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31636/2023, ha stabilito che la notifica di una cartella esattoriale è valida anche se manca l'affissione dell'avviso alla porta del destinatario, a condizione che quest'ultimo abbia ricevuto la raccomandata informativa e l'atto sia andato in 'compiuta giacenza'. Secondo la Corte, il perfezionamento della notifica avviene per raggiungimento dello scopo, poiché la ricezione dell'avviso informativo mette il contribuente in condizione di conoscere l'atto. Di conseguenza, il ricorso degli eredi contro un'intimazione di pagamento è stato respinto, confermando che, una volta perfezionata la notifica, la cartella diventa definitiva se non impugnata tempestivamente.
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Impugnabilità estratto di ruolo: limiti e condizioni
Un contribuente ha impugnato delle cartelle di pagamento per tasse automobilistiche, venendo a conoscenza del debito solo tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo il principio della limitata impugnabilità dell'estratto di ruolo. L'impugnazione è consentita solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e attuale, come l'esclusione da un appalto. La semplice eccezione di prescrizione non è stata ritenuta sufficiente a tale scopo.
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Difesa Fisco: Procura Avvocato non valida, ricorso nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione a causa di un vizio nella procura conferita al difensore. La Corte ha ribadito che la difesa Fisco davanti alla Cassazione spetta di regola all'Avvocatura dello Stato. La nomina di un avvocato del libero foro costituisce un'eccezione che deve essere supportata da una specifica delibera dell'ente, la cui assenza invalida la procura e rende nullo l'atto processuale, senza alcuna valutazione del merito della controversia.
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Impugnazione estratto ruolo: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato un atto impositivo di cui è venuto a conoscenza solo tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando la nuova normativa sulla impugnazione estratto ruolo, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che il contribuente non ha dimostrato di subire un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da appalti pubblici, requisito essenziale per poter agire in giudizio.
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Notifica art. 140 cpc: la prova della raccomandata
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento sostenendo di non aver mai ricevuto i precedenti avvisi di accertamento. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che per una valida notifica art. 140 cpc in caso di assenza del destinatario, l'ente impositore deve produrre in giudizio l'avviso di ricevimento della raccomandata informativa (C.A.D.), non essendo sufficiente la sola prova della sua spedizione. La sentenza del giudice d'appello è stata annullata con rinvio per non aver verificato questo elemento decisivo.
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Notifica cartella esattoriale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29302/2023, ha chiarito i requisiti di ammissibilità di un ricorso riguardante una notifica di cartella esattoriale. La Corte, dopo aver revocato una propria precedente ordinanza per un errore di fatto, ha dichiarato inammissibile il motivo di ricorso originario. La causa era la mancata riproduzione degli atti essenziali (come la relata di notifica) nel testo del ricorso, violando il principio di autosufficienza. Questo principio impone che il ricorso contenga tutti gli elementi per essere deciso senza che la Corte debba cercare documenti nel fascicolo di causa.
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Rifiuto di ricevere la notifica: quando è invalida?
Un contribuente ha contestato un'intimazione di pagamento sostenendo la mancata notifica della cartella esattoriale presupposta. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, chiarendo che il rifiuto di ricevere la notifica da parte di un familiare convivente non perfeziona la consegna. In tal caso, il messo notificatore deve seguire la procedura ex art. 140 c.p.c. (deposito e avviso con raccomandata), altrimenti la notificazione è nulla. La decisione si è basata sull'analisi della relata di notifica, che non attestava l'avvenuta consegna del plico.
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