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Art. 139 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

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353 provvedimenti

Altri anni per Art. 139 Codice di Procedura Civile

Socio occulto: gestione e responsabilità fiscale
Un contribuente, identificato come socio occulto e gestore di fatto di una cooperativa, impugna un avviso di accertamento. La Corte di Cassazione conferma la legittimità dell'atto, stabilendo che la gestione effettiva della società e il potere di firma sui conti correnti sono prove sufficienti a fondare la responsabilità fiscale, anche in assenza di una carica formale. La Corte respinge tutte le eccezioni procedurali, inclusa quella sulla competenza dell'organo accertatore e sui vizi di notifica.
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Sanzioni registrazione tardiva: base imponibile annuale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2606/2024, ha stabilito un principio fondamentale per il calcolo delle sanzioni registrazione tardiva di contratti di locazione pluriennali. Nel caso in cui il contribuente scelga di versare l'imposta di registro annualmente, la sanzione per la tardiva registrazione deve essere calcolata esclusivamente sull'imposta dovuta per la prima annualità. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, che sosteneva che la sanzione dovesse basarsi sull'imposta totale dell'intera durata contrattuale, affermando che la base imponibile è costituita dall'obbligazione tributaria scaduta al momento della violazione, ovvero quella del primo anno.
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Sanzione tardiva registrazione: come si calcola?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2585/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di sanzione tardiva registrazione per contratti di locazione pluriennali. Se il contribuente opta per il versamento annuale dell'imposta di registro, la sanzione per la tardiva registrazione del contratto deve essere calcolata esclusivamente sull'imposta dovuta per la prima annualità, e non sull'importo totale che sarebbe dovuto per l'intera durata del contratto. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che la scelta del pagamento frazionato definisce un'obbligazione tributaria di carattere annuale, rendendo ingiustificato calcolare la sanzione su un importo non ancora dovuto.
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Notifica atti tributari: è valida alla residenza del socio?
Una società ha contestato una cartella di pagamento per ICI sostenendo la nullità della notifica degli atti di accertamento preliminari, avvenuta presso la residenza del socio accomandatario e non presso la sede legale. La Corte di Cassazione, dopo aver corretto un proprio precedente errore di fatto, ha stabilito che la notifica degli atti tributari è perfettamente valida anche se effettuata direttamente alla persona fisica che rappresenta la società, in via alternativa alla notifica presso la sede legale, rigettando così il ricorso del contribuente.
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Notifica cartella esattoriale: onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2293/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un fermo amministrativo. La causa verteva sulla presunta nullità della notifica della cartella esattoriale. La Corte ha stabilito che, per contestare una notifica in sede di legittimità, il ricorrente deve trascrivere integralmente la relata di notifica nell'atto di ricorso, in ossequio al principio di autosufficienza. Non avendolo fatto, il ricorso è stato respinto.
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Notifica cartella esattoriale e portiere: è valida?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1896/2024, ha chiarito la validità della notifica della cartella esattoriale effettuata direttamente dall'Agente della Riscossione a mezzo posta. Se il plico viene consegnato al portiere, la notifica si perfeziona in quel momento, senza che sia necessario l'invio di una seconda raccomandata informativa, come invece previsto per le notifiche a mezzo ufficiale giudiziario. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che in questi casi si applicano le norme del servizio postale ordinario e non quelle più stringenti della L. 890/1982. Ha inoltre rigettato il ricorso incidentale del contribuente, confermando la possibilità di produrre nuove prove documentali in appello e l'inammissibilità di motivi di ricorso non sollevati nei gradi di merito.
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Notifica cartella pagamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una contribuente che contestava la notifica di una cartella di pagamento, sostenendo la mancata ricezione degli avvisi di liquidazione preliminari. La Corte ha stabilito che la notifica cartella pagamento effettuata tramite raccomandata diretta dall'agente di riscossione segue le norme del servizio postale ordinario, senza necessità di una seconda raccomandata informativa. Inoltre, ha dichiarato inammissibile il tentativo della ricorrente di ottenere un riesame nel merito delle prove sulla notifica, un compito che non spetta al giudice di legittimità.
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Irreperibilità assoluta: quando la notifica è nulla
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1172/2024, ha stabilito che la notifica di un atto a un contribuente per irreperibilità assoluta è nulla se l'agente notificatore non compie e documenta adeguate ricerche preventive nel comune di domicilio fiscale. Una semplice dichiarazione di 'trasferimento' da parte di un portiere non è sufficiente. Il caso riguardava un contribuente che aveva impugnato un'intimazione di pagamento, sostenendo di non aver mai ricevuto la cartella esattoriale presupposta. La Corte ha accolto il ricorso, annullando la notifica perché non era stato provato che l'agente avesse verificato l'effettiva assenza di un'altra abitazione, ufficio o azienda del contribuente nello stesso comune.
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Notifica cartella esattoriale: le regole della Cassazione
Un contribuente ha contestato una richiesta di pagamento per vecchie cartelle fiscali, eccependo vizi nella notifica cartella esattoriale e l'avvenuta prescrizione. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso, chiarendo le diverse modalità di notifica (postale, a mani, al portiere) e i relativi requisiti, come la necessità o meno della raccomandata informativa. La Corte ha inoltre ribadito la distinzione tra la prescrizione decennale per i tributi erariali e quella quinquennale per sanzioni e interessi, annullando parte del debito accessorio.
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Difetto di giurisdizione per multe e contributi INPS
La Corte di Cassazione ha stabilito il difetto di giurisdizione del giudice tributario per le controversie relative a contributi previdenziali e sanzioni stradali, assegnandole al giudice ordinario. La sentenza chiarisce anche le regole per la notifica degli atti: è valida la consegna al portiere con semplice invio della raccomandata informativa, ma non quella basata su una erronea dichiarazione di irreperibilità assoluta del contribuente.
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Notifica cartella esattoriale: validità e termini
La Corte di Cassazione conferma la validità di una notifica di cartella esattoriale preceduta da inviti di pagamento consegnati a un terzo (vicino di casa). Il Collegio chiarisce che se la legge vigente al momento della notifica non prevedeva l'obbligo di inviare una seconda raccomandata informativa, la procedura è da considerarsi rituale. La mancata impugnazione degli atti prodromici nei termini di legge li rende definitivi, precludendo la possibilità di sollevare le medesime eccezioni (come la decadenza) contro la successiva cartella esattoriale.
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Notifica al portiere: valida anche se ha perso il posto
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di un avviso di accertamento al portiere di un condominio è valida, anche se il rapporto di lavoro di quest'ultimo era formalmente cessato da pochi giorni. Secondo la Corte, la semplice cessazione del contratto non esclude la persistenza di una presenza non occasionale nello stabile. Spetta al contribuente, che contesta la notifica, fornire la prova contraria, dimostrando che la presenza del consegnatario era del tutto occasionale. Il ricorso del contribuente è stato quindi respinto.
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Notifica cartella di pagamento: guida alle regole
Una società ha impugnato diverse cartelle di pagamento sostenendo vizi di notifica. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando principi chiave sulla notifica cartella di pagamento. Ha stabilito la validità della consegna a mezzo posta al portiere senza successiva raccomandata informativa e ha chiarito che le irregolarità formali nella notifica via PEC, come l'uso del formato .pdf o l'indirizzo del mittente non presente in pubblici registri, non causano nullità se l'atto ha raggiunto il suo scopo e non è stato provato un pregiudizio al diritto di difesa.
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Notifica atti presupposti: la raccomandata è d’obbligo
Un contribuente impugna una cartella di pagamento, sostenendo di non aver mai ricevuto l'avviso di accertamento. La Corte di Cassazione conferma la nullità della cartella, poiché la notifica dell'atto presupposto al coniuge non era stata seguita dalla necessaria raccomandata informativa, rendendo la notifica atti presupposti invalida.
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Cessione licenza taxi: la plusvalenza è presunta
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento per la plusvalenza derivante dalla cessione di una licenza taxi. L'ordinanza conferma che la cessione di tale licenza si presume onerosa, generando un reddito tassabile, e spetta al contribuente fornire la prova contraria. È stata inoltre confermata la validità della notifica dell'atto, anche a seguito di rifiuto del destinatario.
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Sospensione giudizio tributario: rottamazione quater
Una società aveva impugnato una decisione della Commissione Tributaria Regionale relativa a diverse cartelle di pagamento, sollevando questioni sulla validità delle notifiche e sulla prescrizione. Prima della decisione della Corte di Cassazione, la società ha presentato istanza di definizione agevolata (rottamazione) per una delle cartelle oggetto del ricorso. Di conseguenza, la Corte ha ordinato la sospensione del giudizio tributario fino al 2027, in applicazione della legge che prevede lo stop dei processi in pendenza di rottamazione, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Notifica cartella: quando è valida a indirizzo diverso?
Una contribuente ha impugnato una cartella di pagamento sostenendo di non averla mai ricevuta correttamente e che l'atto presupposto fosse nullo per un difetto di firma. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notifica della cartella di pagamento è valida se, dopo un primo tentativo fallito, una seconda raccomandata viene consegnata personalmente al destinatario, anche presso un indirizzo diverso. Inoltre, ha confermato che la firma di un funzionario delegato è legittima anche se la sua qualifica dirigenziale è stata ottenuta in modo irregolare, poiché ciò che conta è la riconducibilità dell'atto all'ufficio competente.
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Sanatoria notifica: quando l’appello sana il vizio
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento sostenendo la nullità della notifica. La Cassazione, applicando il principio della sanatoria notifica, ha stabilito che l'aver proposto ricorso dimostra il raggiungimento dello scopo dell'atto, sanando qualsiasi vizio. La sentenza di secondo grado è stata cassata con rinvio.
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Notifica appello PEC: quando è inesistente?
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, affronta il tema della notifica appello PEC nel processo tributario. Il caso riguarda un contribuente che ha impugnato un fermo amministrativo. La Corte ha sospeso la decisione per verificare se la notifica dell'appello, effettuata dall'amministrazione via PEC prima dell'entrata in vigore del processo telematico, sia da considerarsi giuridicamente inesistente, con conseguente passaggio in giudicato della sentenza favorevole al cittadino.
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Notifica atti fiscali: onere del contribuente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32930/2024, ha rigettato il ricorso di un contribuente che contestava una cartella di pagamento sostenendo di non aver mai ricevuto l'avviso di accertamento presupposto. La Corte ha stabilito che la notifica atti fiscali è valida se effettuata all'ultimo domicilio fiscale noto, essendo onere del contribuente comunicare tempestivamente ogni variazione. La mancata impugnazione dell'avviso di accertamento lo rende definitivo, precludendo la possibilità di contestarne i vizi in sede di impugnazione della successiva cartella di pagamento.
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