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Art. 138 Codice di Procedura Civile

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132 provvedimenti

Società cancellata: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società cancellata dal registro delle imprese. La cancellazione determina l'estinzione legale dell'ente e la perdita della sua capacità processuale. Di conseguenza, l'azione legale non può essere proseguita dalla società stessa o dal suo ex liquidatore, ma deve essere intrapresa dai soci, i quali subentrano nei rapporti giuridici pendenti. La procura rilasciata dal liquidatore dopo l'estinzione della società è considerata invalida.
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Azione revocatoria: notifica e prescrizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17514/2025, ha stabilito che nell'ambito di un'azione revocatoria, la prescrizione si interrompe con la consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario. Anche una notifica affetta da nullità, ma non inesistente, produce questo effetto sostanziale se viene successivamente sanata, con efficacia retroattiva (ex tunc). La Corte ha rigettato il ricorso di un debitore che, dopo aver venduto i propri immobili, sosteneva l'avvenuta prescrizione dell'azione a causa di un vizio nella notifica iniziale.
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Impugnazione senza motivazione: quando scade il termine
Una società appella una sentenza di primo grado, ma il giudice decede prima di depositarne le motivazioni. La Corte di Cassazione chiarisce che in caso di impugnazione senza motivazione, il termine lungo per appellare decorre dal deposito del decreto presidenziale che attesta tale impossibilità, non da una notifica successiva. Di conseguenza, l'appello presentato oltre un anno dopo tale deposito è stato dichiarato tardivo e inammissibile.
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Notificazione nulla e presunzione di conoscenza del processo
La Corte di Cassazione ha stabilito che una notificazione nulla, sebbene viziata, può far scattare una presunzione di conoscenza del processo a carico del destinatario. In un caso riguardante un appello tardivo, la Corte ha rigettato il ricorso di una società che lamentava la notifica della sentenza di primo grado a una sede locale anziché a quella legale. È stato chiarito che non è sufficiente dimostrare il vizio della notifica; la parte deve anche provare di non aver avuto conoscenza dell'atto per altra via, superando così la presunzione legale. La notifica a un soggetto collegato al destinatario è stata ritenuta sufficiente a far presumere la conoscenza dell'atto.
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Cambio appalto: diritti e tutele dei lavoratori
La Corte di Cassazione interviene su un complesso caso di successione di aziende in un contratto di servizi, noto come cambio appalto. L'ordinanza annulla la precedente decisione di merito che aveva convertito i contratti a termine dei lavoratori in contratti a tempo indeterminato, ravvisando una carenza di motivazione. La Corte sottolinea la necessità per i giudici di spiegare in modo approfondito perché le ragioni poste a base di un contratto a termine sono illegittime e chiarisce i limiti della responsabilità solidale tra le imprese coinvolte.
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Notifica cartella esattoriale: i chiarimenti della Corte
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente che contestava la validità di alcune cartelle di pagamento. La Corte ha chiarito che per la notifica cartella esattoriale tramite raccomandata diretta non sono necessarie le formalità previste per gli ufficiali giudiziari, come l'invio della CAN. Inoltre, ha ribadito che il disconoscimento di una copia deve essere specifico e non generico, e ha confermato i termini di prescrizione applicabili.
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Giurisdizione giudice amministrativo: il caso degli oneri
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito la giurisdizione del giudice amministrativo in una controversia su oneri di costruzione. Un comune aveva emesso avvisi di accertamento esecutivo nei confronti di una cooperativa e dei suoi soci. Questi si erano opposti prima davanti al giudice ordinario e poi la causa era stata riassunta davanti alla corte tributaria, che ha sollevato un conflitto. La Cassazione ha chiarito che, data la natura del credito (materia urbanistica), la competenza spetta al giudice amministrativo, indipendentemente dallo strumento di riscossione utilizzato.
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Notificazione ex art 143 cpc: ricerche e nullità
Un imprenditore, notificato ai sensi dell'art. 143 c.p.c. come irreperibile, veniva dichiarato contumace. In appello, sosteneva la nullità della notifica in quanto la sua residenza era rintracciabile. La Corte di Cassazione, di fronte a un contrasto giurisprudenziale sulla validità della notificazione ex art 143 cpc quando la relata non specifica le ricerche effettuate, ha rinviato la causa a pubblica udienza per risolvere la questione di diritto.
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Inammissibilità del ricorso: Cassazione spiega i motivi
Una società ha impugnato alcuni avvisi di accertamento fiscale, vincendo in primo grado ma perdendo in appello. Ha quindi proposto ricorso alla Corte di Cassazione, che ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso. La decisione si basa su una serie di vizi procedurali, tra cui la mancanza di specificità dei motivi, la genericità delle censure e l'errata impugnazione dell'atto di accertamento invece della sentenza d'appello. La sentenza sottolinea il rigore formale necessario per adire la Suprema Corte.
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Notifica cartella esattoriale: quando l’eccezione è tardiva?
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento, lamentando la mancata notifica delle cartelle esattoriali presupposte. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, sottolineando che le eccezioni relative alla notifica della cartella esattoriale devono essere sollevate tempestivamente nel primo grado di giudizio. La tardiva contestazione ha reso inammissibili tutti i motivi di ricorso, inclusi quelli sulla prescrizione, poiché la validità della notifica non poteva più essere messa in discussione. La sentenza evidenzia il principio fondamentale della tempestività nel processo tributario.
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Extrapetizione: giudice non può cambiare la domanda
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello per il vizio di extrapetizione. I giudici di secondo grado avevano trasformato una causa su una servitù di passaggio tra due condomini in una questione di comproprietà di un'area, andando oltre le richieste delle parti. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice non può alterare l'oggetto (petitum) né la ragione giuridica (causa petendi) della domanda, confermando un principio fondamentale del processo civile.
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Notifica avvisi di addebito: quando è valida?
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento per contributi previdenziali non versati, contestando la validità della notifica degli avvisi di addebito, la prescrizione del credito e altre violazioni procedurali. Il Tribunale di Milano ha respinto il ricorso, confermando la regolarità della procedura di notifica semplificata per gli atti amministrativi e l'assenza di prescrizione, anche in virtù di atti interruttivi e delle sospensioni per l'emergenza COVID. La sentenza chiarisce inoltre la corretta individuazione dei soggetti da citare in giudizio a seconda del vizio contestato.
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