La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33437/2023, ha chiarito la distinzione fiscale tra vendita di singoli beni e cessione di ramo d'azienda. Un'impresa energetica aveva acquistato una stazione elettrica, ma l'Amministrazione Finanziaria aveva riqualificato l'atto come cessione di ramo d'azienda, assoggettandolo a imposta di registro anziché IVA. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che per aversi cessione di ramo d'azienda è necessario che i beni trasferiti costituiscano un complesso già organicamente finalizzato all'esercizio d'impresa prima della cessione. La prova di tale preesistente organizzazione, che non è stata fornita, spetta all'Amministrazione Finanziaria.
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