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Art. 1363 Codice Civile — Anno 2024

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755 provvedimenti

Altri anni per Art. 1363 Codice Civile

Interpretazione contratto appalto: la Cassazione decide
Una società appaltatrice ricorre in Cassazione dopo la condanna al pagamento di una penale per ritardo nella consegna di lavori di ristrutturazione. La Corte rigetta il ricorso, confermando la corretta interpretazione del contratto d'appalto da parte dei giudici di merito, che avevano ritenuto valide le scadenze separate per le diverse aree del cantiere. Viene inoltre stabilito che le variazioni richieste dal committente non erano abbastanza significative da annullare la penale.
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Estinzione del giudizio per rottamazione bis: il caso
Una società energetica contesta la propria soggettività passiva ai fini fiscali per un impianto industriale. Durante il ricorso in Cassazione, aderisce alla "rottamazione bis", un condono fiscale. La Suprema Corte, prendendo atto del pagamento, dichiara l'estinzione del giudizio, poiché la materia del contendere è venuta meno. La decisione chiarisce che l'adesione alla definizione agevolata sostituisce la pretesa originaria e assorbe i costi del processo.
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Cessione del credito: limiti e prova in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un debitore che contestava l'importo richiesto da una banca a seguito di una cessione del credito. Il debitore sosteneva che la cessione fosse solo a garanzia di un anticipo minore e non per l'intero valore della fattura. La Corte ha stabilito che tale distinzione richiederebbe un riesame dei fatti e dei documenti contrattuali, attività preclusa nel giudizio di legittimità.
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Sanzione disciplinare notaio: il ravvedimento operoso
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di sanzione disciplinare notaio per omessa tenuta del repertorio. La Corte ha confermato la sanzione pecuniaria, chiarendo che il ravvedimento operoso e l'incensuratezza, pur consentendo la sostituzione della sospensione con una multa, non ne comportano un'ulteriore riduzione automatica. Tuttavia, ha annullato la parte della decisione che imponeva il raddoppio del contributo unificato, specificando che il reclamo in materia non è un'impugnazione in senso stretto.
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Appendice di vincolo: chi incassa l’indennizzo?
La Corte di Cassazione chiarisce la questione della legittimazione ad agire per l'indennizzo assicurativo in caso di furto di un veicolo in leasing. A causa di una specifica clausola contrattuale, l'appendice di vincolo, il diritto a ricevere l'indennizzo spetta alla società di leasing e non all'utilizzatore. Il ricorso di quest'ultimo è stato dichiarato inammissibile per genericità e per non aver contestato specificamente la ratio decidendi della sentenza d'appello.
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Valore in dogana: royalties escluse se non condizionali
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'Agenzia Fiscale che chiedeva di includere le royalties nel valore in dogana di merci importate. La decisione si fonda sul principio di autosufficienza del ricorso: l'Agenzia non ha fornito una rappresentazione completa delle clausole contrattuali, impedendo alla Corte di valutare se il pagamento delle royalties fosse una reale condizione della vendita. Di conseguenza, è stata confermata l'esclusione delle royalties dal calcolo dei dazi.
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Novazione contratto locazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un conduttore che sosteneva la novazione del contratto di locazione a seguito di una scrittura privata successiva. Il ricorso è stato respinto per gravi vizi procedurali, tra cui la mancata riproduzione dei documenti essenziali e l'incapacità di contestare le specifiche motivazioni della corte d'appello. La Corte ha ribadito che la modifica di elementi accessori come il canone non è sufficiente a integrare una novazione in assenza di un chiaro 'animus novandi' (volontà di novare).
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Cessione crediti bancari: il contenzioso passa?
Una società fa causa a una banca per addebiti illegittimi. La banca viene posta in liquidazione e cede parte delle sue attività a un altro istituto di credito. La Corte d'Appello esclude che il contenzioso sia stato trasferito alla banca cessionaria. La Cassazione, con ordinanza interlocutoria, riconosce la complessità della questione legata alla cessione dei crediti bancari delle ex banche venete e rinvia la causa a nuovo ruolo per una trattazione congiunta con altri casi analoghi.
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Cessione crediti banche: chi risponde dei debiti?
Una società fa causa a una banca per oneri illegittimi. La banca viene posta in liquidazione e cede le sue attività a un altro istituto. La Corte d'Appello stabilisce che la banca acquirente non è responsabile per il debito, in quanto escluso dal contratto di cessione. La Cassazione, vista la complessità del tema della cessione crediti banche e la presenza di casi simili, rinvia la decisione per una trattazione congiunta, senza risolvere la questione nel merito.
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Determinazione tasso interesse: il ricorso inammissibile
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito contestando l'indeterminatezza del tasso di interesse applicato al suo conto corrente. Dopo una sentenza d'appello sfavorevole, che aveva accertato l'esistenza di un accordo scritto sul tasso, la società ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la valutazione sulla chiarezza della clausola contrattuale costituisce un accertamento di fatto non sindacabile in sede di legittimità. La società è stata inoltre condannata per abuso del processo, con pesanti sanzioni economiche, per aver proseguito il giudizio nonostante una proposta di definizione.
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Mansioni superiori: quando non spetta la retribuzione
Un funzionario pubblico ha richiesto una retribuzione superiore per aver svolto mansioni superiori di rappresentanza legale per la sua amministrazione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, rigettando la richiesta. Il motivo è la mancata dimostrazione della prevalenza di tali mansioni superiori, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, rispetto ai compiti ordinari. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché mirava a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Vizi occulti immobile: quando scatta la garanzia?
La Corte di Cassazione conferma la condanna dei venditori per vizi occulti in un immobile. L'ordinanza chiarisce che il termine di otto giorni per la denuncia dei difetti non decorre dalla semplice manifestazione del problema, ma dal momento in cui l'acquirente ha una conoscenza piena e oggettiva della causa, spesso a seguito di una perizia tecnica. In questo caso, l'acquirente aveva scoperto infiltrazioni d'acqua e aveva ottenuto una riduzione del prezzo, decisione ora definitiva.
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Qualifica superiore: la Cassazione conferma il diritto
Un dipendente di una società di telecomunicazioni ha ottenuto il riconoscimento della qualifica superiore per le mansioni effettivamente svolte. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, respingendo il ricorso dell'azienda. L'ordinanza ribadisce anche un importante principio: la prescrizione dei crediti di lavoro, come le differenze retributive, decorre dalla fine del rapporto a causa della mancanza di stabilità introdotta dalle recenti riforme.
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Rinuncia progressione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente pubblico contro la sentenza che riconosceva a un dipendente il diritto alla progressione di carriera. Il lavoratore aveva manifestato la volontà di rinunciare alla progressione per partecipare a un corso di formazione, ma la rinuncia era condizionata al superamento del corso, cosa non avvenuta. Il ricorso dell'ente è stato giudicato inammissibile perché non ha impugnato tutte le autonome ragioni (rationes decidendi) su cui si fondava la decisione della Corte d'Appello e perché ha introdotto nuove questioni di fatto non esaminabili in sede di legittimità.
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Impugnazione delibera assembleare: diritti del socio
La Corte di Cassazione respinge il ricorso di una S.r.l., confermando l'annullamento di una delibera di approvazione del bilancio. L'impugnazione delibera assembleare è legittima per i soci, anche in caso di quote in pegno o di contestata qualifica di socio. La Corte ribadisce come fondamentale il diritto all'informazione tramite il preventivo deposito del progetto di bilancio presso la sede sociale.
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Compravendita immobile inesistente: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 16034/2024, ha stabilito l'impossibilità di una compravendita di un immobile inesistente. Il caso riguardava una terrazza costruita dopo la stipula del contratto di vendita. Poiché il bene non esisteva al momento dell'accordo, non poteva essere oggetto del trasferimento di proprietà. La Corte ha rigettato il ricorso, condannando i ricorrenti per abuso del processo.
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Garanzia del venditore: quando la dichiarazione è vincolante
Una società immobiliare ha acquistato un terreno scoprendo l'assenza di un diritto di passaggio dichiarato e la presenza di una servitù di elettrodotto non menzionata. La Cassazione chiarisce che una dichiarazione fattuale del venditore non equivale a una garanzia del venditore, ponendo un onere di diligenza sul compratore. La Corte ha confermato il risarcimento solo per la servitù non dichiarata, respingendo le altre pretese per mancanza di una vera e propria garanzia e di prove sui danni.
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Clausola compromissoria per relationem: Cassazione
In una disputa su contratti internazionali tra una società italiana e una malese, la Cassazione si è pronunciata sulla validità di una clausola compromissoria per relationem. La Corte ha stabilito che un rinvio generico alle condizioni generali di contratto non è sufficiente per validare la clausola arbitrale. È necessario un richiamo espresso e specifico alla clausola stessa per derogare alla giurisdizione ordinaria, affermando così la giurisdizione italiana sul caso.
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Cessione d’azienda: diritti dei lavoratori protetti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15740/2024, ha ribadito la solidità delle tutele per i lavoratori in caso di cessione d'azienda. La Corte ha stabilito che gli accordi individuali che peggiorano le condizioni contrattuali dei dipendenti, eludendo l'articolo 2112 c.c., sono nulli. Inoltre, ha chiarito che il termine di decadenza per impugnare i licenziamenti non si applica quando i lavoratori chiedono il riconoscimento della continuità del rapporto con il nuovo datore di lavoro.
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Dequalificazione lavoratore: la Cassazione decide
Un lavoratore, assunto a tempo indeterminato da un'agenzia regionale dopo una serie di contratti a termine, ha citato in giudizio l'ente lamentando una dequalificazione lavoratore. Sosteneva che il nuovo inquadramento fosse inferiore alle mansioni precedentemente svolte. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la stabilizzazione non costituisce una continuazione del rapporto precedente, ma la creazione di un contratto nuovo e distinto. Di conseguenza, non vi è un diritto automatico al mantenimento del livello superiore e il lavoratore non ha fornito prove adeguate a sostegno della sua richiesta.
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