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Art. 136 Codice di Procedura Civile

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226 provvedimenti

Accertamento catastale: la Cassazione fa chiarezza
Una società che gestisce un campo da golf ha impugnato un avviso di accertamento catastale, lamentando vizi procedurali come la mancata instaurazione del contraddittorio e l'irregolarità della notifica, oltre a un'errata valutazione dell'immobile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che nelle procedure DOCFA, data la loro natura partecipativa, non sono necessari né il sopralluogo preventivo né il contraddittorio. Ha inoltre ritenuto valida la notifica consegnata a mano al legale rappresentante e confermato la correttezza della stima effettuata dall'ufficio, respingendo la perizia di parte perché basata su una situazione di dissesto economico non rappresentativa del valore ordinario del bene.
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Interruzione prescrizione indennità: quando non basta
La Cassazione chiarisce i requisiti per l'interruzione prescrizione indennità di esproprio. Una richiesta di 'conversione' della domanda in appello e una lettera informativa al Comune non sono state ritenute atti idonei, confermando l'estinzione del diritto del proprietario per decorso del termine decennale.
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Impugnazione tardiva: le conseguenze del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro un provvedimento emesso in una procedura concorsuale, in quanto presentato oltre il termine di 60 giorni dalla comunicazione integrale del decreto. Questa decisione su una impugnazione tardiva comporta l'inefficacia del ricorso incidentale e l'assorbimento di quello condizionato, stabilendo un principio fondamentale sul rispetto dei termini processuali.
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Reclamo fallimentare: quando l’appello è tardivo
Una società propone ricorso in Cassazione contro la sentenza che ha confermato la sua dichiarazione di fallimento. I motivi del ricorso, tra cui l'incompetenza territoriale del tribunale e l'omessa notifica, vengono rigettati. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, sottolineando la tardività delle eccezioni procedurali, che dovevano essere sollevate nel primo grado di giudizio, e l'infondatezza delle altre censure. La decisione ribadisce l'importanza del rispetto dei termini perentori nel reclamo fallimentare.
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Istanza via PEC: inammissibile nel processo penale
Un condannato chiede il rinvio di un'udienza per legittimo impedimento, inviando un'istanza via PEC due giorni prima. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. Motivi: nel processo penale, l'istanza via PEC da parte privata non è una forma di comunicazione valida; inoltre, la richiesta di rinvio per legittimo impedimento presuppone una espressa volontà di presenziare, che mancava, ed è stata presentata fuori termine.
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Azione revocatoria: cessione quote e frode creditore
Un creditore ha ottenuto la dichiarazione di inefficacia per la vendita di quote societarie tramite un'azione revocatoria. La società debitrice, in grave difficoltà finanziaria, aveva ceduto partecipazioni di valore al proprio amministratore unico. Il Tribunale di Milano ha stabilito che l'atto era pregiudizievole per le ragioni del creditore (eventus damni) e che sia il debitore sia l'acquirente (che coincidevano nella stessa persona fisica) erano consapevoli del danno (scientia damni e participatio fraudis), integrando i presupposti dell'art. 2901 c.c.
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