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Art. 1346 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

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132 provvedimenti

Altri anni per Art. 1346 Codice Civile

Determinabilità dell’oggetto: la Cassazione decide
Un comune ha citato in giudizio una società costruttrice per ottenere il trasferimento di un immobile previsto da una convenzione urbanistica. I tribunali di merito avevano dichiarato nullo il contratto per indeterminatezza del bene. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando il principio della determinabilità dell'oggetto: l'immobile può essere identificato tramite atti successivi, come la consegna fisica e delibere amministrative, anche se non descritto con precisione nell'accordo originario.
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Appello inammissibile: quando la specificità è chiave
Una società acquistava macchinari industriali tramite leasing, lamentandone poi la non conformità alle norme di sicurezza e la presenza di vizi. Dopo la sconfitta in primo grado, la società proponeva appello, che veniva però dichiarato inammissibile per genericità dei motivi. La Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, rigettando il ricorso finale. Il caso sottolinea l'importanza cruciale di formulare un appello inammissibile in modo specifico, contestando punto per punto le argomentazioni della sentenza impugnata, pena la bocciatura per ragioni procedurali, senza neppure entrare nel merito della questione.
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Planimetria allegata: la chiave per la proprietà
Una disputa sulla proprietà di terrazze condominiali arriva in Cassazione. La Corte d'Appello le aveva dichiarate parti comuni, ignorando una planimetria allegata al rogito. La Cassazione cassa la sentenza, affermando il valore fondamentale della planimetria come strumento per interpretare la volontà delle parti e definire l'oggetto del contratto, rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Nullità atti notarili: il caso del complesso residenziale
La Corte di Cassazione esamina un caso di nullità atti notarili relativi ad aree pertinenziali di un complesso residenziale. Una società immobiliare ha impugnato le sentenze di merito che avevano annullato la vendita, effettuata dal commissario di una cooperativa in liquidazione, per difetto di potere e autorizzazioni. La Suprema Corte, ravvisando questioni di particolare importanza giuridica, tra cui l'efficacia del giudicato e l'esecuzione di un concordato fallimentare, ha rinviato la causa a pubblica udienza per una trattazione approfondita, senza emettere una decisione finale.
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Inadempimento contratto preliminare: colpe venditore
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del recesso di un promissario acquirente da un contratto preliminare a causa dell'inadempimento del venditore. Quest'ultimo non aveva risolto diverse problematiche urbanistiche e amministrative dell'immobile, come la pendenza di una sanatoria edilizia, la mancanza del nulla osta paesistico e la mancata affrancazione da usi civici, violando l'obbligo di diligenza e le garanzie prestate. La sentenza chiarisce che il venditore ha l'onere di attivarsi tempestivamente per garantire la piena regolarità del bene promesso in vendita, giustificando la richiesta di restituzione del doppio della caparra da parte dell'acquirente.
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Rogito notarile: vale come nuovo contratto? La Cassazione
Una coppia acquista una villa all'asta da un ente pubblico, ma scopre in seguito una superficie minore e un vincolo culturale sopravvenuto. Nonostante ciò, firmano il rogito notarile e poi agiscono in giudizio per ottenere una riduzione del prezzo. La Corte di Cassazione ha respinto il loro ricorso, stabilendo che la firma del rogito, avvenuta con piena consapevolezza dei problemi, costituisce un nuovo accordo contrattuale che accetta l'immobile nello stato di fatto e di diritto in cui si trova, superando le condizioni dell'asta.
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Contratto preliminare: validità e requisiti
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, interviene su un complesso caso immobiliare, chiarendo i requisiti di validità del contratto preliminare. La vicenda riguarda alcuni consorzi che avevano agito contro una società immobiliare per ottenere il trasferimento di proprietà di lotti di terreno. La Corte d'Appello aveva dichiarato nulli gli accordi per indeterminatezza dell'oggetto. La Cassazione ha cassato tale decisione, stabilendo che per la validità del preliminare è sufficiente che l'oggetto sia determinabile, anche tramite rinvio a elementi esterni (per relationem), distinguendo nettamente tali requisiti da quelli, più stringenti, necessari per ottenere una sentenza di esecuzione in forma specifica ai sensi dell'art. 2932 c.c. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Nullità contratto fornitura: bene non sicuro
La Corte di Cassazione stabilisce la nullità del contratto di fornitura per un macchinario industriale (robot) non conforme alle norme di sicurezza. La violazione di norme imperative rende l'oggetto del contratto illecito o impossibile, determinandone la nullità. Questa invalidità del contratto di fornitura sussiste a prescindere dal collegato contratto di leasing e da eventuali accordi transattivi tra l'utilizzatore e la società concedente.
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Indebito arricchimento: No a lavori abusivi
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'impresa costruttrice non può richiedere un indennizzo per indebito arricchimento per lavori edili eseguiti in assenza di permesso di costruire. Anche se il committente si è arricchito, il contratto nullo per illiceità dell'oggetto impedisce qualsiasi forma di compenso, poiché l'azione non può essere utilizzata per aggirare norme imperative e premiare un'attività illecita.
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Improcedibilità ricorso: errore fatale in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità del ricorso di un condominio contro un singolo condòmino. La causa è la mancata produzione della copia autentica della sentenza impugnata con la relativa notifica entro i termini di legge. La decisione sottolinea il rigore formale richiesto nel processo civile, evidenziando come un adempimento procedurale omesso possa precludere l'esame nel merito della controversia.
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Vendita immobile nulla: la dichiarazione non basta
La Corte di Cassazione chiarisce che una vendita immobile nulla per la mancanza delle dichiarazioni urbanistiche previste dalla legge non può essere sanata con la semplice produzione in giudizio del documento mancante. È necessario un apposito e formale atto di conferma. La pronuncia esamina una compravendita immobiliare contestata tra eredi, dove un contratto era stato giudicato nullo in primo grado. La Corte d'Appello aveva riformato la decisione, ritenendo sufficiente una dichiarazione prodotta in sede di gravame. La Cassazione ha cassato la sentenza d'appello, riaffermando il rigore formale richiesto per la sanatoria di tali nullità.
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Impugnazione delibera: i vizi di un’altra delibera?
Un condomino ha tentato un'impugnazione di una delibera condominiale che approvava un preventivo di spesa, basando le sue ragioni sui presunti vizi di una delibera precedente che aveva approvato i lavori stessi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che ogni delibera deve essere impugnata per vizi propri e non per vizi di atti precedenti. La sentenza sottolinea l'importanza di indirizzare correttamente l'azione legale contro l'atto specifico ritenuto illegittimo.
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