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Art. 1339 Codice Civile

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373 provvedimenti

Buoni postali fruttiferi: tassi e timbri sul retro
Un risparmiatore possedeva due buoni postali fruttiferi serie Q/P, emessi su moduli della precedente serie P. Un timbro aggiornava i tassi per i primi 20 anni, ma lasciava visibili i vecchi tassi, più vantaggiosi, per l'ultimo decennio. I tribunali di primo e secondo grado avevano dato ragione al risparmiatore. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che le condizioni economiche sono determinate dal decreto ministeriale vigente al momento dell'emissione, che si integra automaticamente nel contratto, prevalendo su quanto stampato sul titolo. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello.
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Prescrizione buoni fruttiferi: stop senza foglio info?
Un risparmiatore si vede negare il rimborso di un buono fruttifero a causa della presunta prescrizione. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, sospende la decisione per attendere un'altra pronuncia su un caso simile, incentrato sulle conseguenze della mancata consegna del foglio informativo al momento della sottoscrizione. La questione chiave è se la prescrizione buoni fruttiferi possa decorrere senza che il cliente sia stato adeguatamente informato della scadenza.
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Obblighi informativi buoni postali: il punto della Corte
La Corte di Cassazione esamina un caso di responsabilità di un intermediario per la prescrizione di buoni postali fruttiferi, causata dalla mancata consegna ai risparmiatori del Foglio Informativo Analitico (F.I.A.). I giudici di merito avevano confermato la responsabilità dell'intermediario, ritenendo insufficiente la mera pubblicazione delle condizioni sulla Gazzetta Ufficiale. L'ordinanza interlocutoria della Suprema Corte non decide nel merito ma rinvia la causa, in attesa di una pronuncia su una questione identica e di rilevante valore nomofilattico pendente in un altro procedimento, relativa agli obblighi informativi buoni postali.
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Progressione di carriera: vale come assunzione?
Una lavoratrice, trasferita e promossa, si è vista contestare la promozione dalla società. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione d'appello, stabilendo due principi chiave: la progressione di carriera non è una nuova assunzione e non è soggetta alle regole del reclutamento pubblico. Inoltre, una precedente sentenza che validava il contratto era vincolante (giudicato) e non poteva essere ignorata.
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Conguagli servizio idrico: rinvio alle Sezioni Unite
In un caso riguardante i conguagli del servizio idrico richiesti da una società di gestione a un utente, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Anziché decidere nel merito, la Corte ha disposto il rinvio della causa, attendendo una pronuncia delle Sezioni Unite su una questione analoga. La controversia nasce dal rifiuto dei giudici di primo e secondo grado di riconoscere la legittimità delle somme pretese dalla società per conguagli regolatori relativi a periodi pregressi.
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Buoni postali fruttiferi: prevale il decreto o il titolo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21909/2025, ha stabilito che per i buoni postali fruttiferi della serie 'P' emessi prima del 1986, i tassi di interesse possono essere legittimamente modificati da un successivo decreto ministeriale. La Corte ha chiarito che la normativa successiva, essendo di natura cogente, prevale sulle condizioni originariamente stampate sul retro del titolo, sostituendole automaticamente ai sensi dell'art. 1339 del codice civile. Di conseguenza, è stato accolto il ricorso dell'ente emittente contro un risparmiatore, cassando la sentenza di merito che aveva dato ragione a quest'ultimo.
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Obblighi informativi sui buoni postali: il punto
La Corte di Cassazione esamina un caso relativo agli obblighi informativi degli intermediari nell'emissione di buoni fruttiferi postali. Due risparmiatori hanno citato in giudizio l'emittente per non aver ricevuto il Foglio Informativo Analitico al momento della sottoscrizione, non venendo così a conoscenza della data di scadenza del titolo. I tribunali di merito hanno dato ragione ai risparmiatori. L'intermediario ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale fosse sufficiente. La Corte, riconoscendo l'elevato valore della questione, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando la decisione finale in attesa di un'altra pronuncia su un caso analogo.
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Sconto tariffario sanità: limiti temporali chiari
Un centro medico contesta la richiesta di un'Azienda Sanitaria Provinciale di restituire somme pagate per prestazioni fornite tra il 2008 e il 2012, a seguito dell'applicazione retroattiva di uno sconto tariffario sanità. La Corte di Cassazione accoglie parzialmente il ricorso, stabilendo che lo sconto era legalmente applicabile solo per il triennio 2007-2009 e non per gli anni successivi. La pretesa restitutoria dell'ente sanitario viene quindi ritenuta infondata per gli anni 2010, 2011 e 2012.
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Improcedibilità del ricorso: errore fatale in Cassazione
Una società emittente di prodotti finanziari ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza sfavorevole relativa ai tassi di interesse di un buono postale. La Corte Suprema ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso non per ragioni di merito, ma a causa di un vizio procedurale: la società ricorrente, pur avendo dichiarato di aver ricevuto la notifica della sentenza impugnata, non ha depositato la relativa prova nei termini di legge. Questo errore ha impedito alla Corte di esaminare il caso nel merito, confermando la decisione precedente a favore del risparmiatore.
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Sconto tariffario sanità: i limiti temporali
Una struttura sanitaria ha contestato la richiesta di una ASL di restituire somme per la reintroduzione di uno sconto tariffario. La Corte di Cassazione ha stabilito che lo sconto tariffario sanità, previsto da una legge del 2006, era limitato al triennio 2007-2009. Pertanto, la richiesta di recupero per prestazioni erogate dopo tale periodo è illegittima. La sentenza d'appello è stata annullata con rinvio.
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Saldo zero e onere della prova: la decisione chiave
La Corte di Appello di Firenze si pronuncia su un complesso caso di diritto bancario, stabilendo principi cruciali in materia di saldo zero e onere della prova. La sentenza analizza la situazione di un correntista che, opponendosi a un decreto ingiuntivo e lamentando la mancanza di estratti conto iniziali, chiedeva la restituzione di somme tramite domanda riconvenzionale. La Corte ha confermato che il principio del 'saldo zero' non si applica alla domanda del correntista, in quanto su di esso grava l'onere della prova del proprio credito. La decisione ha inoltre chiarito i limiti dell'azione di regresso del co-garante che ha pagato parte del debito, rideterminando la somma dovuta dagli altri fideiussori.
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Buoni fruttiferi postali: tassi e decreti, vince la legge
Un risparmiatore ha citato in giudizio un intermediario finanziario per ottenere il pagamento di interessi su due buoni fruttiferi postali della serie 'Q/P' secondo i tassi più alti previsti dalla precedente serie 'P', i cui moduli erano stati usati per l'emissione. Il Tribunale ha respinto la domanda, stabilendo che i tassi applicabili sono quelli inferiori, introdotti con un Decreto Ministeriale del 1986. La decisione si fonda sull'art. 173 del D.P.R. 156/1973, che permetteva la modifica dei tassi di interesse con decreto, anche per le serie già emesse. Questa norma, considerata cogente, prevale sulle condizioni stampate sul titolo, escludendo il legittimo affidamento del risparmiatore.
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Canone unico patrimoniale: stop ai canoni elevati
Una società di telecomunicazioni ha contestato avvisi di accertamento di un Comune per canoni di occupazione di suolo pubblico. Il Tribunale ha accolto l'opposizione, annullando gli atti. La decisione si fonda sull'applicazione del canone unico patrimoniale, che fissa un tetto massimo di 800 euro annui per ogni impianto. La sentenza chiarisce che tale limite legale si sostituisce automaticamente alle clausole contrattuali più onerose, anche per i contratti stipulati prima della sua entrata in vigore, a partire dalla sua efficacia.
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