Un cittadino straniero, già espulso dal territorio italiano, è rientrato nel Paese prima del termine consentito. Condannato in appello a otto mesi di reclusione, ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo di essere tornato solo per presenziare alla nascita del figlio, invocando lo stato di necessità e la particolare tenuità del fatto contro l'accusa di rientro illecito dello straniero. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la nascita di un figlio non configura un pericolo grave e imminente alla persona. Inoltre, l'imputato si è rifiutato di fornire il codice del proprio cellulare agli agenti, ostacolando i controlli, e vantava diversi precedenti penali. Pertanto, la condanna per il rientro illecito dello straniero è diventata definitiva con condanna al pagamento delle spese e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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