La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale negli appalti pubblici. Anche senza la firma di un documento formale, il rapporto tra ente pubblico e impresa può essere già vincolante. La Corte ha chiarito che, in base a una legge del 1923 mai abrogata, il verbale di aggiudicazione equivale a un contratto a tutti gli effetti. Questa regola si applica a meno che la Pubblica Amministrazione non dichiari esplicitamente nel bando di voler posticipare la nascita del vincolo alla firma successiva. Di conseguenza, la tesi del Comune, che riteneva nullo l'accordo per mancanza della stipula formale, è stata respinta, affermando il valore legale del verbale di aggiudicazione contratto.
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