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Art. 1325 Codice Civile — Anno 2022

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45 provvedimenti

Altri anni per Art. 1325 Codice Civile

Nullità del contratto per mancanza di causa: il caso delle mille lire
La società Manzoni '43 S.r.l. ha proposto opposizione allo stato passivo della Compagnia Tirrena di Assicurazioni S.p.a. in liquidazione coatta amministrativa, chiedendo l'ammissione di un credito miliardario derivante da un contratto di cessione azionaria avvenuto al prezzo simbolico di mille lire. La Corte d'Appello, in sede di rinvio, ha dichiarato la nullità del contratto per mancanza di causa, rilevando l'assenza di un reale corrispettivo a fronte di ingenti obbligazioni a carico della cedente. La Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, rigettando il ricorso della società cessionaria e compensando le spese di giudizio.
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Esonero dal servizio: spetta l’indennità di bilinguismo
Alcuni dipendenti pubblici della Valle d'Aosta, collocati in esonero dal servizio prima della pensione, hanno chiesto l'inclusione dell'indennità di bilinguismo nel calcolo del loro trattamento economico temporaneo. La Corte d'Appello aveva rigettato la domanda sul presupposto che l'indennità richiedesse la presenza attiva in ufficio. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dei lavoratori. I giudici hanno stabilito che l'indennità di bilinguismo costituisce una competenza accessoria fissa e continuativa, legata alla professionalità del dipendente. Di conseguenza, essa deve essere inserita nella base di calcolo dello stipendio ridotto spettante durante il periodo di esonero, anche in assenza di prestazione lavorativa effettiva.
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Piano di rientro bancario: nullo senza il contratto scritto
Una società correntista e i suoi garanti hanno citato in giudizio una banca per contestare addebiti illegittimi sul conto corrente. La banca ha chiesto la condanna dei clienti al pagamento del saldo negativo, basandosi su un piano di rientro bancario firmato dai clienti stessi. I giudici di merito hanno accolto la richiesta della banca, ritenendo che il piano di rientro esonerasse l'istituto dal produrre il contratto scritto originario. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il piano di rientro bancario ha natura meramente ricognitiva e non sana la mancanza del contratto scritto richiesto a pena di nullità. Di conseguenza, la banca deve sempre dimostrare l'esistenza del contratto originario per pretendere il pagamento.
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Nullità del contratto di mutuo: debiti di terzi e validità
Il Debitore e i Terzi Garanti si oppongono all'esecuzione immobiliare promossa dalla Banca, eccependo la nullità del contratto di mutuo per difetto di causa concreta. Sostengono che la Banca abbia utilizzato la somma mutuata per ripianare debiti pregressi di soggetti terzi senza consenso. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, confermando la validità del finanziamento. I giudici chiariscono che l'impiego delle somme erogate per estinguere passività precedenti non determina la nullità del contratto di mutuo per mancanza di causa. Tale utilizzo presuppone infatti che la somma sia stata comunque messa a disposizione del mutuatario. L'eventuale prelievo non autorizzato configura un mero inadempimento contrattuale della banca e non un vizio di validità del contratto originario.
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Compensazione legale: no al doppio uso dello stesso credito
Un professionista si oppone a un decreto ingiuntivo di venticinquemila euro chiedendo la compensazione legale con un suo presunto controcredito di centosessantamila euro. La Corte d'Appello rigetta l'opposizione rilevando che il professionista aveva già ceduto quel credito a una società terza per acquistare un immobile. La Corte di Cassazione conferma la decisione: chi cede un credito non ne ha più la disponibilità giuridica e non può utilizzarlo per estinguere un proprio debito tramite compensazione legale. Il ricorso viene rigettato e il debitore viene condannato a pagare le spese di giudizio.
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