L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di accertamento nei confronti del Titolare dell'Impresa Familiare, recuperando a tassazione un maggior reddito derivante da una fattura non registrata. Il contribuente ha contestato l'atto, sostenendo che il 49% del maggior reddito accertato dovesse essere imputato al coniuge collaboratore e non a lui. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che in tema di accertamento impresa familiare il maggior reddito d'impresa accertato deve essere imputato interamente al titolare. I collaboratori familiari percepiscono infatti redditi di puro lavoro, limitati a quanto originariamente dichiarato. Inoltre, la Corte ha ribadito che il giudice tributario ha il potere di rideterminare la pretesa nel merito, applicando la tassazione separata richiesta dal contribuente. Il Titolare dell'Impresa Familiare è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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