La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un uomo per il reato di coltivazione di stupefacenti e per la detenzione illecita di marijuana e hashish. L'imputato sosteneva che la presenza di sole tre piante di cannabis, unitamente a un certificato medico, dimostrasse la destinazione del prodotto a un uso personale terapeutico. Tuttavia, i giudici hanno escluso la natura rudimentale dell'attività a causa della presenza di una serra professionale, sistemi di illuminazione e termoregolazione, undici flaconi di fertilizzante e 290 grammi di prodotto già essiccato. Unitamente alla disponibilità di bilancini e contanti, tali elementi hanno attestato un'attività strutturata e non una modesta condotta domestica. La Cassazione ha quindi respinto il ricorso, confermando la pena e il diniego della particolare tenuità del fatto.
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