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Art. 130 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

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182 provvedimenti

Altri anni per Art. 130 Codice di Procedura Penale

Errore materiale: pagamento allo Stato con patrocinio
La Corte di Cassazione interviene per correggere un proprio precedente provvedimento a causa di un errore materiale. L'ordinanza originale aveva liquidato le spese legali direttamente a favore della parte civile, omettendo di specificare che questa era stata ammessa al patrocinio a spese dello Stato. Con la nuova ordinanza, la Corte rettifica la decisione, stabilendo che il pagamento delle spese deve essere effettuato in favore dell'Erario, come previsto dalla legge in caso di errore materiale patrocinio a spese dello Stato.
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Pena pecuniaria omessa: annullamento con rinvio
La Corte di Cassazione ha annullato parzialmente una sentenza di condanna per estorsione a causa della pena pecuniaria omessa. Il giudice di primo grado aveva applicato solo la pena detentiva, commettendo un errore di diritto non sanabile in sede di legittimità per il divieto di 'reformatio in peius'. Il caso è stato rinviato per la sola determinazione della sanzione pecuniaria.
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Morte dell’imputato: la Cassazione annulla la condanna
La Corte di Cassazione ha revocato una propria ordinanza e annullato una sentenza di condanna a seguito della morte dell'imputato, avvenuta prima della decisione di inammissibilità del ricorso. La Corte ha stabilito che una pronuncia emessa dopo il decesso è giuridicamente inesistente, portando all'estinzione del reato.
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Estorsione aggravata: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di tentata estorsione aggravata commessa da due fratelli tramite atti incendiari. La Corte ha annullato la sentenza di condanna, specificando che l'aggravante delle persone riunite richiede la presenza simultanea di almeno due correi al momento della minaccia, non essendo sufficiente una mera successione di atti intimidatori. Tale decisione, estesa anche al coimputato con ricorso inammissibile, apre la via alla prescrizione del reato.
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Correzione errore materiale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di correzione errore materiale in una sentenza di patteggiamento. Un giudice aveva erroneamente concesso la sospensione condizionale della pena, un beneficio non previsto dall'accordo tra le parti e inapplicabile alla pena pattuita. La Corte ha stabilito che tale svista non costituisce un errore di diritto, ma un mero errore materiale, poiché la volontà del giudice nel patteggiamento è vincolata all'accordo. Di conseguenza, l'errore può essere corretto con la procedura semplificata, senza necessità di un'impugnazione ordinaria, ripristinando la coerenza tra la decisione scritta e l'accordo originario.
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Remissione tacita querela: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per truffa. La sentenza chiarisce che l'assenza in aula della persona offesa non costituisce remissione tacita querela se l'atto di citazione non contiene specifici avvisi sulle conseguenze della mancata presentazione. La Corte ha inoltre escluso l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa della recidiva specifica dell'imputato, confermando la condanna per aver raggirato due persone nella locazione di un appartamento.
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Remissione di querela: annullata la condanna per truffa
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una sentenza di condanna per truffa aggravata a carico di due imputati. La decisione è stata presa in seguito alla remissione di querela da parte della persona offesa, intervenuta dopo la sentenza della Corte d'Appello. Questo atto, accettato dagli imputati e accompagnato da un risarcimento, ha determinato l'estinzione del reato, rendendo superflua la valutazione degli altri motivi di ricorso.
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Ricorso per cassazione inammissibile: le regole
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione proposto da due imputati condannati per rapina pluriaggravata. La decisione chiarisce che l'accordo sulla pena raggiunto in appello (c.d. concordato) preclude la possibilità di contestare successivamente il trattamento sanzionatorio. Inoltre, viene ribadito che la rinuncia a un motivo d'appello impedisce di riproporlo in sede di legittimità, consolidando l'inammissibilità del gravame.
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Correzione errore materiale: la sentenza letta prevale
La Corte di Cassazione affronta un caso di discordanza tra il dispositivo letto in udienza, che assolveva un'imputata, e quello depositato per iscritto, che invece la condannava parzialmente. La Corte ha stabilito che si tratta di una mera correzione errore materiale, affermando la prevalenza del dispositivo letto in aula e procedendo direttamente alla sua rettifica ai sensi dell'art. 619 c.p.p., pur dichiarando il ricorso inammissibile.
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Confisca facoltativa: non si aggiunge dopo la sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato la parte di una sentenza relativa alla confisca di beni, poiché disposta illegittimamente dal giudice di primo grado tramite la procedura di correzione di errore materiale. Tale procedura, secondo la Corte, non può essere utilizzata per introdurre statuizioni discrezionali come una confisca facoltativa, che alterano la sostanza della decisione originaria. Sono stati invece respinti i motivi relativi alla particolare tenuità del fatto e alla concessione delle attenuanti generiche.
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Contraddizione in sentenza: annullata condanna evasione
Un uomo, ai domiciliari, esce di casa per raggiungere i Carabinieri da lui stesso chiamati a causa di conflitti familiari. Condannato in primo e secondo grado per evasione, ricorre in Cassazione. La Suprema Corte annulla la sentenza per una insanabile contraddizione in sentenza tra la parte dispositiva e la motivazione, nonché per un'errata valutazione sulla non applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio.
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Errore materiale: quando non si può correggere la pena
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'errata applicazione della riduzione di pena per il rito abbreviato non costituisce un semplice errore materiale, ma un errore di diritto. Di conseguenza, tale vizio non può essere corretto tramite la procedura di correzione dell'errore materiale, ma deve essere impugnato con i mezzi ordinari. Il ricorso dell'imputata, che lamentava un errato calcolo nella sentenza di condanna, è stato quindi respinto perché la procedura scelta non era quella corretta per sanare un errore concettuale nella quantificazione della pena.
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Correzione errore materiale: no per le spese legali
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omessa statuizione sulle spese legali sostenute dalla parte civile non costituisce un errore materiale correggibile ai sensi dell'art. 130 cod. proc. pen. Tale omissione, derivando da una valutazione discrezionale del giudice, deve essere impugnata con i mezzi ordinari e non tramite istanza di correzione. Di conseguenza, il ricorso della parte civile, che lamentava la mancata liquidazione delle spese in una precedente sentenza di inammissibilità dell'appello, è stato dichiarato inammissibile.
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Provvedimento abnorme: revoca monocratica illegittima
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza con cui il Presidente di una Corte d'appello aveva revocato, agendo da solo, un precedente provvedimento collegiale. Tale atto è stato definito un provvedimento abnorme perché emesso da un organo incompetente (monocratico anziché collegiale) e con una motivazione contraddittoria, violando le regole procedurali e i poteri stabiliti dalla legge.
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Revoca indulto: limiti del giudice dell’esecuzione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza della Corte di Appello che, anziché decidere sulla richiesta di revoca di un indulto, aveva rigettato la concessione originaria del beneficio. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice dell'esecuzione è vincolato al 'principio della domanda' e non può pronunciarsi oltre i limiti della richiesta formulata dalle parti. La decisione sottolinea l'importanza del rispetto delle regole procedurali nella fase esecutiva, specialmente per la revoca indulto.
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Associazione per delinquere: quando si configura il reato?
La Corte di Cassazione ha affrontato un ricorso su una condanna per associazione per delinquere finalizzata a reati contro il patrimonio. La Corte ha dichiarato inammissibili alcuni ricorsi per genericità o per patteggiamento in appello, e ha rigettato gli altri. Ha confermato che l'esistenza di un'organizzazione criminale stabile si può desumere dalla commissione seriale e organizzata di reati, distinguendola dal semplice concorso di persone. La sentenza chiarisce anche aspetti su rapina, riciclaggio consumato e valutazione della recidiva.
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Reato commesso all’estero: la richiesta del Ministro
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 36905/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di reato commesso all'estero da un cittadino italiano. Nel caso di una truffa ai danni di una società straniera, la Corte ha confermato che la sola richiesta di procedimento del Ministro della Giustizia non è sufficiente per avviare l'azione penale. Se il reato, secondo la legge italiana, è procedibile a querela, quest'ultima rimane una condizione indispensabile e non può essere surrogata dall'atto ministeriale. La decisione sottolinea la preminenza della volontà della persona offesa.
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Correzione errore materiale: la nullità senza udienza
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di correzione errore materiale con cui un giudice aveva eliminato la condanna di un responsabile civile al pagamento delle spese legali. La decisione è stata presa 'de plano', ovvero senza convocare le parti per un'udienza. La Suprema Corte ha ritenuto tale procedura affetta da nullità insanabile per violazione del principio del contraddittorio, in quanto le parti civili non hanno potuto esporre le proprie ragioni.
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Ricorso inammissibile per motivi già decisi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato contro una sentenza di condanna della Corte d'Appello. La decisione si fonda sul fatto che i motivi del ricorso erano meramente riproduttivi di argomenti già esaminati e respinti nel precedente grado di giudizio, senza sollevare nuove questioni di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Morte dell’imputato: sentenza nulla e revoca confisca
La Corte di Cassazione ha revocato una propria precedente sentenza e annullato la condanna d'appello per reati tributari, poiché l'imputato era deceduto oltre un anno prima della pronuncia. A seguito della richiesta dell'erede, la Corte ha riconosciuto l'evento come un errore materiale, dichiarando l'inesistenza giuridica della sentenza emessa post mortem. Di conseguenza, ha dichiarato l'estinzione del reato per morte dell'imputato e ha disposto la revoca della confisca dei beni, in quanto tale misura presuppone una condanna valida.
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