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Art. 13 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

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98 provvedimenti

Detrazione IVA frode: onere della prova del Fisco
Una società si è vista negare la detrazione IVA e la deduzione di costi per operazioni ritenute soggettivamente inesistenti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26374/2025, ha ribadito i principi sull'onere della prova in materia di detrazione IVA in caso di frode. L'Amministrazione Finanziaria deve dimostrare non solo la fittizietà del fornitore, ma anche la consapevolezza del contribuente di partecipare alla frode. L'ordinanza analizza anche la deducibilità dei costi e delle spese per carburanti, specificando che il solo pagamento tracciabile non basta a provare l'inerenza della spesa.
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Deontologia notarile: sanzioni per onorari illeciti
La Corte di Cassazione ha confermato le sanzioni disciplinari a carico di un notaio per aver percepito onorari non dovuti, emesso fatture irregolari e per scarsa collaborazione con il Consiglio Notarile. La sentenza chiarisce che la deontologia notarile impone una condotta irreprensibile, il cui danno non si limita al fisco ma si estende alla concorrenza e alla clientela. Il solo ravvedimento operoso fiscale non è sufficiente a mitigare la sanzione, data la natura plurioffensiva dell'illecito.
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Solidarietà IVA: responsabilità acquirente per vendite
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato la responsabilità dell'acquirente per la solidarietà IVA in caso di acquisto di beni a un prezzo inferiore a quello di mercato, qualora il venditore ometta il versamento dell'imposta. La Corte ha ribadito che, per l'applicazione di tale principio, non è necessaria la prova della partecipazione dell'acquirente alla frode, essendo sufficienti la sproporzione del prezzo e il mancato pagamento dell'IVA da parte del cedente. L'onere di dimostrare la legittimità del prezzo inferiore ricade sull'acquirente.
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Soccombenza processuale: chi paga le spese legali?
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della condanna alle spese legali. In un caso di opposizione di terzo per l'accertamento di un credito, si è stabilito che la parte che si "rimette al giudizio" del giudice, senza prendere una posizione definita, non può essere considerata soccombente. La Corte ha rigettato il ricorso di chi sosteneva il contrario, affermando che l'interpretazione della posizione processuale di una parte è un'attività del giudice di merito, non sindacabile in sede di legittimità se non per vizi di motivazione. Questo rafforza il principio di soccombenza processuale, legandolo a una reale contrapposizione tra le parti.
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Indagini bancarie: onere della prova del contribuente
Un professionista ha contestato un accertamento fiscale basato su indagini bancarie, sostenendo l'illegittimità di una valutazione "per masse" delle operazioni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, riaffermando il principio secondo cui i movimenti bancari si presumono fiscalmente rilevanti. Spetta quindi al contribuente l'onere di fornire una prova analitica e specifica della natura non imponibile di ciascuna operazione, invertendo di fatto l'onere probatorio. L'accertamento che raggruppa operazioni omogenee è stato ritenuto legittimo.
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Provvigione mediatore: quando è dovuta senza nesso?
Una società immobiliare ha richiesto il pagamento della provvigione per la vendita di un immobile acquistato dai convenuti direttamente da una procedura fallimentare. Nonostante un accordo scritto che prevedeva il pagamento della provvigione mediatore anche in questo caso, la Corte di Cassazione ha respinto la richiesta. La Corte ha stabilito che, sebbene le parti possano derogare al principio del nesso di causalità, il compenso deve essere giustificato da una controprestazione specifica e concreta da parte del mediatore, che in questo caso è stata ritenuta assente.
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Errore di fatto: Revocazione sentenza Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce la distinzione tra errore di fatto ed errore di giudizio. Un'ordinanza è stata revocata per un errore di fatto, consistente nell'aver omesso di esaminare un motivo del ricorso incidentale. Tuttavia, riesaminando il motivo, la Corte lo ha ritenuto inammissibile, confermando di fatto la decisione precedente e compensando le spese legali.
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Poteri amministratore condominio: nomina avvocato
Un avvocato ha chiesto il pagamento del proprio compenso a un condominio per averlo difeso in una causa di risarcimento danni. Il condominio si è opposto, sostenendo che l'amministratore non avesse il potere di nominare un legale senza una delibera dell'assemblea. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del condominio, affermando che rientra tra i poteri dell'amministratore condominio compiere atti conservativi, inclusa la nomina di un difensore per resistere a una richiesta di risarcimento per danni causati da beni comuni, senza necessità di autorizzazione o ratifica assembleare.
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Annullamento delibera condominiale: effetti sul debito
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'annullamento della delibera condominiale di ripartizione delle spese non estingue automaticamente l'obbligo di pagamento del condomino, specialmente per le spese ordinarie. In un caso complesso che vedeva contrapposti un condominio e una società immobiliare, la Corte ha chiarito che, anche a fronte dell'annullamento della delibera per erronea applicazione di tabelle millesimali convenzionali, il giudice dell'opposizione a decreto ingiuntivo deve comunque verificare la fondatezza del credito del condominio. In pratica, il giudice dovrà ricalcolare le somme dovute sulla base dei corretti criteri legali, senza che il debito venga meno del tutto.
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Firma ordinanza ingiunzione: la Cassazione conferma
Un avvocato impugna un'ordinanza per una violazione stradale, contestando l'autorità del viceprefetto e l'assenza di firma autografa. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo che la firma ordinanza ingiunzione da parte di un funzionario delegato è legittima e che la sottoscrizione meccanizzata sostituisce quella manuale. Il ricorrente viene sanzionato per lite temeraria.
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Ricorso per revocazione: errore di fatto e oneri
Un cittadino presenta un ricorso per revocazione contro un'ordinanza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che la mancata specificazione dei motivi di appello nel ricorso per cassazione è un vizio procedurale del ricorrente, non un errore percettivo del giudice. La decisione sottolinea il rigore del principio di autosufficienza e sanziona il ricorrente per lite temeraria.
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Ricorso inammissibile: condanna per lite temeraria
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato contro una decisione della Corte d'Appello che negava la revocazione di una precedente sentenza. L'appello, ritenuto carente nei requisiti formali e basato su un rimedio giuridico errato (revocazione anziché ricorso per cassazione per violazione di giudicato), ha portato alla condanna dei ricorrenti per lite temeraria, con sanzioni economiche sia verso la controparte che verso la cassa delle ammende.
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Impugnazione ordinanza 702 ter: appello o cassazione?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che aveva respinto un'opposizione a decreto ingiuntivo per onorari legali. La Corte chiarisce che l'impugnazione di un'ordinanza emessa ai sensi dell'art. 702-ter c.p.c. deve avvenire tramite appello, non con ricorso diretto in Cassazione, in applicazione del principio di apparenza, a prescindere dalla correttezza del rito seguito in primo grado.
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Termine impugnazione: appello tardivo è inammissibile
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze del mancato rispetto del termine di impugnazione di sei mesi previsto dall'art. 327 c.p.c. Il caso riguarda un ricorso presentato oltre la scadenza, a seguito di una controversia su un pagamento per lavori edili, ridotto in appello. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile senza entrare nel merito, confermando l'importanza cruciale del rispetto dei termini processuali.
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Errore di fatto revocatorio: quando è inammissibile
Una società ha presentato un ricorso per errore di fatto revocatorio contro una decisione della Cassazione, sostenendo che la Corte avesse erroneamente percepito l'esistenza di un procedimento amministrativo. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la doglianza riguardava un errore di valutazione e non un errore percettivo, ribadendo i limiti di questo strumento processuale.
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Agevolazioni fiscali ASD: quando si perdono i benefici
Un'associazione sportiva dilettantistica (ASD) si è vista negare le agevolazioni fiscali poiché, secondo l'Amministrazione Finanziaria, operava di fatto come un'impresa commerciale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'associazione, confermando che la mancanza di una reale vita democratica interna e l'indiretta distribuzione di utili sono motivi sufficienti per perdere i benefici fiscali, a prescindere dalla formale correttezza dello statuto.
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Esenzione imposta di registro: la Cassazione chiarisce
Un contribuente ottiene due ordinanze di assegnazione somme per un valore inferiore a € 1.033,00. L'Amministrazione Finanziaria richiede il pagamento dell'imposta di registro, sostenendo che l'esenzione si applichi solo alle cause del Giudice di Pace. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso dell'ente, confermando che l'esenzione imposta di registro per valore modesto ha portata generale e si applica a tutti i procedimenti giudiziari, indipendentemente dal giudice adito, per alleggerire il carico fiscale su controversie di minima entità economica.
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Presunzione distribuzione utili: la Cassazione conferma
Una società di costruzioni e i suoi partner hanno contestato avvisi di accertamento per redditi non dichiarati. La Corte di Cassazione ha respinto i loro ricorsi, confermando la legittimità dell'operato del Fisco. La Corte ha ribadito la validità della presunzione distribuzione utili ai soci nelle società a ristretta base partecipativa, invertendo l'onere della prova a carico dei contribuenti, i quali devono dimostrare il reinvestimento degli utili. La decisione ha inoltre validato la motivazione degli atti per relationem a un verbale della Guardia di Finanza.
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