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Art. 13 Costituzione — Sezione Terza Penale

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168 provvedimenti

Altri anni per Art. 13 Costituzione

Daspo e prove: ferite non bastano per la convalida
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di daspo con obbligo di firma nei confronti di un tifoso. La Corte ha stabilito che il solo fatto di essere stato trovato ferito dopo degli scontri non costituisce una prova sufficiente della sua partecipazione attiva alla rissa, poiché potrebbe essere stato semplicemente una vittima. Di conseguenza, la motivazione del Giudice per le Indagini Preliminari che aveva convalidato la misura è stata ritenuta inadeguata, in quanto non ha ricostruito in modo compiuto il ruolo effettivo del soggetto.
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Diritto di difesa DASPO: la Cassazione annulla convalida
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un D.A.SPO emesso dal Questore. La decisione si fonda sulla violazione del diritto di difesa, in quanto il Giudice per le Indagini Preliminari non aveva tenuto conto della memoria difensiva tempestivamente inviata via PEC dal legale del destinatario della misura. La Suprema Corte ha chiarito che tale omissione costituisce un vizio di motivazione che impone l'annullamento con rinvio al tribunale per una nuova valutazione, riaffermando la centralità del contraddittorio anche nei procedimenti urgenti come la convalida del diritto di difesa DASPO.
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Omessa valutazione memoria: DASPO annullato dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un DASPO con obbligo di presentazione alla polizia. La decisione si fonda sulla omessa valutazione della memoria difensiva presentata dal ricorrente tramite PEC. Il giudice di primo grado aveva ignorato la memoria, che conteneva un argomento decisivo: un precedente a carico del soggetto, risalente a 16 anni prima, non era sufficiente a dimostrare una sua attuale pericolosità. La Corte ha ritenuto la motivazione del giudice "meramente apparente", dichiarando inefficace l'obbligo di presentazione.
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Memoria difensiva ignorata: DASPO annullato
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un DASPO con obbligo di presentazione. La decisione è motivata dal fatto che il giudice non ha considerato una memoria difensiva, regolarmente inviata tramite PEC, che conteneva un argomento decisivo: la presunta pericolosità del soggetto era basata su un precedente vecchio di quasi 20 anni. Questa omissione ha reso la motivazione del provvedimento "meramente apparente", violando il diritto di difesa.
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Convalida Daspo: 48 ore di difesa sono inviolabili
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di convalida daspo emessa da un GIP prima dello scadere del termine di 48 ore dalla notifica del provvedimento all'interessato. La sentenza ribadisce che questo termine è essenziale per garantire un effettivo diritto di difesa, come previsto dall'articolo 13 della Costituzione. La Corte ha stabilito che una convalida anticipata è viziata da violazione di legge e deve essere annullata, rendendo inefficace il provvedimento del Questore.
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Diritto di difesa: DASPO nullo senza 48 ore
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di convalida di un DASPO perché emessa prima della scadenza del termine di 48 ore concesso all'interessato per presentare le proprie memorie. La sentenza ribadisce che il mancato rispetto di questo termine per l'esercizio del diritto di difesa comporta la nullità del provvedimento, in quanto viola un principio fondamentale garantito dalla Costituzione.
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Diritto di difesa: DASPO nullo se deciso prima di 48h
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un DASPO con obbligo di presentazione, poiché emessa prima della scadenza del termine di 48 ore concesso all'interessato per esercitare il proprio diritto di difesa. La Corte ha ribadito che tale termine è perentorio e la sua violazione comporta la nullità del provvedimento.
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Custodia cautelare: termini massimi e rinvio
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17814/2024, ha chiarito le regole per il calcolo della durata massima della custodia cautelare dopo un annullamento con rinvio. Se la condanna per i reati che giustificano la misura è diventata in parte definitiva, si applicano i termini di durata complessiva (più lunghi) e non quelli di fase (più brevi). Questa decisione si basa sul principio del 'giudicato progressivo', per cui l'affermazione di responsabilità, ormai irrevocabile, giustifica una protrazione della misura detentiva.
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Interrogatorio preventivo: quando eccepire la nullità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 41645/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di arresti domiciliari. Il motivo del ricorso era il mancato espletamento dell'interrogatorio preventivo. La Corte ha stabilito che tale nullità, definita a regime intermedio, deve essere eccepita nelle sedi opportune (interrogatorio di garanzia o riesame) e non per la prima volta in Cassazione, pena la decadenza dal diritto di farla valere.
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Misure cautelari: la prova di resistenza dopo l’annullo
Un uomo era stato sottoposto a custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte di Cassazione aveva inizialmente annullato l'ordinanza a causa dell'inutilizzabilità di prove derivanti da un telefono sequestrato. In sede di rinvio, il tribunale ha confermato la misura basandosi sulle prove residue. La Cassazione, con la nuova sentenza, ha parzialmente confermato tale decisione, specificando i criteri della cosiddetta "prova di resistenza" per le misure cautelari. Ha stabilito che, sebbene la maggior parte delle accuse fosse supportata da sufficienti prove residue (come le videoriprese), per tre capi d'imputazione specifici la motivazione era carente, portando a un annullamento parziale con un nuovo rinvio.
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Obbligo di motivazione: annullato DASPO per vizi
La Cassazione ha annullato un'ordinanza di convalida di un DASPO con obbligo di firma, evidenziando l'obbligo di motivazione del giudice. Il Giudice per le indagini preliminari aveva omesso di valutare una memoria difensiva e di motivare sulla necessità e urgenza della misura, vizi che hanno portato all'annullamento con rinvio.
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Trasporto illecito di rifiuti: quando è reato?
La Corte di Cassazione chiarisce che il trasporto illecito di rifiuti è reato anche per un singolo episodio, se non c'è assoluta occasionalità. Un uomo condannato per aver trasportato 300-500kg di rottami ferrosi ha visto il suo ricorso respinto perché la quantità e l'uso di un autocarro denotano un'organizzazione minima, escludendo l'occasionalità.
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Obbligo di presentazione: limiti e illegittimità
Un tifoso, destinatario di un provvedimento di DASPO della durata di cinque anni, ha contestato l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria imposto dal Questore. La Corte di Cassazione ha analizzato i diversi motivi di ricorso, ritenendone fondato solo uno: la mancanza di motivazione sull'imposizione di una doppia presentazione (all'inizio e alla fine della partita) per le gare disputate in trasferta. Secondo la Corte, tale obbligo risulta irragionevole e sproporzionato quando la distanza rende impossibile per l'interessato raggiungere il luogo dell'incontro. Di conseguenza, la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente a questo specifico punto, con rinvio al GIP per un nuovo esame, dichiarando inammissibile il ricorso nel resto.
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Termine impugnazione: il ricorso tardivo è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché depositato oltre il termine impugnazione. Il caso riguardava la richiesta di revisione di una condanna, basata sull'assoluzione di coimputati. La Corte chiarisce il calcolo dei termini processuali in relazione alla sospensione feriale, confermando che il mancato rispetto delle scadenze comporta l'inammissibilità e sanzioni pecuniarie, senza entrare nel merito della questione.
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Obbligo di firma: la Cassazione e la motivazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un tifoso destinatario di un DASPO con obbligo di firma. Il ricorrente lamentava la mancata valutazione da parte del G.I.P. della memoria difensiva, delle esigenze lavorative e della carenza di urgenza. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che le censure erano generiche. Ha chiarito che la motivazione del G.I.P. era adeguata e che spetta al ricorrente dimostrare in modo specifico e non generico come i suoi argomenti avrebbero potuto cambiare la decisione e come le sue esigenze lavorative siano concretamente e costantemente incompatibili con l'obbligo di firma.
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Termine difesa DASPO: la Cassazione annulla convalida
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un DASPO con obbligo di firma, poiché il Giudice per le Indagini Preliminari non ha rispettato il termine difesa DASPO di 48 ore concesso all'interessato per presentare memorie difensive. La violazione di questo termine perentorio lede il diritto di difesa e comporta la nullità del provvedimento di convalida, rendendo inefficace l'obbligo di presentazione.
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Reddito di cittadinanza: omissioni e reato confermato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di indebita percezione del reddito di cittadinanza. L'imputato aveva omesso informazioni cruciali sul patrimonio e reddito familiare, superando le soglie di legge. La Corte ha respinto l'argomento dell'abrogazione della norma, stabilendo che le sanzioni penali continuano ad applicarsi per i fatti commessi prima del 2024.
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Ricorso per cassazione sequestro: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per abbruciamento di rifiuti. Il ricorso per cassazione sequestro è stato rigettato perché la censura sulla motivazione non integrava una violazione di legge, ma una critica sulla sua sufficienza, non sindacabile in sede di legittimità. La Corte ha ritenuto che la motivazione del Tribunale del riesame, seppur contestata, esistesse e non fosse meramente apparente.
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Obbligo di presentazione: quando è reato ometterlo
Un tifoso sanzionato con DASPO e obbligo di presentazione alla polizia omette di presentarsi. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso, affermando che la violazione dell'obbligo di presentazione è un reato omissivo che si perfeziona con la sola mancata comparizione, a prescindere dal rispetto del divieto di accesso allo stadio.
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Custodia cautelare spaccio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo a cui era stata applicata la custodia cautelare per spaccio di sostanze stupefacenti. L'uomo, già ai domiciliari, continuava a vendere droga con modalità sistematiche. La Corte ha confermato la misura, escludendo il 'fatto di lieve entità' e ritenendo adeguata la motivazione del provvedimento, valorizzando la continuità del reato e la pericolosità sociale del soggetto.
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