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Art. 13 Costituzione — Sezione Terza Penale

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168 provvedimenti

Altri anni per Art. 13 Costituzione

Diritto di difesa DASPO: la Cassazione chiarisce
Un soggetto ricorre in Cassazione contro la convalida di una misura di prevenzione simile al DASPO, lamentando la violazione del diritto di difesa per l'impossibilità di accedere agli atti durante il fine settimana. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che il diritto di difesa DASPO può essere esercitato accedendo agli atti non solo presso la cancelleria del giudice, ma anche presso la Questura o la segreteria del Pubblico Ministero, rendendo irrilevante la chiusura degli uffici giudiziari nei giorni festivi.
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DASPO recidivo: la Cassazione e l’obbligo di firma
Un tifoso, già destinatario in passato di misure analoghe, riceve un nuovo DASPO con obbligo di firma per comportamenti provocatori durante una partita di basket. Il suo ricorso, basato su un presunto difetto di motivazione e sulla violazione del diritto di difesa, viene respinto. La Corte di Cassazione conferma che per un DASPO recidivo l'obbligo di firma è quasi automatico e che spetta al ricorrente dimostrare di non aver potuto accedere agli atti. La decisione sottolinea il rigore della normativa verso chi reitera condotte pericolose negli stadi.
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Termini giudizio di rinvio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 40100/2025, ha rigettato il ricorso di un imputato per traffico di stupefacenti, stabilendo un principio chiave sui termini del giudizio di rinvio. La Corte ha chiarito che il termine di dieci giorni per la decisione del Tribunale del riesame, a seguito di un annullamento con rinvio, decorre dalla ricezione degli atti nuovamente richiesti all'autorità procedente e non dalla trasmissione del fascicolo da parte della Cassazione. Questa interpretazione garantisce la completezza del quadro probatorio per il nuovo giudizio, bilanciando celerità e diritto di difesa. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché basato su una errata interpretazione della decorrenza dei termini processuali.
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Favoreggiamento prostituzione: la Cassazione decide
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per favoreggiamento della prostituzione e sfruttamento della convivente. La Corte ha confermato che, sebbene la coabitazione con una persona che si prostituisce non sia di per sé reato, lo diventa quando è accompagnata da condotte che agevolano o traggono profitto dall'attività, superando la semplice contribuzione alle spese familiari. Il ricorso, che sollevava questioni di costituzionalità e contestava la valutazione delle prove, è stato respinto in quanto mirava a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Amministratore di fatto: la Cassazione e la prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore, condannato per omessa dichiarazione fiscale in qualità di amministratore di fatto di una società. La Corte ha ribadito che non può riesaminare nel merito le prove, ma solo verificare la logicità della motivazione. Il ricorso è stato respinto perché, invece di denunciare un errore percettivo del giudice (travisamento della prova), mirava a ottenere una nuova e diversa valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La sentenza conferma la piena responsabilità penale dell'amministratore di fatto che gestisce un'impresa al pari di quello di diritto.
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Memoria difensiva ignorata: D.A.Spo. annullato
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di convalida di un D.A.Spo. con obbligo di presentazione, poiché il Giudice per le Indagini Preliminari aveva completamente ignorato la memoria difensiva depositata dal legale del ricorrente. Questa omissione ha integrato una violazione del diritto di difesa, rendendo il provvedimento nullo in quanto la motivazione risultava carente rispetto alle specifiche censure sollevate dalla difesa.
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Giudizio di rinvio: i termini per la decisione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 39453/2025, ha rigettato il ricorso di un indagato sottoposto a custodia cautelare per narcotraffico. La Corte ha ribadito un principio cruciale sul giudizio di rinvio: il termine di dieci giorni per decidere non decorre dalla trasmissione degli atti dalla Cassazione, ma dalla ricezione del fascicolo completo richiesto all'autorità procedente. Questa procedura, sebbene possa allungare i tempi, garantisce una valutazione completa e aggiornata, tutelando i diritti della difesa. La Corte ha inoltre ritenuto inammissibili le altre censure relative alla valutazione delle prove residue e alla motivazione della misura.
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Convalida DASPO: i limiti del controllo del giudice
Un soggetto impugna in Cassazione la convalida di un DASPO con obbligo di firma, sostenendo di non aver partecipato ai disordini allo stadio. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, specificando che la convalida DASPO si basa su un controllo 'cartolare', cioè limitato ai documenti forniti dal Questore, senza possibilità per il giudice di riesaminare prove come i video. La Corte conferma che la valutazione è 'res sic stantibus', basata sugli atti disponibili in quel momento.
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Convalida DASPO: l’obbligo di motivazione del GIP
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di convalida DASPO emessa dal GIP di Milano. La Corte ha stabilito che il controllo del giudice non può essere meramente formale, ma deve includere una valutazione sostanziale e motivata sulla pericolosità del soggetto e sulla necessità e urgenza della misura. La violazione del termine di 48 ore per la difesa è stata invece ritenuta irrilevante in assenza di un pregiudizio concreto per l'interessato. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Termine a difesa DASPO: la Cassazione fissa 48 ore
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un DASPO con obbligo di presentazione, poiché emessa prima dello scadere delle 48 ore dalla notifica al destinatario. La sentenza stabilisce che il termine a difesa DASPO è un diritto inviolabile che garantisce un adeguato contraddittorio, e un tempo inferiore a 48 ore lo rende inesercitabile. La violazione di questo termine comporta l'illegittimità della convalida e la perdita di efficacia della misura.
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DASPO recidivo: la Cassazione sull’obbligo di firma
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un tifoso destinatario di un secondo DASPO con obbligo di presentazione. La sentenza chiarisce che la violazione del termine dilatorio di 48 ore per la difesa è irrilevante se non si dimostra un pregiudizio concreto. Inoltre, in caso di DASPO recidivo, l'obbligo di firma è automatico e non richiede una nuova valutazione della pericolosità del soggetto, in quanto questa è presunta dalla legge.
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Sequestro probatorio rifiuti: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due imprenditori contro un sequestro probatorio di rifiuti tessili. La sentenza chiarisce che i termini per la trasmissione degli atti al Tribunale del Riesame non sono perentori e che l'onere di dimostrare che un materiale è un sottoprodotto, e non un rifiuto, spetta a chi ne detiene il possesso. La Corte ha confermato la legittimità del sequestro basato su un fondato sospetto di reato ambientale.
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Memoria difensiva DASPO: il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un tifoso contro la convalida di un DASPO di cinque anni. Il ricorrente sosteneva che il Giudice per le Indagini Preliminari (G.I.P.) non avesse considerato la sua memoria difensiva DASPO, depositata tempestivamente. La Corte ha stabilito che, sebbene non menzionata esplicitamente, la memoria era stata di fatto valutata, poiché le argomentazioni del G.I.P. sulla pericolosità della condotta (lancio di un fumogeno) rispondevano implicitamente ai punti sollevati dalla difesa. Il ricorso è stato quindi rigettato per manifesta infondatezza.
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Convalida DASPO: legittimo il procedimento cartolare
Un soggetto, già in stato di detenzione, impugnava un provvedimento di DASPO, lamentando la violazione del diritto di difesa per i termini ristretti e l'incostituzionalità della procedura di convalida. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la procedura di convalida DASPO, pur essendo esclusivamente cartolare e con termini brevi, garantisce adeguatamente il diritto di difesa e risponde a legittime esigenze di celerità e sicurezza pubblica.
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Ordine di demolizione: la sospensiva del TAR non basta
Una società contesta un ordine di demolizione per un immobile abusivo, forte di una sospensiva ottenuta dal TAR contro l'annullamento dei suoi permessi a costruire. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30955/2024, ha rigettato il ricorso, stabilendo che una semplice misura cautelare amministrativa non è sufficiente per bloccare l'esecuzione di un ordine di demolizione penale divenuto definitivo. Per la sospensione, è necessario un atto che crei un conflitto insanabile, non una semplice sospensiva provvisoria.
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Intermediazione scommesse illegale: la Cassazione
La Cassazione conferma la condanna per un gestore di un centro scommesse per il reato di intermediazione scommesse illegale. Il ricorso è inammissibile perché la raccolta di scommesse per conto di un bookmaker senza autorizzazione integra il delitto previsto dall'art. 4, comma 4-bis, l. 401/1989, e non una semplice contravvenzione.
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Obbligo di firma: la motivazione del Questore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un tifoso contro un DASPO decennale con obbligo di firma. Il provvedimento era stato emesso per un'aggressione avvenuta al di fuori di un evento sportivo ('DASPO fuori contesto'). La Corte ha chiarito che, per chi ha già ricevuto un DASPO in passato, l'applicazione dell'obbligo di firma è mandatoria e non discrezionale, rendendo sufficiente la motivazione basata sulla pericolosità del soggetto e sulla recidiva, con un'interpretazione restrittiva del requisito dell'urgenza.
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Bancarotta e reati fiscali: la Cassazione decide
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un amministratore di fatto condannato per bancarotta e reati fiscali, confermando che il reato di occultamento di scritture contabili non viene assorbito da quello di bancarotta documentale. L'affidamento al commercialista non esclude la responsabilità penale.
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Deposito incontrollato di rifiuti: no a nuove prove
La Corte di Cassazione conferma la condanna per il reato di deposito incontrollato di rifiuti a carico del legale rappresentante di una società. Il ricorso, basato su presunti vizi procedurali e sulla richiesta di nuove prove, è stato respinto. La Corte ha ribadito che non può riesaminare i fatti e che le eccezioni procedurali, come la revoca di un testimone, devono essere sollevate immediatamente per non decadere. Viene inoltre negata la particolare tenuità del fatto a causa della gravità della condotta.
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Convalida DASPO: l’obbligo di motivazione del GIP
Un soggetto ricorre contro la convalida di un provvedimento del Questore che imponeva l'obbligo di firma per dieci anni. La Cassazione annulla la decisione del GIP, ritenendo la motivazione carente e meramente assertiva. Il giudice della convalida DASPO deve svolgere un controllo sostanziale ed esaustivo sui presupposti della misura, non un mero controllo formale.
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