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Art. 13 Costituzione — Anno 2023

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198 provvedimenti

Altri anni per Art. 13 Costituzione

Termine convalida trattenimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di convalida del trattenimento di un cittadino straniero, stabilendo che il mancato rispetto del termine di 48 ore per la trasmissione degli atti al giudice da parte dell'autorità di pubblica sicurezza rende la misura inefficace. La sentenza sottolinea come questo termine perentorio sia posto a garanzia della libertà personale, un diritto costituzionalmente protetto.
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Pericolosità sociale: quando è legittima la confisca?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'erede di un soggetto proposto per una misura di prevenzione. Il ricorso contestava la data di inizio della pericolosità sociale del defunto, ma la Corte ha ritenuto che mancasse un interesse concreto alla decisione, poiché i beni confiscati erano stati acquistati dopo la data contestata. La sentenza ribadisce che il giudizio sulla pericolosità sociale può basarsi su un rinvio a giudizio per associazione mafiosa, corroborato da altri elementi, e che la sproporzione economica deve essere dimostrata con calcoli dettagliati.
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Notifica all’imputato: quando è valida e sanata
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che lamentava la nullità della notifica all'imputato del decreto di citazione a giudizio. La Corte ha stabilito che la notifica al difensore d'ufficio è rituale se l'imputato, risultato irreperibile presso il domicilio eletto, omette di comunicare tempestivamente all'autorità giudiziaria ogni successivo mutamento, come previsto dalla legge. Confermate le statuizioni civili nonostante la prescrizione dei reati.
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Ingente quantità: Cassazione su inammissibilità ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per traffico di stupefacenti con l'aggravante dell'ingente quantità. Il ricorso è stato respinto perché le censure erano una mera ripetizione di quelle già presentate in appello e tendevano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La Corte ha confermato la corretta applicazione dell'aggravante, basata non solo sulla quantità di droga (oltre 56 kg di hashish), ma anche sul principio attivo e sul contesto criminale.
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Rinuncia al ricorso: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi presentati da due indagati in un noto caso di disastro colposo, a seguito della loro formale rinuncia al ricorso. La decisione sottolinea le conseguenze procedurali ed economiche di tale atto, che preclude l'esame nel merito e comporta la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Trattenimento migranti: la quarantena non è detenzione
Un cittadino straniero ha impugnato la proroga del suo trattenimento, sostenendo l'illegittimità del provvedimento a causa di un precedente periodo di quarantena e di una manifestazione di volontà di chiedere asilo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la quarantena sanitaria per i migranti è una limitazione della libertà di circolazione e non della libertà personale, quindi non si computa nel periodo massimo di trattenimento. Inoltre, la richiesta di protezione internazionale, per essere ostativa al respingimento, deve essere presentata alle autorità competenti. La sentenza consolida i principi sul trattenimento migranti in relazione alle misure sanitarie e alle procedure di asilo.
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Convalida misure alternative: la Cassazione decide
Un cittadino straniero ha impugnato un decreto di convalida di una misura alternativa all'espulsione, lamentando vizi procedurali tra cui la violazione del diritto di difesa per mancata celebrazione dell'udienza. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, specificando che per la convalida misure alternative la legge prevede un procedimento 'cartolare', senza la necessaria presenza delle parti. La Corte ha stabilito che tale procedura è legittima e distinta da quella, più garantita, prevista per le misure più severe come il trattenimento in un CPR. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili due ricorsi presentati contro una sentenza di patteggiamento. Il primo ricorso patteggiamento è stato respinto perché presentato personalmente dall'imputato, mentre il secondo perché basato su motivi (illogicità della motivazione) non previsti dalla legge. La decisione sottolinea le rigide regole formali e sostanziali per l'impugnazione di tali sentenze, condannando entrambi i ricorrenti al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: le regole procedurali in appello
La Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per minaccia. La decisione si fonda su vizi procedurali, come il mancato rispetto dei termini per la richiesta di udienza, e sulla genericità dei motivi, ribadendo che il giudizio di legittimità non può rivalutare i fatti del processo.
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Legittimazione del socio: chi impugna la confisca?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due soci di minoranza contro la confisca di beni immobili intestati alla loro società. La sentenza chiarisce che la legittimazione del socio non è sufficiente, poiché solo il legale rappresentante dell'ente può impugnare il provvedimento ablatorio che colpisce il patrimonio sociale, essendo la società un soggetto giuridico distinto dai suoi membri.
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Appello patteggiamento: i motivi non consentiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 44605/2023, ha dichiarato inammissibili tre ricorsi proposti contro una sentenza di patteggiamento per reati di droga. La Corte ha ribadito che, a seguito della riforma introdotta con la L. 103/2017, l'appello patteggiamento è consentito solo per motivi tassativamente previsti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. Pertanto, sono state respinte le doglianze relative alla mancata verifica di cause di proscioglimento e una questione di legittimità costituzionale è stata giudicata manifestamente infondata.
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Pena illegale: Cassazione annulla la sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello per aver inflitto una pena illegale. Nel calcolare la pena per reati in continuazione, il giudice aveva aumentato sia la reclusione che la multa per una contravvenzione satellite, nonostante questa fosse punita con pena alternativa (arresto o ammenda). Tale cumulo è illegale e ha comportato l'annullamento con rinvio per un nuovo calcolo.
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Pericolosità sociale: i limiti alla confisca dei beni
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di confisca per due persone, stabilendo che la pericolosità sociale deve essere provata con elementi concreti e non presunti. I giudici devono dimostrare che i soggetti vivono abitualmente dei proventi di attività delittuose effettivamente lucrative. La sentenza ha anche dichiarato inammissibile il ricorso di altri due soggetti per carenza di interesse, poiché sostenevano che i beni confiscati non fossero di loro proprietà. Questo caso ribadisce la necessità di un accertamento rigoroso prima di applicare misure di prevenzione patrimoniali.
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Proroga trattenimento stranieri: oneri della difesa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30181/2023, ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero contro la proroga del suo trattenimento. La Corte ha stabilito che, nel giudizio di convalida, l'onere di produrre documenti relativi a un precedente e distinto procedimento di espulsione, al fine di dimostrarne la presunta illegittimità, spetta alla difesa dello straniero e non alla Questura o al giudice. La decisione si basa sul principio che il controllo del giudice è 'ex actis', ovvero basato sugli atti del procedimento in corso, e la Questura è tenuta a depositare solo questi ultimi.
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Appello misura cautelare: termini e conseguenze
Un indagato, in custodia cautelare per traffico internazionale di droga, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando il mancato rispetto dei termini per la decisione sull'appello contro la misura cautelare. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che il superamento dei termini previsti per la decisione sull'appello misura cautelare (art. 310 c.p.p.) non comporta la perdita di efficacia della misura stessa, a differenza di quanto accade per il riesame (art. 309 c.p.p.).
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Pericolosità sociale: requisiti per la sorveglianza
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto che applicava la sorveglianza speciale a un individuo, ritenendo non provata la sua pericolosità sociale. La Corte ha ribadito che, per applicare tale misura, non basta elencare i reati commessi, ma è necessario dimostrare rigorosamente che l'individuo viva abitualmente con i proventi di attività delittuose (requisito del profitto) o che sia dedito a crimini che minacciano la sicurezza pubblica (requisito dell'abitualità). Nel caso specifico, mancava la prova che i reati avessero generato un reddito significativo e che le condotte illecite fossero costanti e non sporadiche.
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Provvedimento abnorme: atto del GUP non impugnabile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata contro la decisione del Giudice dell'udienza preliminare (GUP) di non pronunciarsi sull'inutilizzabilità di alcune prove, rinviando la questione al dibattimento. Secondo la Corte, tale atto non costituisce un provvedimento abnorme, poiché l'udienza preliminare non è la sede deputata per tali decisioni, che spettano al giudice del dibattimento. La scelta del GUP non altera la sequenza processuale né crea una stasi insanabile.
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Incidente stradale aggravato: quando si applica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in ebbrezza con l'aggravante dell'incidente stradale. La Corte ha confermato che per l'incidente stradale aggravato è sufficiente un nesso di strumentalità tra lo stato di ebbrezza e l'incidente, senza la necessità di provare un nesso eziologico rigoroso. È stata inoltre ribadita l'inutilità del consenso informato per i prelievi ematici richiesti dalla polizia giudiziaria in ospedale.
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Pena illegale: Cassazione su revoca patente e DUI
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una conducente condannata per guida in stato di ebbrezza. I motivi, relativi alla mancata omologazione dell'etilometro e all'applicazione della revoca della patente, sono stati respinti. La Corte chiarisce la distinzione tra pena illegale e pena illegittima, confermando che la questione sulla revoca non poteva essere sollevata per la prima volta in Cassazione.
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Diritto di difesa straniero: Cassazione annulla convalida
Una cittadina straniera è stata sottoposta a misure alternative all'espulsione, convalidate dal Giudice di Pace senza la presenza di un avvocato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando il provvedimento per violazione del diritto di difesa dello straniero. La Corte ha ribadito che la partecipazione di un difensore, anche d'ufficio, è un requisito imprescindibile per la legittimità della procedura di convalida, portando alla cassazione senza rinvio della decisione.
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