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Art. 124 Codice di Procedura Civile

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260 provvedimenti

Usucapione tra comproprietari: quando è valida?
Un fratello rivendica l'usucapione sulla quota di un immobile in comproprietà contro il fratello. La Corte di Cassazione conferma le decisioni dei gradi inferiori, respingendo il ricorso degli eredi del fratello defunto. La decisione chiarisce la rigorosa prova richiesta per l'usucapione tra comproprietari, l'inammissibilità del ricorso in caso di "doppia conforme", e la legittimazione ad agire dell'erede che rinuncia a un legato in conto di legittima.
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Notifica cartella esattoriale nulla: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27299/2025, ha annullato un preavviso di fermo amministrativo a causa di vizi procedurali. La Corte ha stabilito che una notifica cartella esattoriale nulla si verifica quando, in caso di irreperibilità assoluta, l'agente notificatore omette di documentare le ricerche effettuate. Inoltre, ha chiarito che i giudici di merito devono distinguere correttamente tra irreperibilità assoluta e relativa, applicando le rispettive procedure. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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COSAP griglie: quando il canone non è dovuto
Un condominio ha citato in giudizio il proprio Comune per ottenere il rimborso del COSAP versato per griglie e intercapedini presenti sul marciapiede. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: il COSAP per griglie non è dovuto se le opere sono state realizzate su un'area privata prima che questa venisse destinata all'uso pubblico. La Corte ha quindi annullato la decisione d'appello, rinviando il caso per accertare la cronologia dei fatti, ovvero se le griglie preesistessero alla servitù di passaggio pubblico.
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Documenti in appello tributario: quando ammessi?
La Corte di Cassazione chiarisce le regole per la produzione di nuovi documenti in appello tributario. In un caso riguardante una cartella di pagamento, i giudici hanno stabilito che, a differenza del rito civile, nel processo tributario è sempre possibile presentare in appello documenti preesistenti, anche se la parte era assente nel primo grado di giudizio. La sentenza sottolinea il principio di specialità della normativa processuale tributaria, confermando la legittimità della decisione d'appello basata su un documento prodotto per la prima volta in quella sede.
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Giudizio di rinvio e nuove prove: il caso esaminato
Una nuova proprietaria si oppone a un ordine di demolizione emesso contro i precedenti proprietari. Il caso si concentra sulla possibilità di presentare la prova della definitività della sentenza (giudicato) per la prima volta durante il giudizio di rinvio. La Corte di Cassazione stabilisce che nel giudizio di rinvio sono ammissibili nuove prove se la loro acquisizione risponde a un'esigenza istruttoria indicata dalla stessa Corte nell'ordinanza di annullamento, rigettando così il ricorso.
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Giudicato esterno: i limiti in cause successive
Un promissario acquirente, dopo una prima causa persa per risoluzione contrattuale, ne avvia una seconda per recesso basata su presunti vizi dell'immobile. La Cassazione conferma le decisioni di merito, stabilendo che il giudicato esterno formatosi sulla prima sentenza preclude il riesame delle stesse questioni di fatto (i vizi), in quanto deducibili già nel primo giudizio, anche se la domanda è formalmente diversa (recesso anziché risoluzione).
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Giudicato esterno: come provarlo in Cassazione
Un proprietario di un fondo ricorre in Cassazione in una disputa su una servitù di passaggio, invocando un separato e definitivo giudicato esterno a suo favore. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile perché, pur avendo prodotto la sentenza, il ricorrente non ha fornito la necessaria attestazione di cancelleria che ne comprovasse il passaggio in giudicato. Il caso sottolinea i rigidi oneri probatori per far valere un giudicato esterno.
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Eccezione di giudicato: come e quando sollevarla
Un professionista ha agito contro un'università per il pagamento di compensi. In appello, ha prodotto una precedente sentenza favorevole (giudicato esterno) senza però formulare una formale eccezione di giudicato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la semplice produzione documentale non è sufficiente per introdurre l'eccezione, la quale richiede una chiara manifestazione di volontà della parte. Di conseguenza, la questione non poteva essere esaminata per la prima volta in Cassazione.
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Prova atipica: testimonianza valida da altro processo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un professionista sanzionato per l'impiego irregolare di una lavoratrice. La Corte ha stabilito che una testimonianza resa in un altro giudizio costituisce una prova atipica pienamente utilizzabile, a condizione che sia garantito il contraddittorio tra le parti. È stato inoltre chiarito che una sentenza emessa in un altro processo tra parti diverse non ha efficacia di giudicato, ma può essere valutata dal giudice come semplice elemento di prova documentale.
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Notificazione sentenza tributaria: quando è valida?
La Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando l'inammissibilità del suo appello perché tardivo. La Corte ha stabilito che la notificazione della sentenza tributaria di primo grado era valida, facendo così decorrere il termine breve di 60 giorni per l'impugnazione. La sentenza chiarisce che la conoscenza legale del provvedimento, anche se notificato unitamente a un'istanza di rimborso, è sufficiente a far scattare i termini processuali.
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Litisconsorzio necessario: quando è escluso?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di accertamento fiscale su un socio di una società di persone. La Corte ha chiarito che il principio del litisconsorzio necessario non si applica al giudizio individuale del socio se la società e tutti gli altri soci sono già parte del procedimento principale contro l'accertamento societario. La sentenza impugnata è stata cassata perché basata sull'erroneo presupposto che la decisione sul ricorso della società fosse definitiva, mentre era ancora soggetta a impugnazione.
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Accertamento socio e giudicato: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione di merito relativa a un accertamento socio basato sul principio di trasparenza. La corte territoriale aveva erroneamente ritenuto definitiva una sentenza parallela contro la società, che invece era stata impugnata e successivamente cassata. La Suprema Corte ha chiarito che tale errore sul passaggio in giudicato vizia la decisione. Ha inoltre precisato che non è necessario un nuovo litisconsorzio nel giudizio del socio se tutte le parti hanno già partecipato al procedimento principale contro la società.
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Regolamento spese processuali: chi paga se vince poco?
Una farmacia ha citato in giudizio un'azienda sanitaria per un ritardato pagamento. Il dibattito si è concentrato sugli interessi dovuti e sulla ripartizione delle spese legali. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 338/2024, ha chiarito che il regolamento spese processuali deve basarsi sull'esito complessivo della causa. Anche se l'azienda sanitaria ha ottenuto una vittoria parziale in appello (sulla tipologia di interessi), rimane la parte sostanzialmente soccombente, in quanto ha dato origine al contenzioso non pagando puntualmente. Pertanto, è tenuta a rimborsare la maggior parte delle spese legali alla farmacia.
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Indennità di mensa TFR: quando è esclusa dal calcolo
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità di mensa è esclusa dalla base di calcolo del TFR, a meno che non sia diversamente previsto da un contratto collettivo. In un caso riguardante un dipendente di un ospedale, la Corte ha chiarito che la legge del 1992, che esclude tale indennità dalla retribuzione, ha valore retroattivo e si applica indipendentemente dalla fornitura effettiva del servizio mensa. Di conseguenza, l'inclusione dell'indennità di mensa TFR nel computo è legittima solo in presenza di una specifica volontà collettiva.
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Ricorso inammissibile: le regole del giudicato esterno
Una struttura sanitaria ricorre in Cassazione per una controversia sul calcolo del TFR di un ex dipendente. Il ricorso viene dichiarato inammissibile per motivi procedurali, tra cui la mancata prova di un giudicato esterno e la violazione del principio di autosufficienza. La Corte sottolinea l'importanza di rispettare le formalità per presentare un ricorso valido.
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Indennità di mensa nel TFR: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31719/2024, ha stabilito che l'indennità di mensa non rientra automaticamente nella base di calcolo del TFR. In un caso tra una struttura sanitaria e un suo ex dipendente, la Corte ha chiarito che tale indennità ha natura assistenziale e non retributiva, a meno che i contratti collettivi non dispongano diversamente. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello che l'aveva inclusa, rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Canone non ricognitorio e TOSAP: cumulabilità chiarita
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30778/2024, si è pronunciata sul rapporto tra il canone non ricognitorio per l'occupazione di suolo pubblico e la TOSAP. Un ente pubblico aveva richiesto a una società energetica il pagamento del canone, nonostante quest'ultima avesse già versato la TOSAP. La Corte ha stabilito che la Corte d'Appello ha errato nel considerare le somme non dovute. Ha chiarito che l'art. 63 del D.Lgs. 446/1997 non ha un effetto 'assorbente' sul canone, ma prevede una detrazione dell'importo del canone dall'importo dovuto per la TOSAP, e non viceversa. Pertanto, i due oneri possono coesistere e il calcolo del dovuto deve seguire il meccanismo di detrazione previsto dalla legge.
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Esenzione IMU: no se l’immobile è locato a terzi
Un ente mutualistico con finalità previdenziali ha richiesto l'esenzione IMU per un immobile di sua proprietà, concesso in locazione a terzi per un'attività commerciale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso, stabilendo che per beneficiare dell'esenzione IMU è necessario l'uso diretto dell'immobile per le finalità istituzionali non commerciali dell'ente. La locazione a terzi, configurando un utilizzo indiretto e a scopo di reddito, esclude la possibilità di applicare l'agevolazione fiscale, anche se i proventi sono destinati a finanziare l'attività principale dell'ente.
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Imposta di registro sentenza: non dovuta se riformata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate per il pagamento dell'imposta di registro su sentenza di primo grado. La decisione si fonda sul fatto che, al momento della richiesta fiscale, la sentenza era già stata riformata in appello e, successivamente, tale riforma è diventata definitiva. Questo ha causato una carenza di interesse ad agire, eliminando la base giuridica della pretesa tributaria.
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Giudicato esterno e canone: la Cassazione decide
Una società di servizi idrici si opponeva al pagamento di un canone per l'occupazione del sottosuolo. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello, affermando che il giudice di merito ha errato nel non considerare un precedente giudicato esterno favorevole alla società, in quanto l'eccezione di giudicato può essere sollevata in ogni fase del processo.
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