La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4855/2025, ha stabilito che un finanziamento soci fittizio, iscritto in bilancio come passività, deve essere riqualificato e tassato come ricavo nell'anno d'imposta in cui avviene l'accertamento. La Corte ha rigettato sia il ricorso dell'Agenzia Fiscale, che contestava la deducibilità di alcuni costi, sia il ricorso incidentale della società, che sosteneva una diversa collocazione temporale del presunto finanziamento. La decisione sottolinea che l'inesistenza del finanziamento lo trasforma in una sopravvenienza attiva tassabile.
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