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Art. 1227 Codice Civile

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1251 provvedimenti

Mala gestio assicuratore: obbligo di risarcimento
Un'Azienda Sanitaria Locale, condannata a un maxi-risarcimento, ha citato in giudizio il proprio assicuratore per mala gestio, avendo quest'ultimo ignorato la causa. La Cassazione ha confermato la condanna della compagnia assicurativa, sottolineando i suoi doveri di diligenza nella gestione dei sinistri, anche in caso di inerzia dell'assicurato.
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Responsabilità della banca: l’obbligo di diligenza
Una società subisce una frode da un dipendente che altera ordini di bonifico cancellando il nome del beneficiario con del bianchetto. La Corte di Cassazione ha affermato la responsabilità della banca per non aver rilevato un'alterazione così evidente. Secondo i giudici, l'istituto di credito ha violato l'obbligo di diligenza qualificata del 'bonus argentarius', in quanto la manomissione era immediatamente percepibile. La sentenza è stata annullata con rinvio alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Concorso di colpa assegno: spedizione e rischi
Una compagnia assicuratrice inviava assegni non trasferibili tramite posta ordinaria, che venivano sottratti e pagati a persone non legittimate da un fornitore di servizi postali. La Corte di Cassazione, riformando la decisione d'appello, ha stabilito il principio del concorso di colpa assegno. La sentenza afferma che il mittente, scegliendo un metodo di spedizione insicuro, contribuisce al danno e deve quindi sopportarne una parte della responsabilità, riducendo il risarcimento a suo favore.
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Risarcimento danni: preventivo prova il danno
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17670/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di risarcimento danni da sinistro stradale. Un automobilista, dopo un incidente con un cane randagio in autostrada, si è visto negare il risarcimento in appello perché non aveva fornito la fattura delle riparazioni, ma solo un preventivo. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, chiarendo che il danno esiste come obbligazione di spesa (una passività nel patrimonio) dal momento del sinistro. Pertanto, il preventivo è sufficiente a provare l'esistenza del danno, e il giudice non può negare il risarcimento solo perché la riparazione non è stata ancora pagata. La causa è stata rinviata al Tribunale per una nuova valutazione.
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Clausola visto e piaciuto: quando esclude la garanzia
Un acquirente contestava vizi in una fornitura di marmo, ma la Cassazione ha chiarito che la clausola visto e piaciuto, accettata al momento dell'acquisto, esclude la garanzia per difetti palesi. Di conseguenza, la Corte ha annullato la precedente decisione che attribuiva una corresponsabilità al fornitore, sottolineando che l'acquirente aveva consapevolmente accettato materiale di qualità variabile a un prezzo favorevole.
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Responsabilità appaltatore: il caso delle piastrelle
La Cassazione cassa una sentenza d'appello per travisamento della prova. Viene analizzata la responsabilità appaltatore per la posa di piastrelle difformi, sottolineando come il giudice non possa ignorare le prove testimoniali che scagionavano l'impresa. Il caso viene rinviato per un nuovo esame dei fatti.
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Responsabilità notaio per atto di vendita inefficace
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19849/2024, ha stabilito la responsabilità del notaio in via extracontrattuale per i danni causati a un terzo da un atto di vendita inefficace, stipulato tra parti non proprietarie del bene. La Corte ha inoltre ribadito che il danno derivante dall'occupazione illegittima di un immobile si presume e non necessita di prova specifica da parte del proprietario danneggiato, invertendo l'onere della prova a carico dell'occupante.
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Responsabilità banca trattaria e assegno non trasferibile
La Corte di Cassazione conferma la corresponsabilità tra banca negoziatrice e banca trattaria nel caso di pagamento di un assegno non trasferibile a un soggetto terzo. L'apposizione della clausola 'per conoscenza e garanzia' non esonera la banca trattaria dai suoi doveri di controllo, ma anzi, rappresenta un campanello d'allarme che avrebbe dovuto impedire l'operazione. La sentenza sottolinea come la negligenza nel controllo in stanza di compensazione fondi la responsabilità della banca trattaria.
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Responsabilità per ritardata riconsegna: la Cassazione
Un ente pubblico affitta un immobile per due mesi ma lo restituisce dopo otto anni. La Cassazione analizza la responsabilità per ritardata riconsegna, confermando la nullità della clausola contrattuale di esonero per colpa grave dell'ente. Viene esclusa la corresponsabilità del proprietario, che non ha l'onere di sollecitare la restituzione.
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Concorso di colpa assegno: spedizione e responsabilità
Una recente ordinanza della Cassazione ha stabilito il principio del concorso di colpa per l'assegno spedito con posta ordinaria e poi incassato fraudolentemente. La Corte ha chiarito che, se da un lato la banca negoziatrice deve identificare il presentatore con diligenza, dall'altro il mittente che sceglie una modalità di spedizione non sicura contribuisce al danno. La sentenza cassa la decisione di merito che aveva escluso il concorso di colpa del mittente e ribadisce che per l'identificazione è sufficiente un solo documento di identità valido.
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Concorso di colpa committente: niente risarcimento
Un committente ha citato in giudizio il proprio architetto per i danni derivanti da abusi edilizi. La Corte di Cassazione ha negato il risarcimento, confermando la decisione della Corte d'Appello. La motivazione si basa sul concorso di colpa del committente: essendo stato accertato in via definitiva che il proprietario era consapevole delle irregolarità e vi ha partecipato, non può scaricare la responsabilità sul professionista. La sentenza sottolinea che un fatto non contestato in appello diventa definitivo e non può essere ridiscusso in Cassazione.
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Risarcimento danni guerra: onere della prova decisivo
Un erede ha citato in giudizio uno Stato estero per il risarcimento dei danni derivanti dall'uccisione di un avo durante una rappresaglia della Seconda Guerra Mondiale. Il Tribunale di Trieste, pur affermando la propria giurisdizione e l'imprescrittibilità dei crimini di guerra, ha rigettato la domanda. La decisione si fonda sulla mancata assoluzione dell'onere della prova da parte dell'attore, che non ha fornito elementi sufficientemente specifici per dimostrare i fatti costitutivi del proprio diritto al risarcimento danni guerra.
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Onere della prova: la Cassazione chiarisce i limiti
Una cittadina, caduta a causa di una buca stradale, si è vista rigettare la richiesta di risarcimento dalla Corte d'Appello. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo i limiti del proprio sindacato sulla valutazione delle prove e i termini processuali per la contestazione dei fatti. La Suprema Corte ha ribadito che non può sostituirsi al giudice di merito nel valutare l'attendibilità delle testimonianze, se la motivazione della sentenza impugnata è coerente. L'onere della prova del nesso causale tra la buca e la caduta gravava interamente sulla danneggiata.
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Clausola penale leasing: quando è valida e non usuraria
Una società ha contestato una clausola penale in un contratto di leasing risolto, sostenendone la nullità e l'eccessività. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che una clausola penale leasing è valida se prevede la deduzione del valore ricavato dalla vendita del bene. La Corte ha inoltre chiarito che le penali per inadempimento sono escluse dal calcolo dell'usura.
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Responsabilità PA: niente risarcimento se il creditore è inerte
Un creditore ha citato in giudizio una Pubblica Amministrazione per i danni derivanti dal ritardato pagamento di una somma assegnatagli in seguito a un pignoramento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La ragione fondamentale è che il comportamento dello stesso creditore, che ha avviato un secondo pignoramento e non ha messo in esecuzione l'ordinanza di assegnazione, è stata la vera causa del mancato pagamento. Di conseguenza, non sussiste alcuna responsabilità PA.
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Risarcimento danni: caduta in stabilimento balneare
Un cliente ha citato in giudizio un stabilimento balneare per un risarcimento danni a seguito di una caduta in una doccia. Il Tribunale ha riconosciuto una responsabilità concorrente al 50% tra le parti, poiché la struttura era insicura ma il cliente avrebbe dovuto usare maggiore prudenza. La sentenza analizza la coesistenza della responsabilità contrattuale e di quella per cose in custodia, riducendo l'importo del risarcimento in base alla negligenza del danneggiato.
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Concorso di colpa del passeggero: risarcimento ridotto
Una passeggera deceduta in un incidente causato da un conducente sotto l'effetto di stupefacenti. Il Tribunale riconosce la responsabilità del guidatore ma applica una riduzione del risarcimento del 33% per il concorso di colpa del passeggero, che ha accettato il rischio salendo a bordo del veicolo. La sentenza analizza i criteri per la quantificazione del danno parentale e le prove necessarie per dimostrare la consapevolezza del passeggero.
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Responsabilità professionale avvocato: quando è colpa?
La Corte di Cassazione ha stabilito che non sussiste la responsabilità professionale dell'avvocato se la strategia processuale adottata, sebbene risultata perdente, non era manifestamente infondata al momento della scelta. Il caso riguardava un legale citato per non aver perseguito la strada del risarcimento per inadempimento contrattuale, preferendo un'azione per la restituzione di una caparra. La Corte ha rigettato il ricorso del cliente, chiarendo che la scelta tra due opzioni non palesemente errate rientra nella discrezionalità del professionista.
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Responsabilità del notaio: motivazione contraddittoria
Una società acquista un terreno per un progetto immobiliare, scoprendo poi una servitù non dichiarata. La Cassazione interviene sulla responsabilità del notaio, cassando la sentenza d'appello che aveva ridotto il risarcimento basandosi su una motivazione contraddittoria circa la conoscenza della servitù da parte dell'acquirente.
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Caso fortuito: quando la vittima è responsabile?
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della responsabilità del custode per i danni causati da un bene. In un caso di caduta su marciapiede, il ricorso degli eredi della vittima è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha stabilito che la condotta della danneggiata, pienamente consapevole dei luoghi e delle condizioni meteorologiche avverse, integra un caso fortuito che interrompe il nesso causale e solleva il Comune da ogni responsabilità.
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