Un'impresa ottiene un risarcimento da una compagnia telefonica per l'interruzione del servizio. In appello, il risarcimento viene ridotto e, inspiegabilmente, l'impresa vincitrice viene condannata a pagare una parte delle spese processuali. La Corte di Cassazione interviene e ribalta questa decisione. I giudici chiariscono che il principio di soccombenza si applica all'esito finale della lite. La parte che ha subito il torto è considerata vincitrice, anche se ottiene meno di quanto richiesto. Pertanto, è la parte soccombente, in questo caso la compagnia telefonica, a dover sostenere interamente i costi del processo, inclusi quelli per le consulenze tecniche.
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