Un infermiere professionale ha agito in giudizio contro una struttura sanitaria denunciando un danno da dequalificazione protrattosi per oltre dieci anni. Il lavoratore, pur mantenendo le funzioni proprie della sua qualifica, veniva sistematicamente adibito a compiti inferiori di igiene e assistenza domestica a causa della carenza di personale di supporto. La Corte d'Appello ha riconosciuto il demansionamento parziale, liquidando il danno in via equitativa nella misura del 10% della retribuzione mensile. La Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, precisando che l'adibizione a mansioni inferiori, se sistematica e non marginale, viola il diritto alla professionalità anche se non prevalente nel tempo. Entrambi i ricorsi sono stati rigettati, confermando la legittimità della valutazione dei giudici di merito sulla durata e l'entità del pregiudizio subito dal dipendente.
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