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665 provvedimenti

Assegno nucleo familiare: onere della prova per stranieri
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino extracomunitario, titolare di permesso di soggiorno di lungo periodo, a cui era stato negato l'assegno nucleo familiare per i familiari residenti all'estero. La decisione conferma che il richiedente ha l'onere di dimostrare il reddito complessivo di tutto il nucleo familiare, non essendo sufficiente la sola certificazione del proprio reddito. Secondo la Corte, questo requisito non costituisce discriminazione, poiché si applica indistintamente a tutti i lavoratori, italiani e stranieri, essendo un elemento costitutivo del diritto stesso.
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Assegno nucleo familiare: onere della prova del reddito
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino extracomunitario a cui era stato negato l'assegno nucleo familiare per i parenti residenti all'estero. La Corte ha stabilito che la prova del reddito complessivo di tutto il nucleo familiare è un requisito essenziale per ottenere il beneficio e che l'onere di fornire tale prova spetta interamente al richiedente, anche se la documentazione è difficile da reperire dall'estero. La sola certificazione del reddito del lavoratore in Italia non è stata ritenuta sufficiente.
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Cumulo sanzioni: no doppia pena per dichiarazione
Una società, dopo aver sanato con ravvedimento operoso una dichiarazione dei redditi infedele, veniva sanzionata per l'insufficiente versamento degli acconti, calcolati sulla base della dichiarazione originaria. La Corte di Cassazione ha annullato la seconda sanzione, stabilendo che non è possibile applicare un cumulo sanzioni quando l'omesso versamento è una diretta conseguenza della dichiarazione infedele già sanata. La violazione più grave assorbe quella minore, evitando una doppia penalità per un unico comportamento.
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Esenzione IMU casa coniugale: serve la residenza
Un comune ha emesso un avviso di accertamento IMU/TASI a una contribuente a cui era stata assegnata la casa coniugale, ma che risiedeva altrove. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione di merito, ha stabilito che per beneficiare dell'esenzione IMU casa coniugale sono indispensabili sia la residenza anagrafica sia la dimora abituale nell'immobile. Il solo provvedimento di assegnazione del giudice non è sufficiente a garantire l'agevolazione fiscale.
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Travisamento della prova: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni cittadini contro un Comune in una causa per indennità di esproprio. I ricorrenti lamentavano un travisamento della prova, sostenendo che la Corte d'Appello avesse ignorato atti di compravendita da loro prodotti. La Suprema Corte ha chiarito che una mera svista del giudice su un fatto non costituisce un vizio di legittimità, ma un errore revocatorio, impugnabile con un diverso rimedio processuale. La decisione sottolinea i rigorosi limiti del sindacato della Cassazione sui fatti di causa.
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Obbligo Contributivo Società in House: la Cassazione
Una società di servizi pubblici locali, operante come entità "in house", ha contestato l'obbligo di versare specifici contributi previdenziali, sostenendo che la sua natura pubblica la esonerasse. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'obbligo contributivo per le società in house sussiste. La Corte ha chiarito che l'adozione di una forma societaria di diritto privato (S.p.A.) per operare in un mercato concorrenziale comporta l'accettazione di tutte le relative regole, inclusi gli oneri previdenziali, al fine di garantire una concorrenza leale e non falsata.
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Obbligo contributivo società in house: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo contributivo sussiste anche per le società in house, a totale partecipazione pubblica. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso di una società municipale del gas, confermando che la sua natura formalmente privatistica la assoggetta alle stesse regole contributive delle aziende private, al fine di non alterare la concorrenza nel mercato. La proprietà pubblica e l'affidamento diretto del servizio non costituiscono motivo di esonero.
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Danno erariale: la restituzione del bene non basta
La Corte di Cassazione chiarisce che la semplice restituzione giuridica di un bene a un ente pubblico, a seguito della nullità di una vendita, non è sufficiente ad annullare il danno erariale causato da amministratori. È necessario un effettivo e integrale ripristino del patrimonio dell'ente, valutando il recupero patrimoniale in termini contabili e reali. La sentenza analizza la natura del danno erariale, che non si limita alla perdita della proprietà ma include l'ingente costo economico sopportato dall'ente per un'operazione svantaggiosa.
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Sospensione riscossione non ferma l’istanza di fallimento
Una società in liquidazione ha contestato la richiesta di fallimento avanzata dall'Agenzia delle Entrate, sostenendo che la sospensione riscossione dovuta all'emergenza Covid-19 impedisse tale azione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la sospensione riguardava le procedure esecutive e l'esigibilità dei crediti, ma non privava l'Agenzia della sua legittimazione a presentare istanza di fallimento. La Corte ha sottolineato che una norma specifica (art. 10, d.lgs. 23/2020) aveva già limitato le istanze di fallimento a un periodo circoscritto, non applicabile al caso di specie.
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Remunerazione extra budget: la Cassazione conferma lo stop
La Corte di Cassazione ha negato la remunerazione extra budget a una struttura sanitaria, confermando che il tetto di spesa regionale è vincolante anche se definito 'provvisorio'. La Corte ha chiarito che 'provvisorio' indica una validità temporale, non la superabilità del limite.
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Obbligo contributivo società in house: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5229/2025, ha stabilito che una società 'in house', interamente partecipata da un ente pubblico e operante nel settore della distribuzione del gas, non è esonerata dall'obbligo contributivo verso un fondo integrativo gestito dall'Istituto Previdenziale. La Corte ha rigettato il ricorso della società, affermando che la sua natura giuridica di società per azioni e l'operare in un regime di concorrenza la equiparano a un'azienda privata ai fini degli obblighi previdenziali, indipendentemente dalla proprietà pubblica del capitale. La scelta di operare tramite uno strumento di diritto privato comporta l'accettazione di tutte le regole relative, inclusi gli oneri contributivi, per non alterare la concorrenza sul mercato.
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Costruzione su suolo del coniuge: il lavoro casalingo
Una coppia costruisce la casa familiare sul terreno di proprietà esclusiva di uno dei due. Al momento della separazione, la Corte d'Appello nega al coniuge non proprietario il rimborso per i contributi non monetari. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, rimette la questione a una pubblica udienza, ritenendo di particolare rilevanza stabilire se il lavoro casalingo e i sacrifici familiari possano essere considerati una valida prova del contributo nella costruzione su suolo del coniuge, aprendo a una valutazione più ampia rispetto ai soli esborsi economici.
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Onere della prova redditometro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un accertamento fiscale basato sul redditometro. L'Amministrazione finanziaria aveva contestato un maggior reddito per quattro anni d'imposta, fondandosi sulla spesa per due auto e una quota di un immobile. Il contribuente ha tentato di giustificare la spesa con dichiarazioni di terzi (familiari), ma la Corte ha ritenuto tale prova insufficiente, confermando che l'onere della prova redditometro grava sul contribuente. La sentenza del giudice di merito è stata considerata adeguatamente motivata e non apparente, in quanto ha logicamente spiegato perché le dichiarazioni non fossero attendibili.
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Qualifica di dirigente: la decisione della Cassazione
Un lavoratore ha citato in giudizio la sua azienda per ottenere il riconoscimento della qualifica di dirigente, ma la sua richiesta è stata respinta sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso finale, confermando che la distinzione tra un quadro di alto livello e un dirigente deve basarsi su un'analisi trifasica fondata sul contratto collettivo, e non su una definizione astratta. La valutazione dei fatti compiuta dai giudici di merito, che ha riscontrato un'autonomia decisionale limitata del lavoratore, è stata considerata insindacabile in sede di legittimità.
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Impugnazione contratto a termine: la Cassazione decide
Una lavoratrice, dopo una lunga serie di contratti a termine con una pubblica amministrazione, ha agito in giudizio per ottenere il risarcimento del danno da reiterazione abusiva. Sebbene vittoriosa in primo grado, la sua domanda è stata dichiarata inammissibile in appello e in Cassazione. Il motivo è stato il mancato rispetto del termine di decadenza per l'impugnazione contratto a termine. La Suprema Corte ha precisato che per contestare la successione illecita di contratti è necessario impugnare almeno l'ultimo rapporto entro i termini di legge, cosa che nel caso di specie non era avvenuta.
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Compenso ingegnere: la prova delle attività extra
La Corte di Cassazione interviene su una controversia relativa al compenso professionale di un ingegnere. L'ordinanza stabilisce che le maggiorazioni forfettarie e i compensi a tempo (vacazioni) non sono dovuti automaticamente, ma richiedono la prova specifica delle attività extra svolte dal professionista. Viene inoltre chiarito che, in assenza di accordo, la liquidazione del compenso deve seguire le tariffe vigenti al momento della decisione giudiziale e non protocolli d'intesa non vincolanti. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, rinviando la causa per un nuovo esame basato su questi principi.
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Sabotaggio opere militari: i limiti del reato
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per un individuo accusato di incendio e sabotaggio di opere militari per aver appiccato il fuoco a due veicoli in una caserma. La Corte ha ritenuto che la motivazione del Tribunale fosse insufficiente a dimostrare la sussistenza del grave reato di sabotaggio, non avendo provato che l'intera struttura fosse stata resa inservibile, anche solo temporaneamente, per le sue funzioni militari.
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Tetto retributivo: no a differenze e premi aziendali
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di lavoratori contro il proprio datore di lavoro, un ente soggetto a vigilanza regionale. I giudici hanno confermato la legittimità del diniego di differenze retributive, premio aziendale e di una specifica indennità di fine rapporto. La decisione si fonda sull'esistenza di un tetto retributivo imposto da una legge regionale, che prevale su qualsiasi accordo contrattuale o prassi aziendale. La Corte ha chiarito che tale limite opera anche in assenza di tabelle di equiparazione formali e che l'indennità richiesta era una forma di TFR ormai abrogata dalla normativa nazionale.
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Azione revocatoria fondo patrimoniale: la guida
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9355/2025, ha rigettato il ricorso di una coppia che aveva costituito un fondo patrimoniale per sottrarre i propri beni alla garanzia dei creditori. La Corte ha chiarito che l'azione revocatoria fondo patrimoniale è esperibile anche per atti anteriori al sorgere del credito, a condizione che sia provata la 'dolosa preordinazione' del debitore. Inoltre, ha stabilito che la mancata annotazione del fondo a margine dell'atto di matrimonio non impedisce al creditore di agire, in quanto tale pubblicità serve a rendere l'atto opponibile ai terzi, ma non è un presupposto dell'azione revocatoria.
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Statuto cassa previdenziale: la sua natura negoziale
Un professionista ha contestato il metodo di calcolo della sua pensione. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che lo statuto di una cassa previdenziale privatizzata ha natura negoziale e non di legge. L'impugnazione per errata interpretazione deve basarsi sulla violazione dei canoni di ermeneutica contrattuale.
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