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665 provvedimenti

Presenza del minore: la Cassazione chiarisce.
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per violenza domestica, chiarendo l'applicazione dell'aggravante per la presenza del minore. Secondo la Corte, questa circostanza si applica anche quando il reato è commesso davanti a un bambino molto piccolo, incapace di comprendere razionalmente l'accaduto. È sufficiente la mera percezione sensoriale (visiva o uditiva) dell'atto, poiché la legge mira a proteggere lo sviluppo psicologico del minore sin dai primi istanti di vita.
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Doppia Conforme: Quando il ricorso in Cassazione è fermo
Una società conserviera ricorre in Cassazione contro una società edile per la proprietà di un immobile. Il ricorso è dichiarato inammissibile per il principio della doppia conforme, poiché sia il Tribunale che la Corte d'Appello avevano deciso nello stesso modo, confermando la proprietà della società edile.
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Spese accoglienza minori stranieri: chi paga?
La Corte di Cassazione ha confermato che la responsabilità finanziaria per l'accoglienza e il mantenimento di minori stranieri non accompagnati ricade sul Comune dove vengono rintracciati. La Corte ha respinto il ricorso di un ente locale, chiarendo che tale obbligo deriva direttamente dalla legge, rendendo superflua una convenzione formale con la struttura ospitante. La quantificazione delle spese di accoglienza minori stranieri può essere stabilita dal giudice in via equitativa qualora l'importo richiesto non sia pienamente provato.
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Inammissibilità del ricorso: Cassazione su appello
Un tecnico radiologo, dipendente universitario ma operante in un ospedale in virtù di una convenzione, si è visto revocare tale accordo. Dopo una prima vittoria contro l'ospedale e una sconfitta contro l'università in Corte d'Appello, il lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione contro l'università, condizionandolo all'accoglimento del ricorso incidentale dell'ospedale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso principale, affermando che la parte interamente vittoriosa non ha interesse a impugnare, neanche in via condizionata. Anche il ricorso incidentale dell'ospedale è stato dichiarato inammissibile per vizi procedurali.
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Responsabilità condominio: chi paga per i danni?
Un condòmino subisce danni al proprio appartamento a causa di lavori di ristrutturazione della facciata condominiale. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza, conferma la responsabilità del condominio in solido con l'impresa appaltatrice. Il provvedimento chiarisce che il condominio, in qualità di custode delle parti comuni, ha una responsabilità oggettiva ai sensi dell'art. 2051 c.c. e può essere esonerato solo provando il caso fortuito, non essendo sufficiente il semplice trasferimento della custodia all'appaltatore.
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Costi pluriennali: come dedurli per beni di terzi
Una società aveva dedotto in cinque anni i costi per un impianto antincendio su un immobile in affitto. La Corte di Cassazione ha stabilito che per i costi pluriennali su beni di terzi, l'ammortamento non deve seguire una durata fissa, ma deve basarsi sulla vita utile residua del bene, avendo come limite massimo la durata residua del contratto di locazione. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Ricorso inammissibile: limiti e motivi in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia bancaria, ribadendo i rigorosi paletti del giudizio di legittimità. L'ordinanza chiarisce che non è possibile introdurre questioni nuove, chiedere un riesame dei fatti o contestare la valutazione discrezionale del giudice di merito sulla compensazione delle spese. La decisione sottolinea come un ricorso inammissibile venga definito tale quando non rispetta i requisiti procedurali essenziali, come il principio di autosufficienza e il divieto di sollevare censure che implichino una nuova valutazione delle prove.
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Iscrizione Cassa Geometri: sì anche senza reddito
Un geometra, socio di una società e già iscritto all'INPS, contestava l'obbligo di iscriversi alla Cassa di previdenza di categoria, sostenendo che la sua attività professionale fosse solo occasionale. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni dei giudici di merito, ha stabilito che la semplice iscrizione all'albo professionale è condizione sufficiente per far scattare l'obbligo di iscrizione alla Cassa e il versamento della contribuzione minima. Questa decisione si fonda su un principio di solidarietà tra professionisti e conferma che l'obbligo di iscrizione cassa geometri sussiste a prescindere dalla continuità dell'attività o dalla produzione di reddito.
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CTU esplorativa: quando il giudice non può negarla
Una proprietaria cita in giudizio la vicina per una costruzione abusiva sul lastrico solare. La Corte d'Appello respinge la domanda e nega la richiesta di Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU), definendola una 'CTU esplorativa'. La Corte di Cassazione annulla la decisione, stabilendo che, in presenza di elementi probatori iniziali come una perizia di parte, la CTU non è esplorativa ma necessaria per l'accertamento tecnico dei fatti. Negarla, in questo contesto, costituisce una violazione del diritto di difesa.
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Rendiconto condominiale: chiarezza e documenti
La Corte di Cassazione ha stabilito che un rendiconto condominiale non deve necessariamente riportare analiticamente ogni documento di spesa per essere valido. È sufficiente che sia chiaro e intellegibile, permettendo ai condòmini di comprendere le voci di spesa e di esercitare il loro diritto di visionare la documentazione giustificativa presso l'amministratore. La Corte ha rigettato il ricorso di due condòmini che lamentavano la mancanza di specificità del bilancio, confermando che la possibilità di un controllo preventivo sui documenti soddisfa i requisiti di legge.
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Spese di lite e vittoria parziale: la Cassazione decide
Una dipendente pubblica ha citato in giudizio il proprio Comune per differenze retributive. Pur ottenendo un accoglimento parziale della sua domanda, la Corte d'Appello l'aveva condannata a pagare tutte le spese di lite. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, riaffermando il principio secondo cui la parte parzialmente vittoriosa non può essere condannata a rimborsare le spese legali della controparte. Il giudice, in questi casi, può al massimo disporre la compensazione delle spese.
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Soccombenza reciproca: costi legali e azione revocatoria
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito un importante principio in materia di soccombenza reciproca. Quando un'azione revocatoria viene accolta solo per uno dei diversi atti di disposizione impugnati, si configura una sconfitta parziale per entrambe le parti. Di conseguenza, il giudice non può condannare la parte parzialmente vittoriosa al pagamento integrale delle spese, ma deve valutare la loro compensazione. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva ingiustificatamente ignorato questo principio, definendo la decisione del primo grado una mera 'svista'.
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Ricorso per cassazione: i requisiti di specificità
Un Ente Locale presenta ricorso per cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello, lamentando l'omesso esame di un fatto decisivo (pagamenti effettuati a una società). La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per mancanza di specificità, in quanto il ricorrente non ha adeguatamente localizzato, trascritto e prodotto i documenti a sostegno della sua tesi. La decisione sottolinea il rigore formale richiesto per questo tipo di impugnazione.
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Responsabilità fondatore unico: Cassazione nega analogia
Una banca ha citato in giudizio l'ente fondatore unico (un Comune) di una fondazione insolvente, cercando di ritenerlo responsabile per i debiti dell'ente per analogia con le norme sulle società per azioni unipersonali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la norma sulla responsabilità illimitata del socio unico (vecchio art. 2362 c.c.) è eccezionale e non può essere estesa alle fondazioni. La Corte ha inoltre confermato la prescrizione delle azioni risarcitorie.
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Omesso esame fatto decisivo: quando il ricorso è generico
Una società ha impugnato un avviso di accertamento fiscale basato su una presunta bassa redditività. Il suo ricorso per Cassazione, fondato sull'omesso esame di un fatto decisivo (una scrittura privata), è stato dichiarato inammissibile. La Suprema Corte ha ribadito che questo motivo di ricorso non può essere usato per richiedere una nuova valutazione delle prove, ma solo per denunciare la totale omissione di un fatto storico specifico. La genericità del motivo e il tentativo di ottenere un riesame nel merito hanno portato alla condanna della ricorrente al pagamento delle spese e di ulteriori sanzioni.
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Interpretazione del contratto: oltre il senso letterale
Una controversia tra una cooperativa edilizia e un ente comunale riguardo al pagamento del saldo per l'acquisto di immobili. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9441/2025, chiarisce i principi di interpretazione del contratto, stabilendo che il giudice deve indagare la comune intenzione delle parti usando un criterio logico-sistematico, non limitandosi al solo significato letterale delle parole. Nel caso specifico, il pagamento del saldo da parte del Comune era necessario per permettere alla cooperativa di estinguere un mutuo e cancellare l'ipoteca, e non viceversa. Il ricorso del Comune è stato quindi rigettato.
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Termine deposito motivazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato che contestava la proroga del termine deposito motivazione da 30 a 45 giorni da parte del Tribunale del Riesame. La Corte ha confermato che, in materia di misure cautelari, il giudice non è tenuto a motivare la scelta di avvalersi del termine più lungo, essendo sufficiente indicarlo nel dispositivo della decisione. Tale scelta è considerata un atto discrezionale e non sindacabile.
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Contributi comunitari eredità: a chi spettano?
In una complessa vicenda di divisione ereditaria di un fondo agricolo, la Corte di Cassazione ha stabilito che i contributi comunitari non rientrano tra i frutti da dividere tra tutti i coeredi. Tali aiuti, infatti, non sono legati alla proprietà del terreno, ma all'attività d'impresa svolta da chi lo coltiva e produce. Di conseguenza, spettano esclusivamente al coerede che ha gestito l'azienda agricola, in quanto sostegno al suo reddito di produttore e non un provento diretto del bene comune.
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Termine di decadenza garanzia: la parola alla Cassazione
Una banca ha richiesto l'attivazione di una garanzia a una società finanziaria oltre il termine previsto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che un termine di decadenza può essere considerato tale anche se non esplicitamente definito, qualora la sua natura sia desumibile dalla finalità complessiva dell'accordo, come la gestione prudente di fondi pubblici. L'interpretazione del giudice di merito, se logicamente motivata, non è sindacabile in sede di legittimità.
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Onere della prova: Cassazione e ricorso inammissibile
Un'investitrice ha richiesto l'ammissione al passivo di una società finanziaria in liquidazione. Il Tribunale ha accolto la domanda, ma la società ha presentato ricorso in Cassazione lamentando una violazione delle norme sull'onere della prova. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che criticare la valutazione delle prove fatta dal giudice di merito non costituisce una violazione di legge, ma una censura di fatto, non consentita in sede di legittimità. La decisione ribadisce i limiti del giudizio di Cassazione.
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