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665 provvedimenti

Riunione dei ricorsi: la Cassazione chiarisce
Una società fallita contesta una sentenza d'appello sfavorevole in una causa contro un istituto di credito per interessi illegittimi. Poiché pende anche un ricorso contro la decisione di revocazione della stessa sentenza, la Cassazione, con ordinanza interlocutoria, dispone la riunione dei ricorsi, posticipando la decisione sul merito per garantire coerenza processuale ed evitare giudicati contrastanti.
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Ripetizione indebito pubblico impiego: quando è dovuta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17317/2024, ha confermato l'obbligo di due ex dirigenti pubblici di restituire le retribuzioni di posizione e di risultato percepite indebitamente. La sentenza chiarisce che la ripetizione indebito nel pubblico impiego è legittima quando tali emolumenti non sono previsti dalla contrattazione collettiva e sono privi di copertura finanziaria, respingendo le difese dei lavoratori basate su vizi procedurali e sul principio di giusta retribuzione.
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Motivazione apparente: la Cassazione cassa la sentenza
Una correntista contesta il saldo del proprio conto, sostenendo che non siano stati detratti gli importi di operazioni finanziarie dichiarate illegittime. La Corte d'Appello ignora la questione. La Cassazione interviene, ravvisando una motivazione apparente, annullando la decisione e chiarendo l'obbligo del giudice di esaminare tutti i fatti decisivi e di acquisire gli atti processuali necessari, come il fascicolo di primo grado.
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Indennità ferie non godute: la Cassazione decide
Una docente con contratto a tempo determinato ha richiesto il pagamento per le ferie non godute. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto all'indennità ferie non godute sussiste a meno che il datore di lavoro non dimostri di aver formalmente invitato la lavoratrice a fruire delle ferie, avvisandola della perdita del diritto. La docente non può essere considerata automaticamente in ferie durante il periodo di sospensione delle lezioni.
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Sanzione disciplinare notaio: il ravvedimento operoso
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di sanzione disciplinare notaio per omessa tenuta del repertorio. La Corte ha confermato la sanzione pecuniaria, chiarendo che il ravvedimento operoso e l'incensuratezza, pur consentendo la sostituzione della sospensione con una multa, non ne comportano un'ulteriore riduzione automatica. Tuttavia, ha annullato la parte della decisione che imponeva il raddoppio del contributo unificato, specificando che il reclamo in materia non è un'impugnazione in senso stretto.
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Nullità provvedimento giudiziario senza firma relatore
La Corte di Cassazione ha dichiarato la nullità di un'ordinanza di estinzione del processo emessa da una Corte d'Appello perché priva della firma del giudice relatore. Secondo la Suprema Corte, un provvedimento che, pur avendo forma di ordinanza, decide in via definitiva sul processo ha natura sostanziale di sentenza. La mancanza della sottoscrizione del relatore, richiesta dall'art. 132 c.p.c., costituisce una nullità insanabile, rilevabile d'ufficio, che comporta la cassazione del provvedimento con rinvio al giudice precedente. Questa decisione sottolinea l'importanza dei requisiti formali per la validità degli atti giudiziari.
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Mansioni superiori: onere della prova e compiti affini
Una lavoratrice con mansioni di sacrista ha citato in giudizio il suo datore di lavoro, un ente ecclesiastico, rivendicando l'inquadramento superiore per aver svolto compiti amministrativi e contabili. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. L'ordinanza sottolinea che per ottenere il riconoscimento di mansioni superiori, il lavoratore ha l'onere di provare che tali compiti sono stati svolti in modo continuativo e prevalente, e non solo occasionale. Inoltre, i compiti meramente complementari alla figura professionale principale, come la registrazione delle offerte per una sacrista, non giustificano un avanzamento di livello.
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Interessi moratori nelle transazioni commerciali
Una società ha fornito parti robotiche non conformi per un progetto all'estero. Il committente ha sospeso il pagamento finale, invocando l'eccezione di inadempimento. La Corte di Cassazione ha confermato il diritto del committente di sospendere il pagamento a causa della grave inadempienza del fornitore, ma ha anche riconosciuto il diritto del committente a ricevere i più elevati interessi moratori commerciali su un credito separato vantato nei confronti del fornitore.
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Istanze istruttorie: quando reiterarle in giudizio
Una società ha visto le sue richieste di prova respinte in appello per una presunta mancata reiterazione. La Cassazione ha annullato la decisione, chiarendo che il richiamo alle conclusioni dell'atto introduttivo, che contenevano le istanze istruttorie, è sufficiente a manifestare la volontà di insistervi. La Corte ha colto l'occasione per ribadire le corrette modalità procedurali per la richiesta dei termini e la formulazione delle istanze istruttorie.
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Compenso VPO: Indennità per attività extra udienza?
Quattro Vice Procuratori Onorari (VPO) hanno richiesto il pagamento per attività di indagine svolte tra il 2002 e il 2007. La Corte di Cassazione ha stabilito che, prima della riforma del 2008, non esisteva un diritto a uno specifico compenso VPO per tali mansioni, poiché la legge prevedeva un'indennità solo per la partecipazione alle udienze. Tuttavia, la Corte ha accolto il ricorso sul piano procedurale, riconoscendo che la domanda subordinata per ingiustificato arricchimento era stata presentata tempestivamente e deve essere esaminata nel merito dalla Corte d'Appello.
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Giudicato tributario: vincolante per l’ICI
Una società immobiliare ha impugnato un avviso di accertamento ICI basato sul valore di aree edificabili. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando il principio che un precedente giudicato tributario, che ha già stabilito il valore di un bene tra le stesse parti, è vincolante per la stessa annualità d'imposta, precludendo l'esame di nuove prove.
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Tassazione per enunciazione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15751/2024, ha chiarito i presupposti per la tassazione per enunciazione di un finanziamento soci. Il caso riguardava un atto di donazione di quote di una S.a.s. e di modifica dei patti sociali, all'interno del quale veniva menzionato un precedente finanziamento concesso da un socio alla società. L'Agenzia delle Entrate aveva applicato l'imposta di registro su tale finanziamento. I ricorrenti sostenevano la mancanza del requisito dell'identità delle parti tra l'atto registrato e quello enunciato. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, affermando che il concetto di 'parte' deve essere interpretato in senso lato e sostanziale, non meramente contrattuale, in funzione antielusiva. Poiché la società era parte dell'atto di modifica dei patti sociali e anche debitrice nel finanziamento enunciato, il requisito soggettivo è stato ritenuto soddisfatto, legittimando l'imposizione fiscale.
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Lucro cessante: prova del danno e onere del creditore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15609/2024, chiarisce i requisiti per il risarcimento del danno da lucro cessante a seguito di uno sfratto illegittimo. La Corte ha rigettato il ricorso di una società conduttrice, sottolineando che il creditore ha l'onere di provare l'esistenza stessa del danno ('an debeatur') prima che il giudice possa procedere a una sua quantificazione, anche in via equitativa. La semplice illegittimità dello sgombero non è sufficiente a fondare il diritto al risarcimento del mancato guadagno se non viene fornita una prova concreta della sua esistenza.
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Onere della prova: Cassazione su frodi carosello
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30442/2025, interviene sul tema delle operazioni soggettivamente inesistenti e le frodi carosello. Il caso riguarda un'azienda del settore della telefonia a cui l'Agenzia delle Entrate contestava l'indebita detrazione IVA. La Corte ha chiarito che l'onere della prova a carico dell'Amministrazione Finanziaria non richiede la dimostrazione di una 'partecipazione consapevole' alla frode, ma è sufficiente provare, anche tramite presunzioni, che il contribuente, usando l'ordinaria diligenza, avrebbe dovuto sapere di essere parte di un'operazione evasiva. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Ricostruzione carriera: quando il ricorso è inammissibile
Una dipendente pubblica ha richiesto la ricostruzione della propria carriera, ma la sua domanda è stata respinta sia in primo che in secondo grado. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, sottolineando che non può riesaminare nel merito i fatti e le prove già valutati dalla Corte d'Appello. La decisione evidenzia i limiti del giudizio di legittimità, che non può sostituirsi alla valutazione del giudice di merito sulla documentazione agli atti.
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Reato commesso all’estero: la richiesta del Ministro
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 36905/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di reato commesso all'estero da un cittadino italiano. Nel caso di una truffa ai danni di una società straniera, la Corte ha confermato che la sola richiesta di procedimento del Ministro della Giustizia non è sufficiente per avviare l'azione penale. Se il reato, secondo la legge italiana, è procedibile a querela, quest'ultima rimane una condizione indispensabile e non può essere surrogata dall'atto ministeriale. La decisione sottolinea la preminenza della volontà della persona offesa.
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Cumulo giuridico sanzioni: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione interviene su un caso di operazioni oggettivamente inesistenti, rigettando gran parte delle doglianze di una società contribuente. Tuttavia, accoglie il motivo relativo all'applicazione del cumulo giuridico delle sanzioni per violazioni della stessa indole commesse in diversi periodi d'imposta. La Corte chiarisce che il giudice dell'ultimo atto processuale deve ricalcolare la sanzione complessiva, anche se gli accertamenti per le altre annualità sono oggetto di distinti giudizi. La sentenza è cassata con rinvio per la rideterminazione delle sanzioni.
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Limite 24 mesi somministrazione: sì alla conversione
Un lavoratore impiegato tramite agenzia per oltre 37 mesi presso la stessa azienda ha chiesto la costituzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione ha confermato che il limite 24 mesi somministrazione si applica. Il superamento di tale soglia comporta la nullità dei contratti e conferisce al lavoratore il diritto di essere assunto a tempo indeterminato dall'azienda utilizzatrice, e non solo dall'agenzia.
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Operazioni inesistenti: onere della prova e IVA
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29475/2025, ha cassato con rinvio la decisione di una Commissione Tributaria Regionale in un caso di operazioni inesistenti. La Corte ha ribadito la netta distinzione tra operazioni oggettivamente e soggettivamente inesistenti, chiarendo i diversi oneri probatori a carico dell'Amministrazione Finanziaria e del contribuente. In particolare, è stato sottolineato che il giudice di merito non aveva adeguatamente motivato la propria decisione, omettendo di qualificare le operazioni contestate e di valutare le prove fornite dall'Agenzia circa la natura di 'cartiere' delle società fatturanti.
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Incaricato di pubblico servizio: la qualifica si prova
La Corte di Cassazione ha stabilito che la qualifica di 'incaricato di pubblico servizio' per un lavoratore, come un operatore ecologico, non può essere presunta ma deve essere rigorosamente provata. Nel caso specifico, un'azienda di servizi pubblici aveva interrotto il rapporto di lavoro durante il periodo di prova di un dipendente a causa di una sua interdizione dai pubblici uffici, sostenendo che le sue mansioni rientrassero in tale qualifica. La Suprema Corte ha cassato la decisione di merito, evidenziando che non era stata fornita alcuna prova concreta, basata su fonti normative o contrattuali, che le mansioni del lavoratore andassero oltre compiti meramente manuali ed esecutivi. Pertanto, la qualifica di incaricato di pubblico servizio richiede un accertamento specifico delle attività svolte.
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