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Art. 12 Codice Civile — Anno 2024

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175 provvedimenti

Altri anni per Art. 12 Codice Civile

Licenziamento dirigente: i limiti al riesame dei fatti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società contro la sentenza che aveva giudicato illegittimo il licenziamento di un dirigente. La Corte chiarisce che, in sede di rinvio, il giudice non può riesaminare i fatti già accertati, ma deve limitarsi ad applicare i principi di diritto vincolanti enunciati dalla stessa Cassazione in una precedente pronuncia. Il motivo di ricorso basato sull'omesso esame di un fatto decisivo è stato respinto per la sua genericità e per non aver individuato il fatto storico specifico che sarebbe stato trascurato.
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Forza maggiore e agevolazioni: quando è esclusa?
Una società immobiliare perde le agevolazioni fiscali per non aver rivenduto degli immobili entro tre anni. La Corte di Cassazione ha respinto la sua difesa basata sulla forza maggiore, sostenendo che le azioni legali dei conduttori erano un rischio prevedibile, data la complessa struttura dell'operazione di acquisto, e non un evento imprevedibile. La decisione sottolinea che il rischio d'impresa non giustifica l'inadempimento degli obblighi fiscali.
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Omologazione dispositivi: obbligatoria anche in laguna
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di una sanzione elevata a un'imbarcazione a Venezia. La decisione si fonda sulla mancata prova, da parte del Comune, dell'avvenuta omologazione dispositivi del sistema di videosorveglianza utilizzato per l'accertamento. Anche se non usato per misurare la velocità, la normativa locale impone che tali strumenti siano debitamente omologati per garantire la legittimità della sanzione.
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Minimale contributivo: obbligo anche con assenze?
Un'azienda ha contestato una richiesta di pagamento dell'INPS per contributi non versati a favore di dipendenti assenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'obbligo di versare il minimale contributivo sussiste anche per le assenze non giustificate dalla legge o dal contratto collettivo, ma basate su un semplice accordo tra le parti. La Corte ha ribadito l'autonomia dell'obbligazione contributiva rispetto a quella retributiva.
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Indennità di occupazione: la riduzione del 15% per la PA
Una società immobiliare ha richiesto il pagamento integrale di un'indennità di occupazione da parte di un Ministero, che aveva invece applicato la riduzione del 15% prevista da una legge del 2012. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della riduzione, stabilendo la sua immediata applicabilità dal luglio 2012 e rigettando il ricorso della società.
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Responsabilità manutenzione corsi d’acqua: chi paga?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20084/2024, ha chiarito la ripartizione della responsabilità per la manutenzione dei corsi d'acqua. Nel caso specifico, alcuni agricoltori avevano subito danni a causa dell'esondazione di un torrente. La Corte ha confermato la responsabilità solidale del Consorzio di Bonifica e della Regione, stabilendo che le leggi regionali possono trasferire in modo effettivo i compiti di custodia e manutenzione ai consorzi, rendendoli co-responsabili per i danni derivanti da omessa manutenzione, anche se il corso d'acqua ha origine naturale.
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Decadenza permesso di costruire: demolizione per analogia
La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, ha stabilito l'inammissibilità del ricorso contro una decisione del Consiglio di Stato che confermava l'ordine di demolizione di un immobile. Il caso riguarda la decadenza del permesso di costruire, originariamente concesso a un imprenditore agricolo a condizione del mantenimento della destinazione d'uso. Venuta meno tale condizione, il Comune ha ordinato la demolizione. La Corte ha chiarito che l'applicazione analogica, da parte del giudice amministrativo, delle sanzioni previste per l'annullamento del titolo edilizio (art. 38 D.P.R. 380/2001) alla diversa ipotesi di decadenza del permesso di costruire non costituisce un eccesso di potere giurisdizionale, ma rientra nell'attività interpretativa, non sindacabile in sede di legittimità per motivi di giurisdizione.
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Retribuzione di risultato: fondi medici e veterinari
Un dirigente veterinario ha contestato l'unificazione del fondo per la retribuzione di risultato con quello dei dirigenti medici, sostenendo un pregiudizio economico. La Corte di Cassazione ha accolto la sua tesi, stabilendo che la contrattazione collettiva del periodo prevedeva fondi distinti. La Corte ha invece rigettato la richiesta di indennità di polizia giudiziaria, poiché per il periodo in questione era necessaria una nomina formale non dimostrata.
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Segnalazione velocità media: basta il cartello generico
Una società di trasporti si è vista annullare una multa per eccesso di velocità rilevata da un sistema di controllo della velocità media, poiché il tribunale ha ritenuto inadeguata la segnaletica generica. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che per la segnalazione velocità media è sufficiente il cartello standard che avvisa del 'controllo elettronico della velocità', in quanto la legge non impone di specificare la modalità di misurazione.
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Diligenza banca assegno: quando basta un solo documento?
Una compagnia assicurativa ha citato in giudizio un operatore finanziario per il pagamento di un assegno non trasferibile a un soggetto non legittimato. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19342/2024, ha chiarito i limiti della diligenza della banca nell'assegno. Ha stabilito che l'identificazione del presentatore tramite un solo documento d'identità valido, in assenza di evidenti segni di falsificazione, è sufficiente a escludere la colpa dell'operatore, anche in presenza di circostanze come l'apertura contestuale di un conto. La Corte ha ritenuto eccessiva la pretesa di verifiche ulteriori, come controlli anagrafici o presso l'Agenzia delle Entrate, annullando la decisione di secondo grado.
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Agevolazioni sisma Abruzzo: stop alla Cassazione
Una società ha contestato un avviso di accertamento fiscale, chiedendo di beneficiare della riduzione d'imposta prevista per le aree colpite dal terremoto del 2009. Le corti di merito hanno negato il beneficio, sostenendo che non si applicasse alle imposte accertate successivamente. La Corte di Cassazione, rilevando una questione pendente dinanzi alla Corte di Giustizia Europea sulla compatibilità di queste agevolazioni sisma Abruzzo con il diritto UE in materia di IVA, ha sospeso il procedimento in attesa della decisione europea.
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Indennità di bilinguismo: no se l’ente è privato
Un docente impiegato presso una fondazione di diritto privato ha richiesto l'indennità di bilinguismo, prevista da una legge regionale per il personale delle scuole "dipendenti dalla Regione". La Corte di Cassazione ha respinto la domanda, chiarendo che una scuola gestita da un ente privato, sebbene con legami e finanziamenti pubblici, non rientra nella nozione di "scuola dipendente". Pertanto, in assenza di una previsione nel contratto individuale o collettivo, l'indennità non è dovuta.
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Remunerazione medici specializzandi: Cassazione rinvia
Un gruppo di medici specializzatisi tra il 1991 e il 2005 ha citato in giudizio lo Stato per ottenere una remunerazione adeguata, lamentando il tardivo recepimento delle direttive europee. Dopo la sconfitta nei primi due gradi di giudizio, il caso è giunto in Cassazione. La Corte, con ordinanza interlocutoria, ha deciso di sospendere la decisione e rinviare la causa a nuovo ruolo. Il motivo è l'attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite su una questione di massima importanza strettamente connessa: l'adeguamento triennale delle borse di studio. La questione sulla corretta remunerazione medici specializzandi resta quindi aperta.
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Remunerazione medici specializzandi: attesa per la Corte
Un gruppo di medici specializzandi tra il 1991 e il 2005 ha citato in giudizio lo Stato per ottenere un'adeguata remunerazione, lamentando il mancato adeguamento all'inflazione delle borse di studio previsto dalla normativa europea e nazionale. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione in attesa del pronunciamento delle Sezioni Unite su una questione di diritto fondamentale per il caso, relativa alla rivalutazione triennale degli importi.
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Leasing traslativo: la clausola penale è valida
In un caso di leasing traslativo immobiliare risolto per inadempimento dell'utilizzatore, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società alberghiera. È stata confermata la validità della clausola penale che permette al concedente di trattenere i canoni riscossi e pretendere quelli futuri, a condizione che venga detratto l'importo ricavato dalla vendita del bene. La Corte ha inoltre ribadito la rigidità delle regole processuali sull'introduzione di nuove prove in appello.
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Calcolo TFS dirigenti: la retribuzione reale vince
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17804/2024, ha stabilito un principio fondamentale per il calcolo TFS dirigenti pubblici. Il caso riguardava un dirigente medico in aspettativa, che aveva assunto un incarico esterno con una retribuzione superiore. L'INPS aveva calcolato il suo Trattamento di Fine Servizio (TFS) sulla base della retribuzione 'virtuale' che avrebbe percepito nel suo ruolo originario. La Suprema Corte ha ribaltato le decisioni dei giudici di merito, affermando che il TFS deve essere calcolato sulla retribuzione effettivamente percepita e sulla quale sono stati versati i contributi, in virtù di un rinvio normativo che estende la disciplina prevista per i vertici delle ASL.
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Responsabilità banca bonifico: il dovere di cautela
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della responsabilità della banca per un bonifico errato, eseguito sulla base di un IBAN non corrispondente al beneficiario indicato. La Corte ha stabilito che, quando il beneficiario non è cliente della banca intermediaria, si applicano le regole del diritto comune basate sul "contatto sociale qualificato". Di conseguenza, la banca ha un obbligo di protezione e deve dimostrare di aver adottato tutte le cautele necessarie per evitare il danno o per consentire il recupero delle somme, superando anche le obiezioni basate sulla privacy.
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Ripetizione di indebito: la PA può agire sul dipendente
Un ex dirigente di un ente locale si è opposto alla richiesta di restituzione di emolumenti percepiti e ritenuti non dovuti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17324/2024, ha respinto il ricorso, confermando che la Pubblica Amministrazione può agire con l'azione di ripetizione di indebito per recuperare somme erogate senza una valida base normativa o contrattuale, anche se il lavoro è stato svolto.
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Premio speciale unitario: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16905/2024, ha stabilito che il calcolo del premio speciale unitario per le cooperative di facchinaggio non è stato modificato dalla riforma del D.Lgs. 423/2001. La Corte ha chiarito che tale premio, data la sua natura speciale, continua a basarsi su parametri fissi stabiliti da decreti ministeriali e non sulla retribuzione effettivamente corrisposta ai soci. La decisione accoglie il ricorso di una cooperativa, affermando il principio secondo cui una legge generale successiva non abroga una legge speciale precedente.
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Errore revocatorio e giudicato: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione, chiarendo che un presunto errore revocatorio nell'interpretazione di un giudicato esterno non costituisce un errore di fatto, ma una questione di diritto. La Corte sottolinea che il giudicato va assimilato a un 'elemento normativo', la cui interpretazione errata non può essere contestata tramite lo strumento della revocazione per errore di fatto, ma attiene a un eventuale errore di giudizio.
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