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Art. 118 Codice di Procedura Civile — Sezione Terza Civile

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387 provvedimenti

Altri anni per Art. 118 Codice di Procedura Civile

Valutazione delle prove: Cassazione e prove atipiche
Un pubblico ufficiale, sanzionato per eccesso di velocità, reagiva con frasi offensive e minacciose nei confronti degli agenti di polizia. La Corte di Cassazione ha confermato la sua condanna al risarcimento del danno, chiarendo importanti principi sulla valutazione delle prove. La decisione del giudice si è basata su elementi 'atipici', come le dichiarazioni rese in un precedente processo penale (poi annullato) e una lettera di scuse inviata dall'uomo, ritenuta una conferma del suo comportamento illecito. La sentenza ribadisce l'ampio potere del giudice civile nella libera valutazione delle prove.
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Mutuo di risparmio edilizio: valido il titolo esecutivo
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a un mutuo di risparmio edilizio, un contratto finanziario atipico. I debitori si erano opposti all'esecuzione forzata avviata dalla banca, sostenendo la nullità del contratto e l'invalidità del titolo esecutivo. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che l'atto notarile, che integrava il contratto di mutuo, costituiva un valido titolo esecutivo. Ha inoltre stabilito che le eccezioni di nullità per indeterminatezza e immeritevolezza del contratto erano state formulate in modo troppo generico per essere accolte.
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Mala gestio: la Cassazione sulla validità del contratto
Una società immobiliare ha impugnato una serie di vendite del proprio patrimonio, orchestrate dal suo ex amministratore, sostenendo l'esistenza di un piano fraudolento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la "mala gestio" dell'amministratore non invalida di per sé il contratto stipulato con un terzo. La società danneggiata deve agire con rimedi personali contro l'amministratore e non con l'annullamento del contratto.
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Obbligazione solidale: estinzione del debito per tutti
In un caso di risarcimento danni per turbativa d'asta, la Corte di Cassazione ha chiarito i principi dell'obbligazione solidale. La sentenza stabilisce che se un condebitore estingue il debito tramite compensazione con un proprio controcredito, l'effetto liberatorio si estende a tutti gli altri condebitori. Questo perché la compensazione, avendo natura satisfattiva, soddisfa l'interesse del creditore, estinguendo l'obbligazione per intero e non solo per la quota del singolo. La Corte ha cassato la decisione precedente, rinviando il caso per determinare se l'estinzione del debito sia stata totale o parziale.
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Accertamento obbligo del terzo: i limiti del giudicato
La Corte di Cassazione chiarisce che l'ordinanza emessa a seguito di accertamento obbligo del terzo (ex art. 549 c.p.c.) non costituisce giudicato sostanziale. Di conseguenza, un creditore può avviare una nuova esecuzione forzata anche dopo una precedente procedura conclusa con un'ordinanza di assegnazione, se ritiene che il debito del terzo non sia stato interamente soddisfatto. Il ricorso della terza pignorata, basato sulla violazione del principio del ne bis in idem, è stato respinto.
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Trascrizione pignoramento trust: le regole della Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34075/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di trust: la trascrizione del pignoramento trust è nulla se eseguita contro il trust stesso anziché contro il trustee. La Corte ha ribadito che il trust non possiede soggettività giuridica, essendo un mero patrimonio separato. Pertanto, qualsiasi formalità pubblicitaria, inclusa la trascrizione di un pignoramento, deve essere intestata al trustee nella sua specifica qualità, quale unico titolare dei diritti e doveri connessi ai beni in trust.
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Giudicato implicito: quando non si forma in appello
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 33003/2024, chiarisce i limiti del giudicato implicito. In un caso di risarcimento danni per un mancato progetto edilizio, la Corte ha stabilito che se un giudice rigetta la domanda per una ragione assorbente (es. mancata prova del danno), le questioni non esaminate (es. la responsabilità) non passano in giudicato. Pertanto, il giudice d'appello può riesaminare liberamente tali questioni senza violare il principio del giudicato implicito.
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Prova del danno: Rifiuto illegittimo delle testimonianze
A seguito dell'affondamento di un'imbarcazione in un porto turistico durante una mareggiata, il proprietario ha intrapreso una lunga battaglia legale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale sulla prova del danno: il giudice non può ritenere generica e quindi inammissibile una prova testimoniale volta a dimostrare l'esistenza e la natura dei danni, per poi concludere che il danno non è stato provato. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, rinviando la causa per un nuovo esame che tenga conto delle testimonianze ingiustamente escluse.
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Interpretazione contratto assicurazione: i limiti del ricorso
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un assicurato contro la sua compagnia. Il caso verteva sulla corretta interpretazione del contratto di assicurazione per danni da tromba d'aria. La Corte ha ribadito che il ricorso non può limitarsi a contrapporre una propria interpretazione a quella del giudice di merito, ma deve specificare la violazione dei canoni legali di interpretazione.
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Clausola Riparatore Convenzionato: È Legittima?
Un'assicurata ripara l'auto vandalizzata presso un'officina non convenzionata e l'assicurazione applica uno scoperto. La Corte di Cassazione ha stabilito che la clausola riparatore convenzionato, che prevede un indennizzo pieno solo per le officine affiliate e uno ridotto per le altre, è legittima. Non costituisce né una restrizione della libertà contrattuale né crea un significativo squilibrio per il consumatore, ma rappresenta un incentivo premiante.
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Contestazione CTU: non ci sono termini perentori
Un ente agricolo è stato condannato, insieme a un Centro di Assistenza Agricola, a risarcire un agricoltore per la mancata erogazione di contributi, causata da un errore nella gestione dei titoli. In appello, l'ente ha sollevato obiezioni a una nuova perizia tecnica (CTU), ma la Corte le ha ritenute tardive. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che la contestazione CTU, se non riguarda vizi procedurali, costituisce una mera argomentazione difensiva e può essere sollevata senza sottostare a termini perentori, anche in appello. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Pignoramento presso terzi: il ricorso inammissibile
Un ente pubblico, terzo pignorato, paga il debitore dopo la notifica di un pignoramento presso terzi. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell'ente, confermando che il pagamento è inefficace verso il creditore e che le censure sulla valutazione delle prove sono aspecifiche.
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Compenso avvocato: i minimi tariffari sono inderogabili
La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso avvocato non può scendere al di sotto dei minimi tariffari stabiliti dal D.M. 55/2014, come modificato dal D.M. 37/2018. Anche in presenza di cause molto semplici, il giudice non ha il potere di derogare a questi limiti, che sono stati resi inderogabili a tutela del decoro e della qualità della prestazione professionale. La sentenza impugnata, che aveva liquidato un importo inferiore al minimo, è stata cassata con rinvio.
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Ricorso inammissibile: l’importanza dei fatti
Un soggetto si opponeva a un'azione di recupero crediti per danno erariale, sostenendo che il debito fosse estinto. I giudici di merito respingevano la sua tesi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo successivo ricorso inammissibile perché non conteneva una chiara e completa esposizione dei fatti essenziali della vicenda, rendendo impossibile per la Corte valutare le censure. La decisione sottolinea il requisito fondamentale dell'esposizione sommaria dei fatti.
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Onere della prova diffamazione: chi prova la verità?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società editrice e del suo direttore, condannati per aver diffamato un cittadino indicandolo erroneamente come indagato per un omicidio. La Corte ha ribadito che l'onere della prova diffamazione grava sul giornalista e sull'editore, i quali devono dimostrare la verità della notizia o, almeno, la sua verosimiglianza e l'attendibilità delle fonti. In questo caso, la Corte ha ritenuto insufficiente basarsi su una singola fonte non qualificata per esonerare da responsabilità.
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Danno conseguenza: prova essenziale nella diffamazione
Un professionista ha citato in giudizio un giornalista e il suo intervistato per diffamazione. La Corte d'Appello aveva concesso un risarcimento, ma la Corte di Cassazione ha annullato la decisione. Il motivo fondamentale è che il danneggiato non ha fornito prove specifiche del pregiudizio subito. La sentenza ribadisce che il danno conseguenza derivante da una diffamazione non può essere presunto, ma deve essere allegato e dimostrato concretamente dalla parte lesa.
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Diritto di cronaca: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di presunta diffamazione a mezzo stampa, originato da articoli pubblicati su un noto quotidiano. Il ricorrente, dopo aver visto la sua richiesta di risarcimento respinta in Appello, ha adito la Suprema Corte. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti, ma di giudicare la corretta applicazione della legge. La decisione sottolinea come il dibattito sui limiti del diritto di cronaca non possa trasformare il giudizio di legittimità in un terzo grado di merito.
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Cessione crediti in blocco: prova e onere probatorio
Una società di cartolarizzazione agiva in revocatoria contro un debitore per annullare delle vendite immobiliari. Il debitore contestava la titolarità del credito in capo alla società. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di contestazione, la sola pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di una cessione crediti in blocco non è prova sufficiente della titolarità del singolo credito, se la descrizione dei crediti ceduti è troppo generica. La sentenza di merito è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Azione revocatoria e fondo patrimoniale: la decisione
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di azione revocatoria intentata da un creditore contro un fondo patrimoniale costituito da due coniugi. I debitori sostenevano che il fondo, creato per le necessità familiari, non potesse essere attaccato e che uno dei coniugi non fosse legittimato passivo. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, confermando che l'azione revocatoria è esperibile. Ha chiarito che anche il coniuge non proprietario dei beni è parte necessaria del giudizio e che il fondo non può essere usato come scudo per pregiudicare i diritti dei creditori, essendo sufficiente la consapevolezza del danno e non necessario il dolo specifico.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione nega
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10255/2025, ha rigettato il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per l'inadeguatezza della loro borsa di studio e il mancato adeguamento annuale e triennale. La Corte ha stabilito che la normativa europea non imponeva un importo specifico per la remunerazione medici specializzandi, né la copertura previdenziale. Inoltre, ha confermato l'inesistenza del diritto all'adeguamento del compenso, richiamando una precedente pronuncia delle Sezioni Unite.
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