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Art. 1176 Codice Civile — Sezione Terza Civile

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434 provvedimenti

Altri anni per Art. 1176 Codice Civile

Responsabilità avvocato: motivazione apparente non basta
Un cliente cita in giudizio il proprio avvocato per negligenza professionale, sostenendo che la sua assenza in udienza abbia causato gravi danni. I tribunali di merito e la Corte di Cassazione hanno respinto la richiesta, sottolineando che non basta addurre una 'motivazione apparente' se il ragionamento del giudice è logico e comprensibile. La Corte ribadisce che le valutazioni sui fatti non sono ammissibili nel giudizio di legittimità, definendo così i confini della responsabilità avvocato.
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Responsabilità professionale commercialista: il caso
Un'ordinanza della Cassazione analizza la responsabilità professionale commercialista per l'omessa presentazione di una dichiarazione fiscale. Lo studio professionale, che ha causato al cliente la perdita di un credito IVA, è stato condannato al risarcimento. Il suo successivo ricorso in Cassazione è stato dichiarato inammissibile per vizi procedurali, in particolare per non aver contestato la ratio decidendi della sentenza d'appello e per non aver prodotto tempestivamente i documenti necessari, come la polizza assicurativa pertinente.
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Responsabilità professionale avvocato: la prescrizione
La Corte di Cassazione chiarisce il momento da cui decorre la prescrizione per l'azione di responsabilità professionale avvocato. La Corte ha stabilito che il termine decennale non parte dalla sentenza definitiva che accerta il danno, ma dal momento in cui il cliente, usando l'ordinaria diligenza, ha la percezione oggettiva dell'inadempimento e del potenziale danno, come nel caso in cui debba avviare una nuova azione legale per rimediare all'errore del precedente legale.
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Danni da fauna selvatica: il concorso di colpa
Un'azienda agricola ha subito ingenti danni da fauna selvatica (cinghiali) provenienti da un parco naturale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che attribuiva all'agricoltore un concorso di colpa dell'80% per non aver adottato idonee misure di protezione del proprio fondo, come recinzioni adeguate. Il ricorso dell'agricoltore è stato dichiarato inammissibile perché basato su un presupposto giuridico errato (responsabilità extracontrattuale ex art. 2043 c.c.) invece che sul corretto regime di indennizzo previsto da leggi speciali.
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Responsabilità direttore lavori: i confini del ruolo
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un direttore dei lavori e del suo studio di progettazione per danni strutturali causati a un edificio adiacente. La sentenza ribadisce che la responsabilità direttore lavori va oltre la mera sorveglianza, includendo un dovere di alta competenza tecnica, controllo attivo sull'esecuzione e l'obbligo di intervenire per correggere carenze progettuali o esecutive, anche sospendendo i lavori se necessario. Viene rigettata la tesi difensiva che lo qualificava come semplice esecutore di ordini.
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Responsabilità del notaio: l’errore del Conservatore
Un acquirente perde un immobile a causa di un pignoramento non rilevato al momento dell'acquisto. La Corte di Cassazione annulla la condanna per responsabilità del notaio, ritenendo che la Corte d'Appello non abbia adeguatamente motivato come il professionista avrebbe potuto scoprire l'errore del Conservatore dei registri immobiliari, che aveva trascritto l'atto con un codice fiscale errato.
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Responsabilità del notaio: vendita e diritto di superficie
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità del notaio che non ha informato adeguatamente l'acquirente della natura del diritto trasferito, risultato essere un diritto di superficie e non la piena proprietà. L'acquirente aveva comprato un immobile scoprendo solo in seguito di non possedere il terreno sottostante. I tribunali di primo e secondo grado avevano già condannato il notaio al risarcimento del danno. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del professionista, ribadendo i suoi doveri di diligenza e corretta informazione.
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Responsabilità avvocato: quando il danno non è ingiusto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una cliente contro il proprio legale. La richiesta di risarcimento per la responsabilità avvocato è stata respinta poiché la restituzione di una provvisionale, rivelatasi poi eccessiva, non costituisce un danno "ingiusto", ma il ripristino di una situazione lecita. Il cliente non è mai stato titolare del diritto a trattenere quelle somme.
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Onere della prova parcheggio: chi prova il danno?
Un automobilista chiede il risarcimento per i danni alla sua auto, sostenendo che siano avvenuti mentre era parcheggiata in un'autorimessa a pagamento. La Corte di Cassazione, confermando la decisione di merito, chiarisce che l'onere della prova parcheggio grava sul cliente, il quale deve dimostrare non solo il danno, ma anche che questo si è verificato durante il periodo di custodia del veicolo. Poiché tale prova non è stata fornita in modo adeguato, il ricorso dell'automobilista è stato respinto.
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Responsabilità professionale notaio: il caso analizzato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per tardività, ma chiarisce importanti aspetti sulla responsabilità professionale del notaio. Il caso riguardava la vendita di immobili societari da parte di un solo amministratore. La Corte, esaminando il merito, ha confermato che la vendita di immobili può rientrare nell'ordinaria amministrazione se coerente con l'oggetto sociale, escludendo così la responsabilità professionale del notaio per non aver richiesto una delibera congiunta. L'inammissibilità è derivata da un errore procedurale dell'appellante.
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Responsabilità direttore lavori: i doveri di vigilanza
Un architetto è ritenuto responsabile per i difetti in un'opera di manutenzione condominiale a causa della sua omessa vigilanza. La sua polizza assicurativa viene invalidata poiché, al momento della stipula, aveva nascosto l'esistenza di un contenzioso già noto con il committente. La Corte di Cassazione conferma la piena responsabilità direttore lavori, negando la copertura assicurativa per reticenza.
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Spese legali stragiudiziali: no al rimborso se superflue
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di negare il risarcimento delle spese legali stragiudiziali a un cittadino. La richiesta era relativa ai costi sostenuti per l'intervento di un avvocato volto a sollecitare il pagamento di una prestazione da parte di un ente previdenziale. Il rimborso è stato negato perché l'azione legale è stata ritenuta superflua, in quanto l'ente aveva già deliberato il pagamento il giorno successivo alla diffida, dimostrando che l'iter era già in fase conclusiva e non è stato influenzato dall'intervento del legale.
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Obbligazione di mezzi: no risarcimento per furto
Una società immobiliare ha citato in giudizio un consorzio residenziale per i danni subiti a seguito di furti, lamentando un servizio di vigilanza inadeguato. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha respinto il ricorso. Ha chiarito che la vigilanza costituisce un'obbligazione di mezzi, non di risultato. Pertanto, il consorzio non è responsabile se dimostra di aver predisposto misure di sicurezza adeguate, anche se queste non hanno impedito il furto. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché mirava a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Proroga termine processuale: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla tempestività di un ricorso la cui scadenza cadeva in un giorno festivo (venerdì), seguito da un sabato. La Corte ha stabilito che la proroga del termine processuale si estende fino al primo giorno non festivo successivo, quindi al lunedì. Nel merito, ha rigettato il ricorso di un cliente contro i suoi ex avvocati per presunta negligenza professionale, confermando la decisione della Corte d'Appello che non aveva riscontrato un nesso causale tra la condotta dei legali e il danno lamentato.
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