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Art. 117 Costituzione

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1894 provvedimenti

Giudizio di rinvio: i termini per la decisione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 39453/2025, ha rigettato il ricorso di un indagato sottoposto a custodia cautelare per narcotraffico. La Corte ha ribadito un principio cruciale sul giudizio di rinvio: il termine di dieci giorni per decidere non decorre dalla trasmissione degli atti dalla Cassazione, ma dalla ricezione del fascicolo completo richiesto all'autorità procedente. Questa procedura, sebbene possa allungare i tempi, garantisce una valutazione completa e aggiornata, tutelando i diritti della difesa. La Corte ha inoltre ritenuto inammissibili le altre censure relative alla valutazione delle prove residue e alla motivazione della misura.
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Addizionale energia elettrica: la Cassazione decide
Un'impresa cliente ha richiesto e ottenuto nei primi due gradi di giudizio il rimborso dell'addizionale provinciale sull'energia elettrica versata a una società fornitrice. Quest'ultima ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, basando la sua decisione su una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la norma istitutiva dell'addizionale. La decisione conferma definitivamente il diritto al rimborso per l'addizionale energia elettrica non dovuta.
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Addizionale provinciale energia: rimborso illegittimo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un fornitore di energia, confermando il diritto di un'azienda cliente a ottenere il rimborso dell'addizionale provinciale energia. La decisione si fonda su una precedente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità di tale imposta, considerata un pagamento non dovuto (indebito oggettivo).
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Riscossione coattiva e giusto processo: la Cassazione
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che le modifiche legislative in materia di riscossione coattiva, introdotte durante un processo, non violano il principio del giusto processo sancito dall'art. 6 CEDU. La controversia vedeva un ente previdenziale opposto all'agente della riscossione per il mancato recupero di contributi. La Corte ha ritenuto gli interventi normativi, che hanno previsto l'annullamento di vecchi ruoli, parte di una prevedibile e organica riforma del sistema, giustificata da motivi di interesse generale, e non un'indebita interferenza nel giudizio.
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Equa riparazione e valore causa: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che per negare l'equa riparazione per l'eccessiva durata di un processo, non è sufficiente considerare la solidità finanziaria del richiedente. Se il valore oggettivo della causa non è minimo (superiore alla soglia di circa 500 euro), il diritto all'indennizzo sussiste. La Corte ha accolto il ricorso di due grandi società a cui era stato negato il risarcimento, annullando la decisione che si basava unicamente sulla sproporzione tra il credito e il loro ingente patrimonio.
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Sanzioni amministrative: no al favor rei, si a tempus regit actum
Una società di revisione viene sanzionata dall'Autorità di Vigilanza per violazioni antiriciclaggio. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione d'appello, stabilisce che per le sanzioni amministrative non si applica il principio del *favor rei* (legge più favorevole), ma quello del *tempus regit actum* (legge del tempo del commesso illecito), negandone la natura sostanzialmente penale.
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Pagamento TFS dipendenti pubblici: legittimo il ritardo?
Un dipendente pubblico, andato in pensione anticipata, ha contestato il notevole ritardo nel pagamento del suo Trattamento di Fine Servizio (TFS). La Corte d'Appello ha respinto il ricorso, stabilendo che il differimento del pagamento del TFS per i dipendenti pubblici è un legittimo correttivo per bilanciare il vantaggio della pensione anticipata con le esigenze di finanza pubblica, confermando la costituzionalità della normativa vigente.
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Sanzione per gioco: PC in internet point è legittimo
Un esercente commerciale ha ricevuto una sanzione amministrativa di 20.000 euro per aver messo a disposizione dei clienti computer che permettevano l'accesso a piattaforme di gioco online. La Corte di Cassazione, recependo una sentenza della Corte Costituzionale, ha annullato la multa. La norma su cui si basava la sanzione per gioco (art. 7, comma 3-quater, d.l. 158/2012) è stata dichiarata incostituzionale perché ritenuta sproporzionata e eccessivamente lesiva della libertà di iniziativa economica, in quanto vietava la messa a disposizione di qualsiasi apparecchiatura per la navigazione in rete.
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Regolamentazione NCC nautico: limiti e divieti
Una società di trasporto nautico, sanzionata da un comune per violazione di normative locali sulla navigazione, ha contestato le multe ritenendole discriminatorie. La Corte di Cassazione ha rigettato parte del ricorso, stabilendo che un divieto di transito basato su caratteristiche oggettive dell'imbarcazione, come la stazza, si applica a tutti gli operatori indistintamente, senza costituire una discriminazione basata sull'origine dell'autorizzazione. Per le altre sanzioni, il procedimento è stato dichiarato estinto o cessato per ragioni procedurali.
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Rimborso accisa energia: la Cassazione conferma
Una società ha citato in giudizio il proprio fornitore di energia per ottenere il rimborso di un'addizionale provinciale sull'accisa, ritenuta illegittima. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fornitore, confermando il diritto del cliente finale a richiedere la restituzione delle somme direttamente alla società erogatrice. La decisione si fonda sulla dichiarazione di illegittimità costituzionale della norma che aveva introdotto il tributo, in quanto contraria al diritto dell'Unione Europea. Questo consolida il principio del diritto al rimborso accisa energia per i consumatori.
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Rimborso accise energia: diritto diretto del cliente
Un'azienda ha ottenuto la restituzione di un'addizionale sull'accisa per l'energia elettrica. La Cassazione ha confermato il suo diritto al rimborso accise energia direttamente dal fornitore, poiché la norma istitutiva del tributo è stata dichiarata incostituzionale. La Corte ha rigettato il ricorso del fornitore, stabilendo che la caducazione della norma fa venir meno la causa del pagamento con effetto retroattivo.
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Ricusazione giudice: no incompatibilità nel riesame
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la ricusazione del giudice nel giudizio di rinvio cautelare. La sentenza chiarisce che la partecipazione di un magistrato a una precedente decisione cautelare, poi annullata, non crea incompatibilità, poiché la valutazione riguarda misure provvisorie e non il merito della responsabilità penale.
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Ricusazione giudice: inammissibile se infondata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro la decisione di rigettare un'istanza di ricusazione giudice. La Corte ha chiarito che, nella fase cautelare, non sussiste incompatibilità per il giudice che riesamina il caso dopo un annullamento con rinvio, poiché la sua valutazione non riguarda il merito della colpevolezza. Un'istanza di ricusazione giudice, se manifestamente infondata, può essere respinta senza udienza.
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Ricusazione giudice: no incompatibilità nel riesame
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per la ricusazione di un giudice in un procedimento di riesame. La Corte ha stabilito che la partecipazione di un giudice a una precedente decisione cautelare, successivamente annullata, non costituisce motivo di incompatibilità. Tale principio si fonda sulla distinzione tra la fase cautelare, che non pregiudica il merito, e il giudizio di responsabilità penale, unico ambito in cui si valuta la colpevolezza dell'imputato.
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Responsabilità civile magistrati: quando non spetta
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso per la responsabilità civile dei magistrati, chiarendo che la valutazione delle prove è insindacabile grazie alla clausola di salvaguardia. La Corte ha stabilito che la legge del 2015 non è retroattiva e che un'assoluzione penale per insufficienza di prove non vincola il giudice civile, sul quale non incombe l'obbligo di accertare i fatti ma solo di valutare le prove offerte dalle parti.
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Impugnazione estratto di ruolo: nuove regole retroattive
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce la retroattività della norma che limita l'impugnazione dell'estratto di ruolo. Il caso riguardava una contribuente che aveva contestato debiti previdenziali prescritti. La Corte ha chiarito che, se la cartella di pagamento originaria è stata regolarmente notificata, l'impugnazione dell'estratto di ruolo è inammissibile, applicando questo principio anche ai giudizi in corso al momento dell'entrata in vigore della nuova legge.
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Indennità chilometrica: CCNL privato per enti pubblici
Un'agenzia regionale negava a un dipendente l'indennità chilometrica sostenendo l'inapplicabilità del CCNL privato al pubblico impiego. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che per i lavoratori del settore idraulico-forestale, anche se dipendenti pubblici, si applica la contrattazione collettiva privata per il trattamento economico, in virtù di una specifica disciplina normativa.
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Assegni vitalizi: No a ricorsi su tagli retroattivi
Un gruppo di ex consiglieri regionali ha contestato la riduzione retroattiva dei loro assegni vitalizi, imposta da una legge regionale per esigenze di bilancio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando la legittimità dell'intervento legislativo. Secondo la Corte, l'esigenza di contenere la spesa pubblica e garantire equità giustifica la modifica dei trattamenti, anche se retroattiva, senza violare il principio di legittimo affidamento. È stata confermata anche la legittimità dei limiti al cumulo di più assegni vitalizi.
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Restituzione accise energia: la guida completa
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un'azienda cliente alla restituzione delle accise sull'energia, specificamente l'addizionale provinciale, e della relativa IVA, pagate a una compagnia energetica. La Corte ha stabilito che la natura illegittima del tributo, per contrasto con la normativa europea, rende il pagamento privo di causa fin dall'origine. Di conseguenza, il fornitore è tenuto al rimborso diretto al cliente, il quale non perde tale diritto neanche se ha già detratto l'IVA. Sarà poi l'Amministrazione Finanziaria a dover recuperare l'eventuale detrazione indebita.
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Rimborso accise energia: la Cassazione conferma il diritto
Una società turistica ha richiesto e ottenuto la restituzione di addizionali provinciali sull'accisa elettrica da una società fornitrice di energia, poiché ritenute illegittime secondo il diritto europeo. La società energetica ha impugnato la decisione fino alla Corte di Cassazione, la quale ha rigettato il ricorso. La Suprema Corte ha confermato il principio secondo cui il consumatore finale ha diritto di chiedere il rimborso delle accise sull'energia direttamente al fornitore, il quale a sua volta potrà rivalersi sullo Stato. La dichiarata illegittimità della norma interna fa venire meno la causa del pagamento fin dall'origine.
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