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Art. 116 Codice di Procedura Civile — Sezione Terza Civile

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1499 provvedimenti

Altri anni per Art. 116 Codice di Procedura Civile

Continuità delle trascrizioni: ipoteca a rischio
Un istituto di credito iscriveva un'ipoteca su immobili di una società debitrice. Tuttavia, l'acquisto di tali immobili da parte della debitrice veniva dichiarato nullo. La Cassazione ha confermato l'inefficacia dell'ipoteca, sottolineando la violazione del principio di continuità delle trascrizioni. Poiché dai registri immobiliari emergeva chiaramente l'interruzione della catena dei passaggi di proprietà, la banca non poteva essere considerata in buona fede, non avendo esercitato la dovuta diligenza nel verificare la titolarità del bene.
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Inadempimento fornitura energia: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società petrolifera contro un fornitore e un distributore di energia. L'oggetto della controversia era un presunto inadempimento nella fornitura di energia elettrica a un nuovo impianto. La Corte d'Appello aveva già ribaltato la sentenza di primo grado, escludendo l'inadempimento delle società energetiche a causa di mancanze attribuibili alla stessa società cliente. La Cassazione ha confermato che il ricorso mirava a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Cessione contratto locazione PA: serve forma scritta
Una società commerciale, che sosteneva di essere subentrata in un contratto di locazione di un immobile di proprietà di un ente pubblico, si è vista negare tale diritto. La Corte di Cassazione ha confermato che la cessione contratto locazione PA richiede sempre la forma scritta 'ad substantiam' (per la validità dell'atto). Il principio secondo cui la mancata opposizione del locatore entro 30 giorni vale come assenso non si applica quando una delle parti è la Pubblica Amministrazione, a causa del principio 'formalistico' che governa i contratti pubblici. Di conseguenza, l'occupazione dell'immobile è stata dichiarata illegittima.
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Nesso causale: no al riesame dei fatti in Cassazione
In un caso di risarcimento danni per lesioni personali, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo che chiedeva di riesaminare le prove. La Corte d'Appello aveva negato il risarcimento per mancanza di prova del nesso causale tra la condotta accertata (una spinta) e le lesioni lamentate (compatibili con un pugno non provato). La Cassazione ha ribadito che il suo ruolo non è quello di un terzo grado di merito, ma di controllo sulla legittimità della decisione, respingendo così il tentativo di rivalutare i fatti.
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Responsabilità intermediario: quando il cliente perde?
Una cliente versa ingenti somme in contanti a un agente per una polizza assicurativa risultata inesistente. La Corte di Cassazione stabilisce che la condotta anomala del cliente, come il pagamento in contanti vietato dalla legge, deve essere attentamente valutata dal giudice. Tale comportamento può interrompere il nesso causale e ridurre o escludere la responsabilità dell'intermediario (la compagnia assicurativa), in base al principio di autoresponsabilità. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Azione revocatoria: la prova della conoscenza del danno
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di azione revocatoria, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato inefficace la vendita di un immobile tra un debitore e un suo amico. La Suprema Corte ha stabilito che la prova della conoscenza del pregiudizio da parte dell'acquirente può essere legittimamente desunta tramite presunzioni, come il profondo legame di amicizia tra le parti. Inoltre, ha ribadito che, in caso di cessione di crediti in blocco, la pubblicazione dell'avviso in Gazzetta Ufficiale è sufficiente a dimostrare la titolarità del credito in capo al cessionario, validando così la sua legittimazione ad agire.
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Ritardo migrazione linea: onere prova dell’operatore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29849/2024, ha stabilito che in caso di ritardo nella migrazione di una linea telefonica, spetta all'operatore l'onere della prova di aver agito con diligenza e buona fede. Non è sufficiente attribuire la colpa a terzi per escludere la propria responsabilità. La Corte ha cassato la precedente sentenza, sottolineando come l'operatore debba dimostrare di aver informato il cliente e di aver fatto tutto il possibile per risolvere il problema, riaffermando così il principio dell'onere della prova a carico del debitore della prestazione.
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Azione di regresso: quando inizia la prescrizione?
Una società è stata condannata a risarcire un cliente per buoni fruttiferi riscossi illecitamente da una sua dipendente. La società ha quindi esercitato un'azione di regresso contro la lavoratrice. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, stabilendo che la prescrizione per l'azione di regresso decorre dal giorno in cui la società ha pagato il cliente, e non dalla data dell'illecito. Il ricorso della dipendente è stato respinto poiché la responsabilità solidale era stata accertata e il regresso, pertanto, legittimo.
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Obbligo di vendita garanzia: dovere di buona fede
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di alcuni investitori contro un istituto di credito. Il caso riguarda la mancata vendita di azioni detenute in garanzia, il cui valore era in forte calo. La Corte ha stabilito che, al di là di uno specifico obbligo di legge, la banca è tenuta ad agire secondo buona fede nell'esecuzione del contratto. Questo principio impone all'istituto di attivarsi per evitare un pregiudizio al cliente, come la perdita di valore della garanzia. La sentenza della Corte d'Appello, che aveva escluso la responsabilità della banca, è stata cassata con rinvio perché non ha correttamente valutato la condotta dell'istituto alla luce del dovere di buona fede. La questione centrale non è solo l'obbligo di vendita garanzia, ma il comportamento leale e protettivo che la banca deve mantenere.
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Omessa custodia: la colpa del pedone esclude il nesso
Un insegnante ha citato in giudizio un Comune per i danni subiti a seguito di una caduta causata da una lastra di pietra sporgente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso per omessa custodia, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La caduta è avvenuta in pieno giorno, in un luogo noto al danneggiato e con un pericolo visibile. La condotta imprudente della vittima è stata ritenuta l'unica causa dell'evento, configurando un caso fortuito che esonera il Comune da ogni responsabilità ai sensi dell'art. 2051 c.c.
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Notificazione decreto ingiuntivo: quando è valida?
Un consumatore ha impugnato un decreto ingiuntivo per bollette non pagate, sostenendo la nullità a causa di una notificazione decreto ingiuntivo irregolare. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che qualsiasi notifica, anche se viziata, è sufficiente a manifestare la volontà del creditore di avvalersi del titolo, impedendone l'inefficacia. La nullità è sanata se il debitore è comunque in grado di esercitare il proprio diritto di difesa.
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Fideiussione nulla: i limiti del ricorso in Cassazione
Un garante ha contestato una fideiussione, sostenendo la sua nullità per conformità a un modello ABI anticoncorrenziale. Dopo il rigetto in primo e secondo grado, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha ribadito che non può riesaminare nel merito la valutazione dei fatti, come la non identità tra il contratto specifico e il modello ABI, la quale spetta esclusivamente ai giudici di grado inferiore. Una fideiussione nulla deve essere provata nei gradi di merito.
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Contratto autonomo di garanzia: la Cassazione decide
Un garante ha impugnato in Cassazione il rigetto della sua opposizione a un decreto ingiuntivo, sostenendo l'invalidità di una polizza fideiussoria. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. La Corte ha qualificato il contratto come un contratto autonomo di garanzia, e non una semplice fideiussione, rendendo inopponibili le eccezioni relative al rapporto principale. Tutti i motivi di ricorso, inclusi quelli procedurali e quelli relativi a presunte violazioni normative (usura, schema ABI), sono stati giudicati inammissibili o infondati.
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Debito condominiale: l’azione contro il singolo
La curatela fallimentare di una società edile ha agito esecutivamente contro un singolo condomino per un debito derivante da un decreto ingiuntivo ottenuto contro l'intero condominio. Il condomino si è opposto, contestando l'importo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del condomino, chiarendo che un provvedimento giudiziale contro il condominio è un titolo esecutivo valido anche contro i singoli condomini. La Corte ha inoltre stabilito che, in caso di debito condominiale, spetta al singolo condomino dimostrare la corretta misura della propria quota di debito, e che la partecipazione del condominio alla causa non è necessaria.
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Retribuzione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul diritto alla retribuzione dei medici specializzandi per la mancata attuazione di direttive europee. L'ordinanza distingue due casi: accoglie il ricorso di un medico per una seconda specializzazione, negando che ciò escluda il diritto al compenso. Rigetta invece il ricorso di un altro medico la cui specializzazione non era inclusa negli elenchi UE, chiarendo che spetta al ricorrente provare l'equipollenza del corso.
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Prova testimoniale sinistro: attendibilità e denuncia
La Corte di Cassazione conferma il rigetto di una domanda di risarcimento per un sinistro mortale causato da un veicolo non identificato. Il fulcro della decisione è la valutazione della prova testimoniale, ritenuta inattendibile dai giudici di merito. La Corte chiarisce che, sebbene la denuncia non sia obbligatoria per agire in giudizio, la sua omissione, unitamente ad altre circostanze, costituisce un grave indizio che il giudice può utilizzare per dubitare della credibilità del testimone e, di conseguenza, della fondatezza della richiesta.
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Danno da custodia: la precisione del luogo del sinistro
Una cittadina, caduta su un marciapiede pubblico, ha citato in giudizio il Comune per danno da custodia. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda ritenendo non specificato il luogo esatto della caduta. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che l'indicazione del luogo era sufficiente e non era mai stata contestata dal Comune. Il principio di non contestazione rende il fatto provato. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione nel merito.
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Valutazione prove giudizio civile: la Cassazione
La Cassazione chiarisce i principi di valutazione delle prove nel giudizio civile di rinvio dopo l'annullamento delle statuizioni civili di una sentenza penale. Le dichiarazioni della parte offesa, rese nel processo penale, non possono essere usate come testimonianza formale nel successivo giudizio civile a causa del divieto dell'art. 246 c.p.c., ma possono essere liberamente apprezzate dal giudice. Nel caso specifico, la Corte ha respinto il ricorso di una donna per risarcimento danni da aggressione, confermando la decisione di merito che aveva ritenuto le prove insufficienti. La chiave è la corretta applicazione dei principi di valutazione delle prove nel giudizio civile.
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Frazionamento del credito: no a precetti multipli
Un creditore ha notificato più atti di precetto allo stesso debitore per crediti diversi, tutti nello stesso giorno. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale condotta costituisce un abusivo frazionamento del credito, finalizzato unicamente a gonfiare le spese legali. Di conseguenza, il creditore ha diritto al rimborso delle spese come se avesse notificato un unico atto di precetto comprensivo di tutte le somme dovute.
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Onere della prova: Cassazione su leasing e danni
Una società agricola in leasing subisce danni vandalici ai beni. Le corti di merito rigettano le sue richieste per mancata prova. La Cassazione interviene, annullando la decisione e chiarendo i principi sull'onere della prova. La Corte ha stabilito che negare l'ammissione di prove testimoniali cruciali senza una valida motivazione viola il diritto alla prova della parte. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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