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Art. 116 Codice di Procedura Civile — Sezione Terza Civile

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1499 provvedimenti

Altri anni per Art. 116 Codice di Procedura Civile

Responsabilità del vettore: l’esimente CMR prevale
Una compagnia assicuratrice ha citato in giudizio un'azienda di trasporti per la perdita di alcune auto di lusso a seguito di un incendio. La Corte di Cassazione ha confermato l'esclusione della responsabilità del vettore. Nonostante la riconosciuta colpa grave dell'autista per aver parcheggiato in un'area non protetta, è stata applicata un'esimente prevista dalla Convenzione CMR. La Corte ha ritenuto che l'uso concordato di un veicolo aperto e senza telone costituisse un 'fondato dubbio' sulla causa del danno, invertendo l'onere della prova a carico della parte danneggiata, che non è riuscita a dimostrare il contrario.
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Responsabilità del vettore: rapina e colpa grave
Una società di trasporti ha presentato ricorso in Cassazione dopo essere stata condannata per la perdita di merci a seguito di una rapina. La Corte ha respinto il ricorso, confermando la responsabilità del vettore. I giudici hanno stabilito che la rapina non costituiva un caso fortuito a causa della colpa grave del vettore e del sub-vettore, evidenziata da scelte come percorrere una strada insicura e avere precedenti di incidenti simili. Questa ordinanza chiarisce gli standard di diligenza necessari per escludere la responsabilità.
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Occupazione sine titulo: il danno va sempre provato
Un proprietario ha agito in giudizio per ottenere la liberazione di un box auto e il risarcimento per la sua occupazione sine titulo. La Corte di Cassazione, pur confermando l'ordine di rilascio, ha cassato la sentenza d'appello riguardo la liquidazione del danno. Ha stabilito che il danno da occupazione illegittima non è automatico ('in re ipsa'), ma deve essere specificamente allegato e provato dal proprietario, dimostrando il concreto pregiudizio economico subito, come la perdita di occasioni di locazione.
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Onere della prova: quando la non contestazione non basta
Una società committente richiede i danni a un'azienda di trasporti per una consegna parziale. La Corte di Cassazione chiarisce che l'onere della prova per i danni subiti (costi extra e mancate vendite) ricade interamente sul danneggiato, anche se la controparte non ha contestato specificamente tali voci, poiché queste non rientrano nella sua sfera di diretta conoscenza.
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Circostanze eccezionali: Volo cancellato per Covid?
Due passeggeri si sono visti cancellare il volo a causa della pandemia Covid-19 e hanno richiesto la compensazione pecuniaria alla compagnia aerea. Mentre il giudice di primo grado ha accolto la domanda, il tribunale d'appello l'ha respinta, qualificando la pandemia come una delle 'circostanze eccezionali' previste dalla normativa europea che esonera il vettore dal pagamento. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di fondamentale importanza e ha rinviato il caso a una pubblica udienza per una decisione definitiva, senza ancora stabilire se la pandemia rientri o meno in tali circostanze.
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Onere della prova: Giudice non può negare la prova
Una famiglia, costretta a lasciare la propria casa a causa della rottura di una condotta idrica, si vede negare il risarcimento del danno non patrimoniale per mancanza di prove. La Corte di Cassazione interviene, annullando la decisione del giudice d'appello che aveva precedentemente rifiutato di ammettere le prove testimoniali offerte. La sentenza ribadisce un principio fondamentale sull'onere della prova: non si può penalizzare una parte per non aver provato un fatto, se le è stato impedito di farlo.
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Termine introduzione giudizio: conta la notifica
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio cruciale sul termine per l'introduzione del giudizio di merito in un'opposizione esecutiva. Un'azione era stata dichiarata improcedibile perché, pur essendo stata notificata entro il termine perentorio di 30 giorni, era stata iscritta a ruolo successivamente. La Suprema Corte ha annullato la decisione, chiarendo che, quando il giudizio è introdotto con atto di citazione, il termine introduzione giudizio è rispettato con la sola notifica dell'atto, essendo l'iscrizione a ruolo un adempimento successivo e distinto.
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Abuso del processo: quando il ricorso è temerario
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una figlia contro gli eredi del padre per la restituzione di un immobile concesso in comodato. Il ricorso, basato su motivi già decisi o nuovi e infondati, è stato qualificato come abuso del processo, comportando per la ricorrente una condanna al risarcimento del danno per lite temeraria, oltre al pagamento delle spese legali.
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Responsabilità professionale direttore lavori: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per due professionisti, un direttore dei lavori e un progettista strutturale, per i danni causati durante una ristrutturazione edilizia. La sentenza sottolinea che la responsabilità professionale del direttore lavori include un dovere inderogabile di vigilanza, che non può essere eluso fidandosi delle rassicurazioni del committente o di terzi. Anche l'assoluzione in sede penale è stata ritenuta irrilevante ai fini della responsabilità civile, che si fonda sulla semplice colpa. I ricorsi sono stati respinti in quanto miravano a un riesame del merito, inammissibile in sede di legittimità.
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Polizza RC: copertura estesa ai danni immateriali
Un'azienda, ritenuta responsabile per un incendio che ha distrutto un capannone locato, ha richiesto l'indennizzo alle proprie assicurazioni. La Corte di Cassazione ha confermato la mancata copertura di una polizza 'property' per un sito non specificato in contratto, ma ha ribaltato la decisione dei giudici di merito riguardo alla Polizza RC (Responsabilità Civile). La Suprema Corte ha stabilito che la clausola 'danni materiali a cose' deve essere interpretata in modo sistematico e può estendersi anche a danni immateriali, come la perdita dei canoni di locazione da parte del proprietario, in quanto conseguenza prevedibile del rischio assicurato.
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Ricorso inammissibile: prova non decisiva e sanzione
Una società ha citato in giudizio un professionista per danni relativi a un progetto fotovoltaico fallito. Dopo aver perso in primo e secondo grado, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il diniego di una prova testimoniale non è sindacabile se la prova stessa non è dimostrata come decisiva per l'esito della causa. La parte ricorrente è stata inoltre sanzionata per abuso del processo.
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Videosorveglianza e privacy: quando è lecita?
Una disputa tra sorelle sull'installazione di telecamere private arriva in Cassazione. I giudici confermano che la videosorveglianza è legittima se le telecamere riprendono esclusivamente le aree di proprietà di chi le installa, per finalità di sicurezza, senza invadere la sfera di riservatezza dei vicini. L'ordinanza ribadisce che la valutazione delle prove tecniche, come il raggio d'azione delle telecamere, spetta ai giudici di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità. Il ricorso è stato quindi rigettato.
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Comodato familiare: quando si può riavere la casa?
Una madre concede al figlio l'uso della propria casa per viverci con la compagna, configurando un comodato familiare. Anni dopo, la madre chiede la restituzione dell'immobile. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'occupazione del figlio è legittima. In un comodato familiare, il proprietario può riottenere l'immobile solo dimostrando un 'urgente e impreveduto bisogno', cosa che non è avvenuta nel caso di specie, confermando così le decisioni dei gradi precedenti.
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Principio di non contestazione: la difesa del condominio
Una società di traslochi subisce danni ai propri furgoni a causa di calcinacci caduti da un edificio. Poiché il condominio convenuto non ha mai negato la proprietà dei frontalini da cui sono caduti i detriti, la Corte di Cassazione, applicando il principio di non contestazione, ha stabilito che la titolarità del bene doveva considerarsi provata. La sentenza di merito, che aveva richiesto all'attore tale prova, è stata annullata.
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Canone inferiore: quando è valido l’accordo?
In una complessa vicenda su un canone di locazione inferiore a quello legale, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del conduttore. La Corte ha stabilito che i motivi di ricorso erano proceduralmente inammissibili, confermando la decisione della Corte d'Appello. Quest'ultima aveva escluso l'esistenza di un accordo volontario per derogare all'equo canone, condannando il conduttore al pagamento delle differenze. La sentenza ribadisce che la prova di un accordo derogatorio deve essere chiara e inequivocabile.
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Noleggio a caldo: chi paga i danni? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10560/2024, ha definito le responsabilità in un contratto di noleggio a caldo di una betonpompa. A seguito di un incendio e successivi danni, la Corte ha stabilito che la responsabilità per la manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché i rischi operativi, ricadono sul fornitore che mette a disposizione anche l'operatore, a meno che il contratto non preveda diversamente. Il caso riguardava la richiesta di risarcimento danni da parte della società fornitrice contro l'utilizzatrice, richiesta respinta in quanto la gestione del mezzo non era mai passata effettivamente a quest'ultima.
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Pignoramento pensione: i limiti prima della riforma
L'appello di un pensionato contro un pignoramento pensione sul suo conto corrente è stato respinto. La Cassazione ha confermato che, prima della riforma del 2015, le somme pensionistiche accreditate perdevano la loro natura protetta e diventavano pignorabili per intero, in quanto beni fungibili. La Corte ha applicato il principio ratione temporis, escludendo la responsabilità della banca per il blocco dei fondi e il conseguente protesto di assegni.
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Risarcimento danno reputazionale: la prova spetta a chi agisce
Una società immobiliare e i suoi garanti hanno citato in giudizio un istituto di credito per un'illegittima e prolungata segnalazione in Centrale Rischi, chiedendo il risarcimento dei danni patrimoniali e reputazionali. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10481/2024, ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La Corte ha stabilito che per ottenere il risarcimento del danno reputazionale non è sufficiente la mera segnalazione, ma è necessario fornire una prova concreta del pregiudizio subito e del nesso causale tra la condotta della banca e il danno lamentato, onere che i ricorrenti non hanno soddisfatto.
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Risarcimento in forma specifica: no canone di ormeggio
Un cantiere navale danneggia una barca e la tiene per le riparazioni. La Cassazione chiarisce che questo stazionamento costituisce un risarcimento in forma specifica, escludendo il diritto del cantiere a richiedere il pagamento del canone di ormeggio per quel periodo. Il ricorso della società cessionaria del credito è stato dichiarato inammissibile e sanzionato per lite temeraria.
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Responsabilità precontrattuale: recesso e buona fede
La Corte di Cassazione conferma la condanna per responsabilità precontrattuale a carico di un soggetto che, dopo aver manifestato un serio interesse all'acquisto di un'apparecchiatura medica in prova e aver dato rassicurazioni sull'ottenimento di un leasing, aveva interrotto bruscamente e senza giustificazione le trattative. La sentenza ribadisce il dovere di buona fede e la tutela dell'affidamento generato nella controparte, anche prima della conclusione del contratto.
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