LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 116 Codice di Procedura Civile — Sezione Terza Civile

Pagina 21 di 40

1499 provvedimenti

Altri anni per Art. 116 Codice di Procedura Civile

Nullità contratto non registrato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 28143/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di locazioni. La nullità del contratto non registrato, prevista dalla legge 311/2004, non ha effetto retroattivo. Pertanto, un accordo di maggiorazione del canone stipulato prima dell'entrata in vigore di tale legge è valido, anche se non registrato. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente applicato la sanzione della nullità a un contratto precedente alla norma, rinviando il caso per un nuovo esame.
Continua »
Fatto illecito: autonomia del giudice civile
La Corte di Cassazione stabilisce che, in un'azione di risarcimento per un fatto illecito, il giudice civile ha il dovere di valutare autonomamente se tale fatto costituisca anche reato, ai fini dell'applicazione del termine di prescrizione più lungo. Questa valutazione è necessaria anche se il procedimento penale è stato archiviato, poiché il decreto di archiviazione non equivale a una sentenza di proscioglimento e non vincola la decisione civile.
Continua »
Responsabilità del custode: la prova del nesso causale
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di risarcimento avanzata dagli eredi di un automobilista deceduto in un incidente stradale. La Corte ha stabilito che, in tema di responsabilità del custode, spetta al danneggiato dimostrare il nesso di causalità tra la cosa in custodia (la strada) e il danno. In questo caso, è stato accertato che l'incidente non fu causato dalla presenza di acqua sulla carreggiata, ma dall'eccessiva velocità del conducente, condotta che ha interrotto ogni legame causale e ha escluso la responsabilità dell'ente gestore della strada.
Continua »
Inammissibilità ricorso: quando l’appello costa caro
Un automobilista, insoddisfatto del risarcimento di 775 euro offerto dalla compagnia assicuratrice per un danno da 1.350 euro, ha perso la causa sia in primo grado che in appello. Ha quindi presentato ricorso in Cassazione, ma la Suprema Corte lo ha dichiarato inammissibile per gravi difetti di redazione. La decisione sottolinea come un ricorso confuso e non specifico non possa essere esaminato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato non solo a pagare le spese legali, ma anche un'ulteriore somma a titolo di responsabilità aggravata per lite temeraria. La Corte ha chiarito che il valore della causa, ai fini delle spese, non era limitato alla differenza richiesta ma all'intera posta in gioco, giustificando gli onorari liquidati in appello.
Continua »
Domanda di manleva tardiva: la Cassazione decide
Un proprietario, condannato a rimborsare le spese per un muro, ha contestato in Cassazione la tempistica della domanda di manleva dei comproprietari. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che una domanda di manleva, se menzionata nell'atto iniziale, può essere precisata in seguito senza essere considerata tardiva, in linea con i principi sulla modifica della domanda processuale.
Continua »
Vizi cosa locata: quando il ricorso è inammissibile
Un conduttore ricorre in Cassazione per vizi della cosa locata, lamentando difetti all'impianto fognario. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, sottolineando come la critica alla sentenza d'appello fosse troppo generica e tendesse a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità. La decisione ribadisce i rigorosi requisiti di specificità per i ricorsi in Cassazione.
Continua »
Opposizione all’esecuzione: comproprietà e casa coniugale
La Corte di Cassazione chiarisce che il coniuge comproprietario può presentare opposizione all'esecuzione per il rilascio dell'ex casa coniugale, anche se il provvedimento di assegnazione è stato revocato con sentenza definitiva. Il diritto di comproprietà è infatti un titolo di godimento autonomo e poziore, non precluso dal giudicato formatosi sulla revoca dell'assegnazione, la quale si basa su presupposti diversi (l'interesse dei figli).
Continua »
Valutazione del CTU: il giudice può discostarsi?
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce i limiti del potere del giudice rispetto alla valutazione del CTU. Il caso riguarda una richiesta di risarcimento danni in condominio, dove il giudice aveva liquidato un importo inferiore a quello stimato dall'esperto. La Corte ha stabilito che il giudice può discostarsi dalla perizia, anche se 'percipiente', a condizione di fornire una motivazione adeguata. Inoltre, ha precisato che il principio di non contestazione si applica ai fatti, non alle valutazioni tecniche, che rimangono soggette al libero apprezzamento del magistrato.
Continua »
Inammissibilità del ricorso: quando la censura è vaga
Un automobilista, dopo aver perso in primo e secondo grado una causa per risarcimento danni da sinistro stradale a causa della prescrizione, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso, poiché i motivi di appello erano generici e non contestavano specificamente la ratio decidendi della sentenza d'appello, la quale aveva ritenuto non veritiere le circostanze riportate nella lettera interruttiva della prescrizione.
Continua »
Colpa del danneggiato: quando esclude il risarcimento?
Un cittadino cita in giudizio un Comune per una caduta su strada, ma la sua richiesta di risarcimento viene respinta. La Corte di Cassazione conferma la decisione, sottolineando che il danneggiato non ha fornito prove sufficienti a dimostrare il nesso causale tra la caduta e la buca. La sentenza ribadisce che, prima di valutare la colpa del danneggiato, è fondamentale che quest'ultimo assolva pienamente al proprio onere della prova.
Continua »
Azione Revocatoria: vendita con ipoteca è valida?
La Corte di Cassazione conferma che l'azione revocatoria può colpire anche la vendita di un immobile già gravato da ipoteca. La sentenza chiarisce che tale vendita costituisce comunque un pregiudizio per i creditori chirografari, in quanto riduce il patrimonio del debitore e la possibilità, anche solo potenziale, di soddisfare il proprio credito. Il ricorso dell'acquirente è stato dichiarato inammissibile perché la presenza di una garanzia reale non esclude di per sé l'eventus damni.
Continua »
Responsabilità del notaio: obbligo di verifica agibilità
La Corte di Cassazione stabilisce la responsabilità del notaio per negligenza professionale in una compravendita immobiliare. Un acquirente aveva comprato un immobile dichiarato ad uso abitativo, scoprendo solo dopo che era destinato a deposito. La Corte ha chiarito che il dovere di diligenza del notaio include l'obbligo di informare l'acquirente della mancanza del certificato di agibilità e delle relative conseguenze, anche se non espressamente richiesto. La sentenza della Corte d'Appello, che aveva escluso tale responsabilità, è stata annullata con rinvio.
Continua »
Riscatto agrario: quando nasce il diritto?
Una coppia acquista un terreno agricolo confinante con un altro fondo, per il quale era già stato stipulato un contratto preliminare di vendita con terzi. Successivamente, la coppia tenta di esercitare il diritto di riscatto agrario. La Corte di Cassazione ha negato tale diritto, stabilendo che i requisiti per la prelazione, inclusa la proprietà del fondo confinante, devono esistere al momento della stipula del contratto preliminare. Il riscatto agrario, infatti, è un rimedio alla violazione della prelazione e non può sorgere se quest'ultima non era originariamente presente.
Continua »
Responsabilità del custode: caduta su pavimento bagnato
Una cliente cadeva sul pavimento bagnato all'esterno di un panificio. La Cassazione ha escluso la responsabilità del custode, attribuendo la colpa esclusiva alla condotta imprudente della danneggiata. La Corte ha stabilito che un pericolo palese e prevedibile, come un pavimento bagnato dalla pioggia, impone alla vittima un dovere di maggiore attenzione, la cui omissione interrompe il nesso causale con la cosa in custodia.
Continua »
Appello inammissibile: il ricorso basato su un non-motivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Comune condannato a risarcire i danni da allagamento causati da opere pubbliche. L'appello è stato ritenuto inammissibile perché i motivi erano generici, si limitavano a criticare le conclusioni del perito senza formulare censure specifiche e riproponevano questioni già coperte da giudicato, come la giurisdizione. La Corte ha ribadito che un ricorso non può essere una mera contestazione dei fatti accertati nei gradi precedenti.
Continua »
Danno morale: autonomia e liquidazione corretta
A seguito di un sinistro stradale, la vittima contesta la liquidazione del danno morale, ritenuta troppo bassa. La Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che il danno morale è una componente autonoma del danno non patrimoniale e non può essere confuso con la 'personalizzazione' del danno biologico. La sua liquidazione deve seguire criteri tabellari coerenti, non potendo essere ridotta in modo simbolico senza una specifica motivazione.
Continua »
Opposizione tardiva: quando il rito decide il caso
Un cittadino ha proposto appello contro una sentenza relativa a cartelle esattoriali. L'appello è stato giudicato inammissibile perché considerato una opposizione tardiva. La Cassazione ha confermato che, avendo il primo giudice deciso su questioni di merito tipiche dell'opposizione all'esecuzione (art. 615 c.p.c.), non si applica la sospensione feriale dei termini, rendendo il gravame presentato fuori tempo massimo. Qualsiasi altra valutazione sul merito è stata ritenuta superflua.
Continua »
Incarico professionale: quando la custodia non è gestione
Una società ha citato in giudizio il proprio studio commercialista per non aver riscosso i dividendi relativi a delle azioni tenute in custodia, sostenendo che tale attività rientrasse nell'incarico professionale. I giudici di merito e la Cassazione hanno respinto la richiesta, specificando che la semplice custodia dei titoli non comporta automaticamente un mandato per la loro gestione attiva. La dicitura generica 'prestazioni fiscali e societarie' sulle fatture non è stata ritenuta una prova sufficiente per dimostrare un incarico professionale più ampio.
Continua »
Valutazione delle prove: inammissibile il ricorso
Un imprenditore ha citato in giudizio un professionista per un presunto danno derivante da false certificazioni. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio per carenza probatoria, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello inammissibile. Il motivo risiede nel fatto che il ricorrente non ha contestato una violazione di legge, ma ha tentato di ottenere una nuova valutazione delle prove, attività preclusa nel giudizio di legittimità.
Continua »
Querela di falso: firma falsa e rinvio del processo
Un'avvocatessa presenta ricorso in Cassazione in una causa di risarcimento danni. Solleva una querela di falso, contestando l'autenticità della firma di una controparte sul controricorso. La Corte di Cassazione, rilevata l'ammissibilità della querela, sospende la decisione sul merito e rinvia la causa a pubblica udienza per gli accertamenti necessari.
Continua »