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Art. 116 Codice di Procedura Civile — Sezione Terza Civile

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Altri anni per Art. 116 Codice di Procedura Civile

Euribor manipolato: la Cassazione attende la UE
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria riguardante un contratto di leasing immobiliare contestato per tassi indeterminati e anatocismo. Il cuore della disputa riguarda l'applicazione del tasso Euribor manipolato nel periodo 2005-2008. La Corte ha deciso di sospendere il procedimento in attesa della decisione della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, che dovrà chiarire se la violazione della concorrenza determini la nullità dei singoli contratti bancari stipulati dai clienti finali.
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Azione revocatoria: guida pratica al caso
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di una compravendita immobiliare tramite azione revocatoria. Il debitore aveva ceduto la nuda proprietà alla convivente per sottrarre il bene alla banca creditrice. La Corte ha stabilito che la cessazione della convivenza non esclude la consapevolezza del danno e che l'onere della prova sulla capienza patrimoniale spetta al debitore.
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Responsabilità del proprietario per vizi strutturali
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33876/2023, ha esaminato un caso di danni a un immobile causati da vizi strutturali di un solaio, emersi durante lavori di ristrutturazione nell'appartamento sovrastante. La Corte ha rigettato sia il ricorso principale del proprietario dell'immobile superiore, sia quello incidentale del proprietario danneggiato, confermando la responsabilità del proprietario come custode del bene difettoso ai sensi dell'art. 2051 c.c. e l'assenza di colpa in capo a direttore dei lavori e appaltatore, la cui opera ha solo fatto emergere un difetto preesistente.
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Contratto autonomo di garanzia: l’onere della prova
Una società appaltatrice contesta l'escussione di un contratto autonomo di garanzia da parte di un ente pubblico per presunti vizi nei lavori stradali. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, stabilendo che spetta al debitore (l'appaltatore) che solleva l'eccezione di dolo (exceptio doli) provare la natura abusiva della richiesta di pagamento del creditore, invertendo l'onere della prova rispetto alla fideiussione.
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Ricorso incidentale tardivo: inefficace se principale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso principale di una società immobiliare in una disputa su migliorie e danni. Di conseguenza, il ricorso incidentale tardivo della controparte diviene inefficace. L'ordinanza chiarisce principi fondamentali sulla prova, la notifica degli atti e l'ultrattività del mandato al difensore di una società estinta.
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Simulazione contratto: prova libera se illecito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33727/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di simulazione contratto. Quando si sostiene che un contratto di comodato dissimuli una locazione illecita (ad esempio, per violazione delle norme sul canone), la parte che intende far valere la simulazione può utilizzare prove testimoniali e presuntive senza i limiti ordinari. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente negato l'ammissione di tali prove, ritenendo che la sola allegazione dell'illiceità del contratto nascosto sia sufficiente a superare il requisito della prova scritta (controdichiarazione).
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Garanzia personale: l’impegno dell’amministratore
L'amministratore di una società acquirente di macchinari agricoli aveva firmato una "dichiarazione di responsabilità personale". La Cassazione ha stabilito che, nonostante la sua qualifica, tale dichiarazione costituisce una valida garanzia personale (fideiussione) per il pagamento del prezzo, interpretando la volontà delle parti e la "ragione pratica" dell'atto, che altrimenti non avrebbe avuto senso. Il ricorso dell'amministratore è stato rigettato.
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Diniego rinnovo locazione: è valido durante pignoramento?
Una società conduttrice di un immobile commerciale ha contestato il diniego di rinnovo della locazione, sostenendo la sua invalidità in quanto comunicato dal proprietario-locatore mentre l'immobile era sottoposto a pignoramento. Dopo la conferma della validità del diniego da parte dei giudici di merito, la Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di particolare importanza per l'uniforme interpretazione della legge (rilevanza nomofilattica) e ha rinviato la causa a una pubblica udienza per la decisione.
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Usura leasing: i costi accessori nel calcolo del TEG
In un caso di presunta usura leasing, un garante si opponeva a un decreto ingiuntivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che i costi accessori come le spese di incasso, di insoluto e di recupero crediti non rientrano nel calcolo del Tasso Effettivo Globale (TEG) ai fini dell'usura, poiché non sono direttamente collegati all'erogazione del credito. La Corte ha inoltre ribadito che la mancanza dell'Indicatore Sintetico di Costo (ISC) non causa la nullità del contratto.
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Escussione garanzia: inammissibile ricorso in Cassazione
Un garante ha citato in giudizio una società di telecomunicazioni per l'illegittima escussione di una garanzia a prima richiesta. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che le censure del ricorrente miravano a un inammissibile riesame dei fatti, trasformando il giudizio di legittimità in un terzo grado di merito, compito che non spetta alla Suprema Corte.
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Caduta su sampietrini: la condotta del pedone
Un cittadino ha citato in giudizio il Comune di residenza a seguito di una caduta su sampietrini, attribuendo la responsabilità all'ente per la cattiva manutenzione della strada. Sia i giudici di primo grado che quelli d'appello hanno respinto la domanda, ritenendo che la caduta fosse dovuta alla disattenzione del pedone, consapevole della natura intrinsecamente irregolare di quel tipo di pavimentazione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso e chiarendo che la responsabilità del custode (ex art. 2051 c.c.) può essere esclusa se la condotta imprudente del danneggiato interrompe il nesso causale tra la cosa e il danno.
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Ricorso inammissibile: limiti alla prova in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un'inquilina di un alloggio pubblico che chiedeva il cambio di abitazione e il risarcimento danni. La Corte ha stabilito che non è possibile, in sede di legittimità, chiedere una nuova valutazione delle prove, come una consulenza tecnica, o criticare la ricostruzione dei fatti operata dai giudici di merito. La decisione sottolinea i rigorosi limiti procedurali del giudizio di Cassazione.
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Qualificazione del contratto: la Cassazione decide
Una disputa su fatture insolute ha portato la Corte di Cassazione a stabilire un principio cruciale sulla qualificazione del contratto: il comportamento effettivo delle parti prevale sul nome dato all'accordo. La sentenza ha inoltre affermato il diritto del creditore, nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, di modificare la propria domanda chiedendo la risoluzione del contratto. La Corte ha cassato la decisione precedente per motivazione apparente, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Riconoscimento di debito e onere della prova
Una società di servizi ha citato in giudizio un Comune per il pagamento di corrispettivi derivanti da un contratto d'appalto, sostenendo che un verbale di conto finale costituisse un riconoscimento di debito. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che il riconoscimento di debito non può superare le condizioni contrattuali, come quella che legava il pagamento all'effettiva riscossione di somme da parte dell'ente. L'onere della prova dell'avveramento di tale condizione spettava alla società creditrice.
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Spese processuali terzo chiamato: chi le paga?
In un caso di trasporto internazionale di merci andate smarrite, una società mittente ha citato in giudizio il vettore principale, il quale ha chiamato in causa il sub-vettore. La domanda della società mittente è stata rigettata. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in base al principio di soccombenza, le spese processuali del terzo chiamato devono essere pagate dall'attore la cui domanda infondata ha reso necessaria la chiamata in causa, e non compensate tra le altre parti.
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Regolamento di competenza: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un privato contro una società ippica. La Corte d'Appello aveva deciso esclusivamente sulla questione della competenza territoriale, stabilendo il foro del consumatore. In tali casi, lo strumento corretto per l'impugnazione non è il ricorso ordinario, ma il regolamento di competenza, come previsto dalla procedura civile. L'errata scelta dello strumento processuale ha reso l'impugnazione non esaminabile nel merito.
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Responsabilità del custode: la Cassazione decide
Un'automobilista subisce danni urtando una ruota di camion in autostrada. La Corte di Cassazione, riformando la sentenza d'appello, riafferma il principio della responsabilità del custode (art. 2051 c.c.). Spetta all'ente gestore dimostrare il caso fortuito per escludere la propria colpa, non al danneggiato provare l'assenza di condotte alternative. La Corte ha ritenuto illegittima la decisione di secondo grado basata su mere congetture sulla velocità del veicolo.
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Data certa: quando è opponibile a terzi? La Cassazione
Una società cercava di recuperare un credito basandosi su un contratto di cessione che riportava due date diverse, una precedente e una successiva alla cancellazione della società cedente. La Corte di Cassazione ha stabilito che, per avere data certa opponibile a terzi, un documento privato deve basarsi su fatti oggettivi ed esterni, come previsto dall'art. 2704 c.c., e non su presunzioni o elementi interni al documento stesso, annullando così la decisione del giudice d'appello.
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Responsabilità del custode: disattenzione e risarcimento
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di risarcimento di un cittadino caduto a causa di una pietra sconnessa. La Corte ha stabilito che la condotta della vittima, caratterizzata da un'evidente disattenzione su una strada nota e poco illuminata, integra il 'caso fortuito', escludendo così la responsabilità del custode (il Comune) per i danni subiti.
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Condotta del danneggiato: quando esclude il risarcimento
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di risarcimento di un automobilista per un incidente causato da un tombino aperto. La Suprema Corte ha stabilito che la condotta del danneggiato, ritenuta imprudente, ha interrotto il nesso causale, diventando l'unica causa del sinistro e escludendo così la responsabilità degli enti custodi della strada ai sensi dell'art. 2051 c.c.
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