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Art. 116 Codice di Procedura Civile — Sezione Seconda Civile

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1777 provvedimenti

Altri anni per Art. 116 Codice di Procedura Civile

Privacy hotel: responsabilità per il sito web
Una struttura ricettiva è stata sanzionata dal Garante della Privacy per due violazioni: la mancanza di un'informativa sul sito web e la conservazione eccessiva dei dati di videosorveglianza. Il Tribunale ha annullato la seconda sanzione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato sia il ricorso del Garante che quello dell'hotel, confermando la sanzione per la mancata informativa online. La decisione sottolinea che la responsabilità sulla privacy hotel per il sito web rimane in capo al titolare, anche se la gestione è affidata a fornitori esterni.
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Servitù per usucapione: limiti del ricorso in Cassazione
Una proprietaria ha impugnato in Cassazione la sentenza che confermava una servitù di passaggio sul suo fondo, sostenendo che fosse stata acquisita per usucapione. La ricorrente ha lamentato vizi di motivazione e un'errata valutazione delle prove, tra cui un atto di compravendita. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la servitù era stata correttamente riconosciuta per usucapione e non per titolo contrattuale. Ha inoltre ribadito che il giudizio di Cassazione non può riesaminare i fatti, ma solo verificare la legittimità della decisione, confermando così la validità della servitù per usucapione.
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Obbligazione parziaria condominio: patto valido
Un'impresa edile ha agito contro un condominio per il saldo di lavori di ristrutturazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'impresa, confermando che una clausola contrattuale che prevede un'obbligazione parziaria condominio è valida. Tale clausola obbligava l'impresa ad agire direttamente ed esclusivamente contro i singoli condomini morosi, escludendo la responsabilità solidale del condominio. La decisione si fonda sul principio dell'autonomia negoziale delle parti.
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Vendita simulata: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito nel riqualificare una compravendita immobiliare tra madre e figlio come donazione. La sentenza evidenzia l'importanza della prova presuntiva per accertare una vendita simulata, basandosi su indizi quali la permanenza della venditrice nell'immobile, le condizioni economiche dell'acquirente e il contenuto di un testamento. Il ricorso del figlio, che lamentava vizi procedurali e un'errata valutazione delle prove, è stato respinto, consolidando il principio che una serie di indizi gravi, precisi e concordanti è sufficiente a svelare la vera natura di un'operazione contrattuale.
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Prova mutuo verbale: la testimonianza è sufficiente
La Cassazione conferma la condanna degli eredi a restituire un prestito concesso al defunto dalla sua convivente. La Corte ha stabilito che la prova del mutuo verbale può essere fornita tramite testimoni che riferiscono confessioni del debitore, superando i limiti di legge e distinguendo il prestito da un'obbligazione naturale.
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Compenso avvocato: quando non è dovuto? Analisi Cass.
Un avvocato ha citato in giudizio un ex cliente per ottenere il pagamento delle sue spettanze. Il cliente si è opposto, sostenendo che l'attività del legale fosse stata negligente, avendo intentato una causa presso il tribunale sbagliato, causandone l'inevitabile rigetto. La Corte di Cassazione ha stabilito che un legale non ha diritto al compenso avvocato se la sua prestazione professionale era palesemente inutile fin dall'inizio. Di conseguenza, la Corte ha annullato la decisione del tribunale di grado inferiore che aveva riconosciuto il diritto al compenso e ha rinviato il caso per un nuovo esame.
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Vizi dell’opera: eccezione inadempimento senza scadenze
Un cliente si opponeva al pagamento per l'installazione di porte difettose. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'eccezione di inadempimento può essere sollevata anche dopo la scadenza dei termini per la denuncia dei vizi. Inoltre, ha affermato che a tali contratti si applica la tutela del Codice del Consumo, che prevede termini più favorevoli per il cliente.
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Nuova costruzione e distanze: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22493/2024, ha stabilito che la ricostruzione di un rudere con aumento di volume e altezza si qualifica come nuova costruzione e non come ristrutturazione, imponendo il pieno rispetto delle distanze legali. La Suprema Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente escluso la violazione, chiarendo anche che un garage non è considerato interrato se supera il piano di campagna originario, dovendo quindi rispettare le distanze dai confini. La sentenza sottolinea l'importanza di non alterare sagoma e volumetria per evitare ordini di demolizione.
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Regolamento di confini: i criteri dell’art. 950 c.c.
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22490/2024, ha chiarito che in una causa per violazione delle distanze legali, l'incertezza del confine non può portare al rigetto della domanda. Il giudice deve procedere al regolamento di confini secondo i criteri dell'art. 950 c.c. e non applicando norme sulla forma dei contratti. La Corte ha inoltre ribadito i principi sul risarcimento del danno da occupazione illegittima, che non è automatico ma richiede la prova di un pregiudizio concreto.
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Legittimazione passiva Comune: chi citare in giudizio?
Un automobilista multato dalla Polizia Municipale ha contestato la legittimazione passiva del Comune nell'opposizione giudiziaria, sostenendo che solo la Prefettura, avendo emesso l'ordinanza-ingiunzione, fosse il corretto convenuto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la legittimazione passiva del Comune sussiste, poiché i suoi agenti hanno accertato la violazione. La sentenza chiarisce che l'ente a cui appartiene l'organo accertatore è il soggetto legittimato a difendersi.
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Valutazione prova e CTU: la Cassazione decide
In un caso riguardante una servitù di passaggio, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, riaffermando il principio del potere discrezionale del giudice nella valutazione prova. La Corte ha stabilito che il giudice di merito può legittimamente fondare la propria decisione su una consulenza tecnica (CTU) a discapito di altre, e considerare prove atipiche, purché la sua scelta sia motivata. Il ricorso è stato giudicato inammissibile per carenza di specificità nelle censure.
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Sanzioni apparecchi da divertimento: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la sanzione a carico di una società fornitrice di apparecchi da divertimento risultati non conformi alla normativa. L'ordinanza chiarisce che le sanzioni per apparecchi da divertimento irregolari si applicano autonomamente a tutti i soggetti coinvolti (distributore, installatore, gestore) e che la pena pecuniaria va calcolata per ogni singolo apparecchio illecito, escludendo sia la responsabilità solidale sia l'applicazione del concorso formale di illeciti.
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Decadenza potere sanzionatorio: i limiti per Consob
La Corte di Cassazione ha chiarito i principi sulla decadenza del potere sanzionatorio dell'autorità di vigilanza finanziaria. La Corte ha stabilito che il termine di 180 giorni per la contestazione non decorre dal momento in cui l'autorità acquisisce i primi indizi, ma da quando completa l'attività istruttoria necessaria a valutare la sussistenza dell'infrazione. Annullando la decisione della Corte d'Appello, la Cassazione ha precisato che il giudice non può sostituirsi all'autorità nel decidere i tempi di avvio dell'indagine, ma solo valutarne la ragionevolezza a posteriori.
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Usucapione e preliminare: quando non basta la detenzione
Una famiglia ha occupato un appartamento per decenni sulla base di un contratto preliminare di vendita del 1981. Avviata una causa per ottenere la proprietà tramite usucapione, la Corte di Cassazione ha respinto la domanda. La sentenza chiarisce che un contratto preliminare, anche con consegna anticipata dell'immobile, conferisce solo la detenzione e non il possesso utile per l'usucapione, poiché chi occupa è consapevole dell'altruità del bene. Per l'usucapione sarebbe stata necessaria la prova di un atto di interversione del possesso, mai avvenuta.
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Distanze tra costruzioni: la condanna generica al danno
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del potere del giudice in materia di risarcimento del danno in una causa su distanze tra costruzioni. Se l'attore chiede una condanna generica, il giudice non può liquidare una somma specifica, pena la violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva liquidato 10.000 euro di danni non richiesti, rinviando la causa per una nuova valutazione. Rigettato, invece, il ricorso del vicino sulla preesistenza dell'edificio e l'usucapione del diritto di veduta.
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Azione di rivendicazione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante una controversia su un ripostiglio. La Corte conferma la corretta qualificazione della domanda come azione di rivendicazione, con il conseguente onere della 'probatio diabolica' a carico dell'attore. Viene ribadito che il ricorso in Cassazione non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione delle prove, come nel caso del presunto travisamento di una testimonianza. Il ricorso è stato respinto perché i motivi sollevati miravano a un riesame del merito, non consentito in sede di legittimità.
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Decisione a sorpresa: Cassazione annulla ordinanza
Un avvocato si opponeva al rigetto della sua richiesta di compenso per gratuito patrocinio. Il Tribunale rigettava l'opposizione per un motivo nuovo, sollevato d'ufficio. La Cassazione ha annullato questa ordinanza come "decisione a sorpresa", ribadendo che il giudice deve sempre garantire il contraddittorio su questioni decisive non discusse dalle parti, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Sanzione comunale e Codice della Strada: quale prevale?
Un automobilista riceve una sanzione comunale per aver parcheggiato davanti ai cassonetti, una violazione già contemplata dal Codice della Strada. La Corte di Cassazione ha stabilito che la sanzione comunale è legittima, a condizione che l'importo concretamente applicato non superi i limiti massimi previsti dalla legge statale (il Codice della Strada), risolvendo così il potenziale conflitto tra le fonti normative.
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Usucapione alloggio di servizio: no alla proprietà
La Corte di Cassazione ha negato l'usucapione di un alloggio di servizio a un ex custode comunale. La sentenza chiarisce che l'utilizzo di un immobile per ragioni lavorative costituisce detenzione e non possesso. Per l'usucapione dell'alloggio di servizio non è sufficiente la mancata restituzione al termine del rapporto, ma è necessario un atto specifico che trasformi la detenzione in possesso, qui non dimostrato.
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Termine contestazione illecito: Cassazione chiarisce
Un consigliere di amministrazione di una banca viene sanzionato dall'Autorità di vigilanza per informazioni omesse in un prospetto. La Corte d'Appello annulla la sanzione, ritenendo superato il termine di contestazione dell'illecito. La Cassazione ribalta la decisione, chiarendo che il termine decorre non dalla conoscenza dei primi indizi, ma dalla conclusione dell'attività di accertamento. La valutazione sulla necessità degli atti istruttori va fatta 'ex ante', riconoscendo la discrezionalità dell'Autorità nel condurre indagini complesse.
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