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Art. 116 Codice di Procedura Civile — Anno 2023

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1172 provvedimenti

Altri anni per Art. 116 Codice di Procedura Civile

Trasferimento ramo d’azienda: i requisiti di validità
La Corte di Cassazione conferma l'illegittimità di un trasferimento ramo d'azienda 'dematerializzato' in assenza di una preesistente e autonoma organizzazione economica. Il caso riguardava alcuni lavoratori ceduti da una società a un'altra, i quali hanno ottenuto la reintegrazione nel posto di lavoro originario. La Corte ha ribadito che non è sufficiente raggruppare arbitrariamente lavoratori e servizi per creare un ramo d'azienda ai fini della cessione; l'entità ceduta deve possedere una propria identità funzionale già prima del trasferimento.
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Simulazione contratto: prova libera se illecito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33727/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di simulazione contratto. Quando si sostiene che un contratto di comodato dissimuli una locazione illecita (ad esempio, per violazione delle norme sul canone), la parte che intende far valere la simulazione può utilizzare prove testimoniali e presuntive senza i limiti ordinari. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente negato l'ammissione di tali prove, ritenendo che la sola allegazione dell'illiceità del contratto nascosto sia sufficiente a superare il requisito della prova scritta (controdichiarazione).
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Accertamenti bancari: come superare la presunzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33704/2023, ha rigettato il ricorso di un contribuente contro degli accertamenti bancari. Il contribuente sosteneva che le movimentazioni sul suo conto fossero state effettuate dal padre. La Corte ha ribadito che, per superare la presunzione legale di reddito, il contribuente deve fornire una prova analitica e rigorosa per ogni singola operazione, dimostrando la sua non inerenza ad attività imponibili. La semplice delega di firma a un familiare non è una difesa sufficiente.
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Estinzione del giudizio: il caso della rinuncia
Una controversia tra un'Azienda Sanitaria Provinciale e una Casa di Cura, nata da un lodo arbitrale, giunge in Cassazione. Prima della decisione, la parte ricorrente rinuncia al ricorso e la controparte accetta. La Suprema Corte, di conseguenza, dichiara l'estinzione del giudizio, chiudendo il caso senza una pronuncia nel merito e compensando le spese legali tra le parti.
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Notifica tardiva: la Cassazione chiarisce le regole
Una società di riscossione ha impugnato una sentenza che dichiarava prescritti alcuni crediti tributari a causa della mancata prova della notifica tardiva delle cartelle di pagamento. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso principale perché non contestava una delle due autonome motivazioni della sentenza di merito. Ha però accolto il ricorso incidentale del contribuente, chiarendo che i documenti, anche se depositati in ritardo in primo grado, devono essere sempre valutati in appello. Il caso è stato rinviato per valutare gli effetti della notifica tardiva su tutti i tributi richiesti.
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Accertamenti bancari: deduzione costi anche forfettaria
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33564/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di accertamenti bancari. Anche quando il reddito di un imprenditore viene ricostruito induttivamente sulla base dei movimenti sul conto corrente, l'Amministrazione Finanziaria ha l'obbligo di determinare e scomputare i costi relativi all'attività, anche in misura forfettaria. La decisione, fondata sul principio di capacità contributiva, ha portato alla cassazione con rinvio della sentenza impugnata, che non aveva considerato tale aspetto.
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Interpretazione contratto: Cassazione chiarisce
Analisi di una decisione della Cassazione sull'interpretazione contratto di cessione quote societarie. La Corte ha stabilito che una clausola di garanzia per "spese" e "sopravvenienze" relative a un contenzioso in corso copre solo i costi del procedimento pendente al momento della vendita, escludendo i danni e le spese di un nuovo giudizio di merito iniziato successivamente. La Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, rigettando il ricorso dei compratori.
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Riduzione contributiva: inammissibile riesame in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una farmacista contro l'ente previdenziale di categoria. La professionista si era vista revocare la riduzione contributiva per aver percepito utili da un'impresa familiare. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso miravano a un riesame dei fatti, attività non consentita in sede di legittimità, confermando così la decisione della Corte d'Appello che riteneva la partecipazione agli utili incompatibile con il beneficio.
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Rendita catastale: pozzi geotermici esclusi dal calcolo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33504/2023, ha stabilito un principio fondamentale per il settore energetico. Il valore dei pozzi geotermici deve essere escluso dal calcolo della rendita catastale di un impianto. La decisione si basa sulla Legge di Stabilità 2016 (L. 208/2015), che esclude dalla stima i cosiddetti 'imbullonati', ovvero i macchinari e gli impianti funzionali allo specifico processo produttivo, indipendentemente dalla loro natura strutturale.
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Lavoro subordinato ricercatore: la Cassazione decide
Una ricercatrice contesta la qualificazione del suo rapporto come autonomo. La Corte di Cassazione, evidenziando la complessità della distinzione nel caso del lavoro subordinato ricercatore e la presenza di giurisprudenza contrastante, ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una decisione approfondita, senza risolvere il merito della questione.
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Garanzia personale: l’impegno dell’amministratore
L'amministratore di una società acquirente di macchinari agricoli aveva firmato una "dichiarazione di responsabilità personale". La Cassazione ha stabilito che, nonostante la sua qualifica, tale dichiarazione costituisce una valida garanzia personale (fideiussione) per il pagamento del prezzo, interpretando la volontà delle parti e la "ragione pratica" dell'atto, che altrimenti non avrebbe avuto senso. Il ricorso dell'amministratore è stato rigettato.
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Incentivi rientro cervelli: la prova del domicilio
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di una commissione tributaria che negava gli incentivi rientro cervelli a una professionista. La corte d'appello aveva erroneamente ignorato un certificato che provava il domicilio della contribuente all'estero durante gli studi, un fatto decisivo per l'applicazione del beneficio fiscale. La Cassazione ha stabilito che l'omesso esame di una prova documentale così rilevante vizia la sentenza, rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Diniego rinnovo locazione: è valido durante pignoramento?
Una società conduttrice di un immobile commerciale ha contestato il diniego di rinnovo della locazione, sostenendo la sua invalidità in quanto comunicato dal proprietario-locatore mentre l'immobile era sottoposto a pignoramento. Dopo la conferma della validità del diniego da parte dei giudici di merito, la Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di particolare importanza per l'uniforme interpretazione della legge (rilevanza nomofilattica) e ha rinviato la causa a una pubblica udienza per la decisione.
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Rendita catastale centrali: inclusi i pozzi
In un caso riguardante la rendita catastale di una centrale geotermica, una società energetica contestava l'inclusione di pozzi e altri impianti nella valutazione fiscale. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Agenzia delle Entrate, stabilendo che tutti i componenti essenziali alla produzione di energia, inclusi i pozzi geotermici, devono essere considerati parte integrante dell'unità immobiliare ai fini del calcolo della rendita catastale, in quanto costituiscono un complesso funzionalmente inscindibile.
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Improcedibilità ricorso Cassazione: onere della prova
Una società di servizi ha presentato ricorso in Cassazione contro una condanna al pagamento per interventi di manutenzione. La Corte ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso per Cassazione perché la società ricorrente, pur avendo dichiarato di aver ricevuto la notifica della sentenza d'appello, non ha depositato la copia autentica con la relativa relata di notifica entro i termini di legge. Questo adempimento è essenziale per dimostrare la tempestività dell'impugnazione secondo il termine breve.
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Usura leasing: i costi accessori nel calcolo del TEG
In un caso di presunta usura leasing, un garante si opponeva a un decreto ingiuntivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che i costi accessori come le spese di incasso, di insoluto e di recupero crediti non rientrano nel calcolo del Tasso Effettivo Globale (TEG) ai fini dell'usura, poiché non sono direttamente collegati all'erogazione del credito. La Corte ha inoltre ribadito che la mancanza dell'Indicatore Sintetico di Costo (ISC) non causa la nullità del contratto.
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Rendita catastale impianti: la Cassazione sui pozzi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33411/2023, ha chiarito i criteri per il calcolo della rendita catastale impianti energetici. Ha stabilito che i pozzi geotermici, essendo funzionali al processo produttivo ('imbullonati'), devono essere esclusi dalla stima catastale a partire dal 1° gennaio 2016, in applicazione della Legge n. 208/2015. La Corte ha inoltre confermato l'esclusione dei carriponte per la formazione di un giudicato interno.
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Motivi nuovi in appello: limiti nel processo tributario
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33409/2023, ha ribadito il divieto di introdurre motivi nuovi in appello nel processo tributario. Il caso riguardava una società che, dopo aver contestato in primo grado il metodo di calcolo usato per un accertamento fiscale, in appello ne contestava la corretta applicazione. La Corte ha ritenuto tale modifica una domanda nuova e inammissibile, cassando la sentenza d'appello.
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Rimborso IVA cessionario: rinvio a pubblica udienza
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio a pubblica udienza di un caso riguardante la richiesta di rimborso IVA cessionario. Una banca, cessionaria di un credito IVA, si è vista sospendere il rimborso dall'Amministrazione Finanziaria a causa di presunti debiti erariali della società cedente. La Corte ha ritenuto le questioni sollevate, in particolare sulla prova del controcredito fiscale e sui limiti del giudizio di rinvio, di tale rilevanza da richiedere una trattazione approfondita anziché una decisione in camera di consiglio.
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Sospensione rimborso fiscale: onere della prova
Una banca, cessionaria di un credito IRES, si è vista negare il rimborso dall'Agenzia Fiscale a causa di debiti pregressi della società cedente. La Commissione Tributaria Regionale ha ritenuto sufficiente la prova fornita dall'Agenzia tramite i propri sistemi informativi. La Corte di Cassazione, riconoscendo la particolare rilevanza delle questioni legali sulla prova necessaria per la sospensione rimborso fiscale, ha rinviato il caso alla pubblica udienza per una decisione approfondita.
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