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Art. 116 Codice della Strada

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367 provvedimenti

Attenuanti generiche: quando il ricorso è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la sentenza di condanna. Il ricorso lamentava una pena eccessiva e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Corte ha stabilito che i motivi erano troppo generici, non criticavano specificamente la motivazione della corte d'appello, la quale aveva correttamente basato la sua decisione sulla personalità negativa dell'imputato, desunta dai suoi numerosi precedenti penali.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e nuovi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per violazione del Codice della Strada. I motivi sono stati giudicati in parte riproduttivi di censure già respinte e in parte proposti per la prima volta in sede di legittimità, confermando la condanna dell'imputato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Particolare tenuità del fatto: no se il reato è abituale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9570/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha stabilito che le numerose violazioni pregresse della stessa norma, anche se non penalmente rilevanti, dimostrano una condotta non occasionale che impedisce di qualificare l'offesa come lieve, confermando così la condanna.
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Recidiva guida senza patente: quando è reato?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9553/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per il reato di guida senza patente. Il caso verteva sulla nozione di recidiva guida senza patente, che trasforma l'illecito da amministrativo a penale. La Corte ha confermato che, ai fini della recidiva nel biennio, rileva non solo un precedente accertamento giudiziale irrevocabile, ma anche una precedente violazione amministrativa divenuta definitiva. La decisione ha inoltre ribadito che il diniego delle attenuanti generiche può essere giustificato dalla negativa personalità dell'imputato e dalla ripetitività delle condotte.
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Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per guida in stato di ebbrezza, confermando la decisione dei giudici di merito di non concedere le attenuanti generiche. La negazione è stata ritenuta legittima in virtù della pericolosità della condotta, dell'elevato tasso alcolemico, della personalità negativa e dei precedenti penali dell'imputato, evidenziando che l'assenza di elementi positivi giustifica tale scelta.
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Conversione pena pecuniaria: quando può essere negata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista contro il diniego della conversione pena pecuniaria. La decisione si fonda sulla valutazione negativa della personalità del reo, recidivo nella guida senza patente e sorpreso a circolare con un veicolo privo di targa e assicurazione, manifestando disprezzo per le norme stradali.
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Recidiva guida senza patente: quando scatta il reato?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9560/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per guida senza patente con recidiva nel biennio. Il caso chiarisce un punto fondamentale sulla recidiva guida senza patente: per la configurazione del reato, non è necessaria una precedente condanna penale, ma è sufficiente una precedente violazione amministrativa definitivamente accertata. L'inammissibilità del ricorso ha inoltre precluso la possibilità di dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione.
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Ricorso inammissibile: motivi non proposti in appello
Un automobilista ricorre in Cassazione per un'errata sanzione accessoria. La Corte dichiara il ricorso inammissibile perché il motivo di violazione di legge non era stato sollevato in appello, condannando il ricorrente alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Prescrizione reato: la sospensione salva il processo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per una violazione del Codice della Strada. Il caso si concentra sul calcolo della prescrizione reato, evidenziando come i periodi di sospensione, introdotti dalla legge n. 103/2017, abbiano posticipato il termine di estinzione del reato, rendendo infondata la doglianza dell'imputato. La Corte ha inoltre ribadito che un accertamento di violazione non impugnato diventa definitivo, legittimando la contestazione della recidiva.
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Recidiva nel biennio: vale la sanzione amministrativa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per violazione dell'art. 116 del Codice della Strada. La Corte ha ribadito un principio fondamentale sulla recidiva nel biennio: essa si configura non solo in presenza di una precedente condanna penale, ma anche a seguito di una violazione amministrativa accertata in via definitiva. Di conseguenza, il ricorso, che contestava proprio questo punto e la congruità della pena, è stato respinto in quanto basato su doglianze già esaminate e infondate.
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Patente estera falsa: reato e prescrizione del caso
Un cittadino straniero è stato condannato per l'uso di una patente di guida nigeriana contraffatta. La Corte di Cassazione ha esaminato i motivi del ricorso, tra cui la mancata traduzione degli atti e la configurabilità del reato. Pur ritenendo sussistente il delitto di uso di atto falso, la Corte ha annullato la sentenza di condanna senza rinvio, dichiarando il reato estinto per prescrizione, in quanto il tempo massimo per giudicare era trascorso.
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Prescrizione guida senza patente: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per guida senza patente a causa dell'intervenuta prescrizione. Il reato, commesso il 27/01/2017, si è estinto prima della sentenza d'appello del 10/11/2022, essendo trascorso il termine massimo di cinque anni. La Corte ha chiarito che la recidiva nel biennio, in questo specifico caso, non estende i termini di prescrizione.
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Appello generico: inammissibilità e art. 131-bis c.p.
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida con patente scaduta. La richiesta di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata respinta non nel merito, ma perché l'atto di appello originario era un appello generico, privo di motivazioni specifiche. La Corte ha ribadito che un vizio di genericità non può essere sanato nelle fasi successive del giudizio.
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Presupposto reato 707 c.p.: la condanna estinta
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 35123/2025, ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante il presupposto reato 707 c.p. (possesso ingiustificato di grimaldelli). La Corte ha stabilito che, per valutare la sussistenza del requisito della precedente condanna, è necessario considerare lo status del soggetto al momento della commissione del nuovo fatto. Una condanna estinta successivamente non rileva se al momento del reato era ancora efficace. Inoltre, viene confermato che il patteggiamento è equiparato a una sentenza di condanna a tali fini.
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Programmazione unitaria reato: non è necessaria
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per plurime violazioni del Codice della Strada. La Corte ha stabilito che, per configurare il reato contestato (art. 116 C.d.S.), non è necessario dimostrare una programmazione unitaria delle diverse condotte, rigettando la tesi difensiva e confermando la condanna dei giudici di merito.
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Ricorso inammissibile: motivi aspecifici e condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per violazione del Codice della Strada. La decisione si fonda sulla genericità e aspecificità dei motivi presentati, che non criticavano puntualmente la sentenza d'appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è aspecifico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per violazione del Codice della Strada. La decisione si fonda sulla aspecificità dei motivi di ricorso, ritenuti generici e non adeguatamente argomentati, confermando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e difesa tecnica
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché proposto personalmente dall'imputato. La legge, a seguito della riforma del 2017, richiede l'obbligatoria difesa tecnica di un avvocato per questo grado di giudizio, escludendo la facoltà per l'imputato di agire da solo. La Corte ribadisce la legittimità costituzionale di tale norma, sottolineando l'elevato livello di specializzazione richiesto.
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Ricorso inammissibile: motivi aspecifici e condanna
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per violazione del Codice della Strada. La decisione si fonda sulla presentazione di motivi di appello aspecifici, privi di una critica puntuale alla sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Determinazione della pena: inammissibile il ricorso
Un soggetto condannato a tre mesi di arresto per una violazione del codice della strada ha presentato ricorso in Cassazione, ritenendo la pena eccessiva. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che la determinazione della pena da parte del giudice di merito è insindacabile se non palesemente illogica o arbitraria. Nel caso specifico, la pena è stata ritenuta congrua in virtù dei numerosi precedenti penali dell'imputato, che ne delineavano una personalità negativa e non meritevole di attenuanti.
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