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Art. 1158 Codice Civile

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892 provvedimenti

Usucapione: prova del possesso e interversione
Una società immobiliare ha agito in giudizio per ottenere il rilascio di alcuni appartamenti occupati da privati, i quali hanno eccepito l'acquisto per usucapione. La Corte di Cassazione ha stabilito che, qualora la relazione con il bene sia iniziata come detenzione (per concessione del proprietario), non è sufficiente il mero decorso del tempo per configurare l'usucapione. È necessaria la prova rigorosa dell'interversione del possesso, ovvero un atto esterno di opposizione che manifesti chiaramente l'intenzione di possedere il bene come proprietario esclusivo.
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Sottotetto condominiale: proprietà e calpestìo
La Corte di Cassazione ha confermato la natura di sottotetto condominiale per un vano trasformato in terrazzo da alcuni condòmini dell'ultimo piano. La controversia nasce dall'interpretazione di un atto di divisione del 1899 che concedeva un mero diritto di calpestìo. I giudici hanno stabilito che tale diritto non conferisce una proprietà esclusiva, poiché il vano svolge una funzione di isolamento e protezione a beneficio dell'intero edificio. È stata inoltre rigettata la richiesta di usucapione, non essendo stato provato il possesso esclusivo per il periodo ventennale richiesto dalla legge.
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Rinuncia al ricorso: chi paga le spese legali?
La controversia nasce dalla richiesta di rimozione di tubazioni idriche e canne fumarie installate a distanza non regolamentare, con la controparte che eccepiva l'acquisto del diritto per usucapione. Dopo i primi due gradi di giudizio, i ricorrenti hanno presentato una formale rinuncia al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, preso atto della mancata accettazione della rinuncia da parte dei controricorrenti, ha dichiarato l'estinzione del processo. La decisione si è focalizzata sulla condanna dei rinuncianti al pagamento delle spese legali, non sussistendo ragioni eccezionali per derogare al principio della soccombenza.
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Usucapione tra coeredi: i requisiti per la proprietà
La sentenza analizza la richiesta di usucapione tra coeredi avanzata da due figli in merito a immobili familiari. Il Tribunale ha rigettato la domanda, stabilendo che il semplice uso prolungato non basta a escludere i diritti degli altri eredi senza una prova di possesso esclusivo e incompatibile.
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Usucapione: limiti e occupazione abusiva
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto di un ricorso riguardante l'occupazione senza titolo di un terreno e di un fabbricato. Il ricorrente invocava l'acquisto della proprietà per Usucapione, basandosi su una precedente sentenza. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che tale sentenza non era opponibile alla controparte poiché riguardava particelle catastali differenti e soggetti diversi. La Corte ha inoltre confermato la condanna al pagamento dell'indennità per occupazione abusiva, ritenendo la domanda risarcitoria sufficientemente specifica e non affetta da vizi procedurali.
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Notifica per pubblici proclami: quando è inammissibile
Il Tribunale di Palermo ha respinto un'istanza di notifica per pubblici proclami in una causa di usucapione. Il giudice ha riscontrato che i ricorrenti non avevano effettuato le dovute ricerche presso i pubblici registri per identificare i proprietari, rendendo la richiesta infondata.
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Distanze tra costruzioni: calcolo del danno e rinvio
La Suprema Corte ha esaminato un caso riguardante la violazione delle distanze tra costruzioni in un centro urbano. Sebbene sia stato confermato l'ordine di demolizione per il mancato rispetto dei dieci metri tra pareti finestrate, i giudici hanno annullato la decisione sul risarcimento. La Corte d'Appello aveva infatti stabilito il danno dall'inizio dei lavori con una motivazione vaga, senza verificare il momento effettivo della perdita di luce e aria.
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Usucapione condominio: limiti e prove necessarie
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto di una domanda di usucapione condominio avanzata da una società per alcune aree di un cortile comune. La sentenza ribadisce che per usucapire un'area comune non è sufficiente l'uso prolungato, ma occorre dimostrare un possesso esclusivo incompatibile con il diritto degli altri condomini. Sono stati inoltre confermati i danni derivanti da lavori edilizi non autorizzati.
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Usucapione di un terreno: i limiti dell’onere probatorio
La Corte di Cassazione ha rigettato un ricorso riguardante l'usucapione di un terreno, confermando che l'onere probatorio per chi agisce in rivendicazione può essere attenuato se il convenuto non contesta l'originaria titolarità del bene. La decisione sottolinea che la valutazione delle prove sul possesso spetta esclusivamente al giudice di merito.
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Lastrico solare condominiale: proprietà e uso
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un lastrico solare condominiale il cui unico accesso era situato all'interno di una proprietà privata. Nonostante la presunzione di condominialità, i giudici hanno stabilito che l'accesso esclusivo è un fattore determinante per valutare il diritto di uso esclusivo o l'eventuale usucapione del bene.
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Divisione ereditaria immobili abusivi: guida
La Corte di Cassazione chiarisce che la divisione ereditaria immobili abusivi non è ammessa in sede giudiziale senza prova della regolarità edilizia o del condono. Nel caso analizzato, una coerede chiedeva l'usucapione di alcuni fondi, mentre gli altri fratelli procedevano alla divisione di un fabbricato non autorizzato. La Suprema Corte ha annullato la decisione di merito che non aveva considerato l'invalidità della divisione di beni privi di titolo edilizio.
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Usucapione senza recinzione: nuovi criteri legali
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dell'**usucapione senza recinzione** in relazione a un terreno trasformato da fondo agricolo a spazio museale all'aperto. I giudici hanno stabilito che, se la destinazione funzionale del bene è incompatibile con una recinzione, il possesso esclusivo può essere dimostrato attraverso altre attività che manifestino la signoria sul bene e l'esclusione di terzi, ribaltando la decisione d'appello che considerava la barriera fisica come elemento indispensabile.
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Occupazione senza titolo: risarcimento e usucapione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di occupazione senza titolo di un immobile destinato alla valorizzazione, il danno è presunto (in re ipsa). La sentenza chiarisce inoltre i criteri per l'attenuazione dell'onere probatorio nell'azione di rivendicazione e rigetta la domanda di usucapione degli occupanti per mancanza di prove sul possesso uti dominus.
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Revoca confisca prevenzione usucapione: i requisiti
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego alla revoca confisca prevenzione usucapione richiesta da un terzo. Il ricorrente sosteneva di aver maturato la proprietà di un box tramite possesso ultraventennale. Tuttavia, i giudici hanno rilevato che il pagamento delle imposte da parte dell'amministratore giudiziario ha interrotto il decorso del termine per l'usucapione, escludendo il possesso esclusivo.
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Usucapione immobiliare: guida al possesso ventennale
Il Tribunale ha decretato l'usucapione immobiliare di una porzione di terreno di 12 mq e di una servitù di passaggio. La ricorrente ha dimostrato un possesso pacifico e ininterrotto per oltre vent'anni, confermato da testimonianze e perizie tecniche, superando l'inerzia dei proprietari formali.
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Usucapione servitù di passaggio: prova e limiti
La Corte d'Appello di Torino ha confermato il rigetto della domanda di usucapione servitù di passaggio avanzata da alcuni residenti. La decisione sottolinea che quattro transiti in vent'anni sono considerati atti di tolleranza e non possesso utile. È stata inoltre rigettata la richiesta di risarcimento per infiltrazioni a causa della mancanza di prova del nesso causale.
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Azione di rivendica: chi va citato in giudizio?
Un proprietario agisce in giudizio con un'azione di rivendica per recuperare un terreno, basando il suo diritto sull'usucapione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del possessore, confermando un principio fondamentale: l'azione deve essere intentata esclusivamente contro chi possiede o detiene materialmente il bene al momento della domanda, non contro i precedenti proprietari o gli intestatari catastali. La Corte ha inoltre ribadito che non può riesaminare nel merito le prove già valutate dai giudici di primo e secondo grado.
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Usucapione creditore ipotecario: è litisconsorte?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33660/2023, ha ribadito un principio fondamentale in materia di usucapione: il creditore con un'ipoteca iscritta su un immobile è litisconsorte necessario nel giudizio volto ad accertare l'usucapione del bene stesso. Di conseguenza, una sentenza che dichiari l'avvenuta usucapione senza la partecipazione del creditore ipotecario è inefficace e non opponibile a quest'ultimo. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di chi aveva usucapito il bene, confermando che il creditore può legittimamente ignorare tale sentenza e procedere con l'esecuzione forzata sul bene ipotecato.
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Usucapione bene demaniale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33509/2023, ha rigettato il ricorso di una cittadina che chiedeva di essere dichiarata proprietaria per usucapione di due terreni adiacenti a un fiume. La Corte ha stabilito che tali terreni, pur non essendo regolarmente inondati, costituiscono una 'pertinenza idraulica' del fiume, ovvero sono destinati alla sua protezione. Questa natura li qualifica come parte del demanio idrico. Di conseguenza, l'usucapione di un bene demaniale è impossibile, in quanto tali beni non sono suscettibili di appropriazione privata.
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Usucapione prova: non basta tagliare l’erba
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33211/2023, ha chiarito i requisiti della prova per l'usucapione. Nel caso esaminato, una persona rivendicava la proprietà di alcuni immobili per averli utilizzati per anni, svolgendo attività come il taglio dell'erba e il ricovero di animali. La Corte ha stabilito che tali attività non sono sufficienti a integrare la prova di un possesso "uti dominus" (cioè con l'animo del proprietario), in quanto compatibili con la mera tolleranza del titolare. Inoltre, il fatto che i proprietari formali continuassero a frequentare i luoghi ha escluso il carattere di esclusività del possesso, necessario per l'usucapione.
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